Articolo
Testo articolo principale

L’inchiesta firmata dai giornalisti Maggie Haberman e Jonathan Swan sarà pubblicata da Bompiani il 13 ottobre 2026. Il volume racconta i primi mesi del secondo mandato di Trump attraverso centinaia di interviste e testimonianze dalla Casa Bianca.

Regime Change in libreria dal 13 ottobre

Arriverà nelle librerie italiane il 13 ottobre 2026 per Bompiani, “Regime Change”, il libro-inchiesta dedicato alla seconda presidenza di Donald Trump e ai cambiamenti introdotti nell’esercizio del potere esecutivo negli Stati Uniti.

Il volume avrà come sottotitolo “I segreti della presidenza imperiale di Donald Trump”, sarà composto da 512 pagine e avrà un prezzo di copertina di 22 euro. La copertina dell’edizione italiana è stata anticipata dall’ANSA.

Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump

A firmare l’opera sono Maggie Haberman e Jonathan Swan, corrispondenti dalla Casa Bianca per il New York Times e tra i giornalisti statunitensi più esperti nel racconto dell’amministrazione Trump.

Il libro ricostruisce i primi diciotto mesi del secondo mandato presidenziale, iniziato dopo la vittoria elettorale del 2024. Gli autori seguono l’evoluzione della nuova amministrazione e il progressivo accentramento del potere attorno alla figura del presidente.

L’inchiesta analizza decisioni politiche, rapporti personali e conflitti interni, mostrando il funzionamento quotidiano della Casa Bianca e le modalità attraverso le quali Trump avrebbe trasformato il ruolo della presidenza.

L’edizione originale, intitolata “Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump”, è stata pubblicata negli Stati Uniti da Simon & Schuster ed è diventata un bestseller del New York Times.

Dalla vittoria del 2024 alle nuove operazioni militari

“Regime Change” parte dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e racconta come gli arresti, le condanne, gli attentati e i quattro anni trascorsi lontano dal potere non abbiano indebolito la sua influenza politica.

Secondo la ricostruzione proposta dagli autori, queste esperienze avrebbero reso Trump ancora più determinato a modificare istituzioni e consuetudini, circondandosi di collaboratori scelti soprattutto sulla base della fedeltà personale.

Il libro affronta alcune delle vicende più controverse del secondo mandato. Tra queste figurano le nuove rivelazioni legate al caso Jeffrey Epstein, le operazioni americane in Venezuela, il rapporto politico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle azioni militari contro l’Iran.

Gli autori descrivono anche i rapporti tra Trump e i dirigenti della sua amministrazione, le tensioni interne alla Casa Bianca e l’influenza esercitata da consiglieri, imprenditori e figure vicine al presidente.

Il concetto di “presidenza imperiale” utilizzato nel sottotitolo richiama l’idea di un potere esecutivo progressivamente meno vincolato dai tradizionali contrappesi istituzionali.

Al centro dell’inchiesta c’è quindi una domanda: quanto può cambiare la democrazia americana quando il presidente interpreta il proprio mandato come un’investitura personale e cerca di estendere i limiti della propria autorità?

Haberman e Swan raccontano chi ha provato a fermare questa trasformazione, dentro e fuori il Partito repubblicano, e spiegano perché la maggior parte dei tentativi sarebbe fallita.

Un’inchiesta costruita dall’interno della Casa Bianca

Uno degli aspetti centrali di “Regime Change” è il metodo utilizzato dai due autori. Il libro nasce da un ampio lavoro giornalistico, basato su centinaia di colloqui con funzionari, collaboratori, consiglieri e persone entrate in contatto diretto con Donald Trump.

L’opera offre un accesso alle stanze della Casa Bianca, agli incontri riservati e ai meccanismi decisionali che solitamente rimangono lontani dall’opinione pubblica. Molte vicende vengono ricostruite attraverso testimonianze dirette e conversazioni riservate.

Maggie Haberman segue Trump da molti anni. Nel 2018 ha fatto parte del gruppo di giornalisti del New York Times premiato con il Pulitzer per la copertura delle interferenze russe nelle elezioni americane e dei legami con persone vicine alla campagna presidenziale.

Haberman è anche autrice di “Confidence Man”, biografia dedicata all’ascesa di Trump dal settore immobiliare di New York fino alla Casa Bianca.

Jonathan Swan ha lavorato per Axios prima di entrare al New York Times. È conosciuto a livello internazionale anche per una lunga intervista televisiva a Donald Trump, premiata con un Emmy Award.

L’unione delle competenze dei due giornalisti permette al volume di combinare la ricostruzione politica con il racconto personale del presidente, delle sue abitudini e del rapporto con alleati e oppositori.

Trump ha respinto pubblicamente il contenuto del libro, definendolo falso e attaccando in particolare Maggie Haberman. Le critiche del presidente hanno contribuito ad aumentare l’attenzione mediatica attorno alla pubblicazione.

Un bestseller internazionale accolto dalla critica

Negli Stati Uniti il libro ha ottenuto immediatamente un forte successo commerciale. L’opera ha raggiunto il primo posto nella classifica dei bestseller del New York Times e vi è rimasta per diverse settimane.

Secondo i dati diffusi dall’editore americano, nella prima settimana sono state vendute oltre 300 mila copie, considerando volumi cartacei, ebook, audiolibri e ordini ancora da evadere.

“Regime Change” ha raggiunto il primo posto anche nei Paesi Bassi, confermando l’interesse internazionale per il racconto del secondo mandato di Trump e per le trasformazioni politiche in corso negli Stati Uniti.

Il direttore del New Yorker e premio Pulitzer David Remnick lo ha definito «un libro eccezionale, che trascende il suo genere», sottolineando il valore dell’inchiesta e la rilevanza delle notizie contenute.

La pubblicazione italiana offrirà ai lettori un documento giornalistico sulla nuova amministrazione americana, ma anche una riflessione più ampia sull’equilibrio tra potere esecutivo, istituzioni e democrazia.

Il titolo “Regime Change”, espressione tradizionalmente utilizzata per indicare il cambiamento di un governo straniero, viene applicato dagli autori agli stessi Stati Uniti. Il ribaltamento è uno degli elementi più provocatori dell’opera.

Il libro racconta infatti una trasformazione che non avviene a Mosca, Pechino, Teheran o Pyongyang, ma nel cuore della democrazia americana. Una trasformazione destinata, secondo gli autori, a cambiare non soltanto la natura della presidenza, ma anche il modo in cui il mondo guarda agli Stati Uniti.

TAG: , , , , , , , , ,