L’ipotesi di rinnovo interessa quasi 593 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Per ogni infermiere previsto un incremento medio lordo superiore all’8%, insieme a nuove tutele e regole sull’intelligenza artificiale.
Contratto Sanità, cosa cambia per ogni infermiere
È stata sottoscritta dall’Aran e da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità per il triennio 2025-2027.
Il nuovo contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione e della prevenzione, personale amministrativo e addetti ai servizi di supporto.
L’incremento medio complessivo previsto a regime è di 209 euro lordi al mese. Per ogni infermiere l’aumento medio raggiunge invece i 240 euro mensili lordi, superando l’8% rispetto al trattamento economico precedente.
Gli importi indicati sono valori medi e lordi. La somma effettivamente riconosciuta a ciascun dipendente dipenderà dall’inquadramento professionale, dalla posizione economica, dalle indennità spettanti e dal regime fiscale individuale.
La decorrenza degli incrementi è fissata al 1° gennaio 2025, mentre la piena disponibilità delle risorse è prevista a regime dal 1° gennaio 2027. L’aumento complessivo sull’intero triennio è pari al 7,76%.
Come precisato nella comunicazione ufficiale dell’Aran, quella raggiunta è ancora un’ipotesi di accordo. Il testo dovrà essere trasmesso agli organi di controllo per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, secondo quanto previsto dall’articolo 47 del decreto legislativo 165 del 2001.
Soltanto dopo l’esito positivo di questa procedura potrà essere sottoscritto definitivamente il contratto e potranno partire gli adempimenti necessari per adeguare le buste paga.
Aumenti e arretrati: quanto spetta agli infermieri
Le risorse ordinarie destinate al rinnovo ammontano a 1 miliardo e 537 milioni di euro a regime. A queste si aggiungono specifici stanziamenti rivolti soprattutto al personale sanitario maggiormente esposto.
Per l’indennità di specificità infermieristica sono disponibili 445 milioni di euro. Altri 193 milioni finanziano l’indennità per la tutela del malato, mentre 35 milioni sono destinati al personale che opera nei servizi di pronto soccorso.
L’aumento medio di 209 euro lordi mensili per l’intero comparto è composto da 145 euro provenienti dalle risorse ordinarie e da altri 64 euro derivanti dagli stanziamenti aggiuntivi.
Per gli infermieri, la combinazione degli aumenti tabellari e dell’indennità specifica porta l’incremento medio fino a 240 euro lordi al mese. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità riconosciuta al personale dei pronto soccorso, chiamato a lavorare in uno dei contesti più complessi del sistema sanitario.
Il contratto prevede anche il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025. Calcolando gli importi fino al 31 ottobre 2026, la cifra media è stimata in 1.226 euro per i dipendenti del comparto e in circa 2.300 euro per ciascun infermiere.
Anche in questo caso non si tratta di una somma identica per tutti. Il valore individuale varierà in base ai mesi effettivamente lavorati, al profilo professionale, alle indennità e all’eventuale rapporto a tempo parziale.
Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha definito l’intesa un risultato che va oltre i numeri. La firma entro il periodo di validità del contratto, secondo Naddeo, dimostra che la contrattazione nel pubblico impiego può svolgersi in modo più tempestivo rispetto al passato.
Intelligenza artificiale, decisioni vietate senza controllo umano
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione, per la prima volta, di un intero titolo dedicato all’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
Le aziende sanitarie e gli enti che intendono utilizzare sistemi di IA o algoritmi capaci di incidere sul rapporto di lavoro dovranno fornire un’informativa preventiva ai dipendenti. Dovranno essere chiariti finalità, ambiti di utilizzo, dati trattati, livello di accuratezza, sicurezza informatica e possibili conseguenze sull’organizzazione e sulla valutazione delle prestazioni.
Il contratto esclude che decisioni con effetti giuridici o significativi sul rapporto di lavoro possano essere affidate prevalentemente o esclusivamente a un sistema automatizzato, senza un adeguato intervento umano.
A ogni infermiere e agli altri dipendenti viene inoltre riconosciuto il diritto di conoscere, con un linguaggio comprensibile, i criteri generali utilizzati dagli algoritmi.
«La responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo», afferma Naddeo. Restano quindi in capo ai dirigenti e ai titolari dei poteri decisionali le responsabilità relative all’assegnazione degli obiettivi, alla gestione dei servizi e alla valutazione del personale.
Gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione delle attività sanitarie entreranno anche tra le materie della contrattazione integrativa. Il principio è governare l’innovazione tecnologica senza ridurre le garanzie riconosciute ai lavoratori.
Nuovi profili, ferie e tutele per il personale sanitario
Il rinnovo aggiorna l’ordinamento professionale e introduce nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, sempre più importante per la protezione dei sistemi informatici e dei dati sanitari.
Viene inoltre riorganizzato il sistema degli incarichi, con l’obiettivo di valorizzare il merito, l’esperienza e le competenze specialistiche maturate dal personale.
Il testo interviene sulle progressioni economiche, sulle relazioni sindacali e sulla formazione strategica. L’aggiornamento professionale continuo assume un ruolo centrale in un settore nel quale tecnologie, procedure cliniche e modalità assistenziali cambiano rapidamente.
Sono previste nuove misure per il benessere dei dipendenti, permessi specifici legati alle malattie gravi e strumenti di sostegno alla genitorialità. Vengono definite anche le regole per il lavoro a distanza nelle attività compatibili con questa modalità.
La firma definitiva resta subordinata ai controlli economico-finanziari. Per gli infermieri, dunque, aumenti e arretrati sono stati definiti nell’ipotesi contrattuale, ma sarà necessario attendere il completamento dell’iter e l’applicazione da parte delle singole aziende sanitarie per vedere le somme nelle buste paga.









