A Roma una catena di ipermercati permette di saldare il carrello dopo 30 giorni, in tre mesi a tasso zero oppure in 6-12 rate con interessi. Una soluzione che offre flessibilità, ma apre un dibattito sull’indebitamento per acquistare beni essenziali.
Fare la spesa oggi e pagarla domani, anche diversi mesi dopo. In alcuni ipermercati di Roma il conto del supermercato può essere dilazionato attraverso un servizio realizzato con una società finanziaria. La novità riguarda quindi anche pane, pasta e altri prodotti quotidiani, non soltanto automobili, elettrodomestici o viaggi.
Il meccanismo prevede tre possibilità: il saldo dell’intera cifra dopo 30 giorni senza costi aggiuntivi, la divisione in tre rate mensili a tasso zero oppure un finanziamento in 6-12 mesi con interessi. Le cronache che hanno riferito l’iniziativa non hanno reso pubblici il nome della catena e quello dell’operatore finanziario: non sono quindi verificabili, al momento, requisiti, soglie minime, commissioni e condizioni applicate al singolo cliente.
La formula ha acceso le critiche della Cgil di Roma e del Lazio, secondo cui indebitarsi per riempire il frigorifero segnala le difficoltà economiche delle famiglie. Ma come funziona davvero e cosa bisogna controllare?
Come funziona la spesa a rate: 30 giorni, tre rate o finanziamento
Il cliente comunica alla cassa di voler rinviare il pagamento, inquadra un codice QR con lo smartphone e sceglie una delle opzioni disponibili. L’operazione resta soggetta alle condizioni e all’eventuale approvazione del soggetto che concede il credito.
Il pagamento dopo 30 giorni e quello in tre tranche rientrano nella logica del Buy Now Pay Later (BNPL), cioè “compra ora, paga dopo”. La Banca d’Italia lo definisce una forma di credito che consente di acquistare subito un bene o un servizio e saldarlo in piccole rate, generalmente tre o quattro.
Una spesa da 150 euro verrebbe pagata tutta il mese successivo oppure in tre quote da 50 euro, se il costo complessivo fosse realmente zero. Con un finanziamento da 6 a 12 mesi, invece, la somma finale sarebbe superiore in funzione degli oneri contrattuali.
La dilazione può essere utile in presenza di uno squilibrio temporaneo tra entrate e uscite, ma non riduce il prezzo della spesa. Inoltre gli acquisti alimentari si ripetono ogni settimana: sovrapporre più piani può trasferire una parte crescente del budget dei mesi futuri al pagamento di carrelli già consumati.
Perché pagare pane e pasta a rate fa discutere
La contestazione più dura arriva dal segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. Il sindacato sostiene che la formula venga presentata come una libertà per i clienti mentre, nella sua lettura, sfrutterebbe la crisi economica per aumentare i profitti su beni primari. La richiesta alle istituzioni è di intervenire sul caro vita, vigilare sui rincari ingiustificati e rendere il cibo più accessibile.
La rateizzazione, tuttavia, non nasce nei supermercati. Secondo i dati Crif sul 2025, il 61,4% degli adulti italiani aveva almeno un rapporto di credito attivo, il 3,8% in più rispetto all’anno precedente. I prestiti finalizzati rappresentavano il 46,8% dei finanziamenti, quelli personali il 29,5% e i mutui il 23,7%.
Crif rileva una rata media mensile di 279 euro. «Oggi più di sei italiani su dieci fanno ricorso al credito», ha spiegato Beatrice Rubini, direttrice di Mister Credit, richiamando l’attenzione sulla sostenibilità della rata.
Il fenomeno BNPL è cresciuto rapidamente: una nota della Banca d’Italia indica che la quota di famiglie italiane utilizzatrici è passata dal 4% nel 2022 al 30% nel 2025. Circa due terzi ne fanno un uso occasionale, ma aumenta la presenza di nuclei finanziariamente fragili, a reddito medio-basso o già indebitati.
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Tasso zero, TAEG e ritardi: cosa controllare prima di accettare
“Tasso zero” non basta, da solo, a descrivere il costo effettivo. Prima della conferma bisogna leggere TAN e TAEG, importo totale dovuto, scadenze, commissioni, conseguenze dei ritardi e modalità di addebito. Il TAN misura l’interesse, mentre il TAEG riassume su base annua anche i costi obbligatori collegati al credito: soltanto condizioni contrattuali con TAEG pari a zero attestano l’assenza di costi del finanziamento considerati in quell’indicatore.
Occorre verificare chi concede il credito e quali tutele si applicano. Banca d’Italia avverte che ritardi o rate saltate possono generare costi e che l’accesso rapido può favorire l’accumulo di più debiti.
Prima di scegliere è utile controllare:
- il totale da restituire, non soltanto l’importo della singola rata;
- la disponibilità sul conto alle date degli addebiti;
- eventuali penali, interessi di mora e procedure in caso di mancato pagamento;
- le regole su recesso, rimborso della merce ed estinzione anticipata.
Una rata bassa va sommata a mutuo, bollette, prestiti e altre dilazioni. Con una spesa ricorrente, il mese successivo potrebbero pesare insieme il vecchio carrello e quello nuovo.
Da novembre 2026, con la nuova disciplina europea sul credito ai consumatori, gran parte del BNPL sarà soggetta a controlli più rigorosi sulla trasparenza e sul merito creditizio. Il servizio romano resta intanto il simbolo di una trasformazione: il credito raggiunge ormai anche bisogni che non possono essere rinviati.









