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Il Governo stanzia circa 130 milioni di euro per mantenere il taglio durante il controesodo. La benzina resta esclusa. Dal 6 settembre l’Esecutivo punta a sostegni selettivi in base al reddito e per i settori maggiormente esposti, ma modalità e beneficiari non sono ancora stati definiti.

Lo sconto sulle accise del gasolio è stato prorogato fino al 5 settembre 2026. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 26 agosto è stato emanato nella stessa serata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, evitando l’interruzione dell’agevolazione.

Il provvedimento mantiene per altri dieci giorni la riduzione fiscale applicata al diesel, con l’obiettivo di contenere i prezzi durante la fase conclusiva del controesodo estivo. La proroga costa alle casse pubbliche circa 130 milioni di euro.

Nessun intervento analogo è stato invece approvato per la benzina. Chi possiede un veicolo alimentato a benzina continuerà quindi a pagare l’accisa ordinaria, senza beneficiare dello sconto concesso agli automobilisti e alle imprese che utilizzano gasolio.

La novità più importante riguarda però ciò che potrebbe accadere dopo il 5 settembre. Il Governo non sembra intenzionato a proseguire a lungo con una riduzione generalizzata, ma punta a introdurre aiuti legati al reddito e destinati ai settori più colpiti dal caro energia e carburanti.

A quanto ammonta lo sconto sul gasolio

La riduzione dell’accisa è pari a 14 centesimi per ogni litro di gasolio. Considerando anche il minore importo dell’Iva, applicata sul prezzo comprensivo dell’accisa, il beneficio complessivo alla pompa raggiunge circa 17,1 centesimi al litro.

L’aliquota sul diesel per autotrazione resta così fissata a 532,90 euro per mille litri, contro i 672,90 euro previsti dalla tassazione ordinaria.

Su un pieno da 50 litri, lo sconto fiscale vale approssimativamente 8,50 euro. Per un automobilista che acquista 100 litri durante tutto il periodo agevolato, il risparmio teorico arriva a circa 17 euro.

Il vantaggio effettivo può però essere meno evidente. Il prezzo finale del carburante dipende anche dalle quotazioni internazionali del prodotto raffinato, dal cambio tra euro e dollaro, dai costi di trasporto e dai margini della distribuzione.

Se queste componenti aumentano, possono assorbire in parte o completamente la riduzione fiscale. Lo sconto sulle accise non garantisce quindi che il gasolio diminuisca rispetto al giorno precedente: evita piuttosto che costi circa 17 centesimi in più a parità di tutte le altre condizioni.

Perché la benzina è esclusa dal taglio delle accise

La nuova proroga riguarda esclusivamente il gasolio. Nonostante si parli genericamente di “taglio delle accise sui carburanti”, la benzina non beneficia della misura approvata dal Governo.

La scelta è legata soprattutto all’impatto del diesel sull’attività economica. Il gasolio è utilizzato su larga scala dall’autotrasporto, dalla logistica e da diversi comparti produttivi. Un aumento eccessivo può trasferirsi rapidamente sui costi di distribuzione delle merci e, successivamente, sui prezzi pagati dai consumatori.

Questo non significa che gli automobilisti con veicoli a benzina siano al riparo dai rincari. Anche la benzina ha superato i due euro al litro nelle medie nazionali, ma per il momento non è stato ripristinato uno sconto fiscale specifico.

La decisione ha provocato le proteste delle associazioni dei consumatori, che chiedono interventi capaci di coinvolgere tutti gli automobilisti e di incidere direttamente sui prezzi alla pompa.

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Quanto costa la proroga e dove vengono trovati i fondi

Per finanziare la riduzione fino al 5 settembre sono necessari circa 130 milioni di euro, equivalenti a una spesa media vicina ai 13 milioni per ogni giorno di proroga.

Le risorse arrivano da un nuovo meccanismo fiscale destinato ai maggiori gruppi energetici. Secondo quanto previsto dal decreto, le società del settore che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori a 20 miliardi di euro dovranno anticipare una parte delle tasse collegate ai dividendi.

Non si tratta formalmente di una nuova imposta sugli extraprofitti né di un aumento definitivo del prelievo fiscale. Il Governo incassa in anticipo somme che sarebbero state versate successivamente, mentre alle società interessate matura un credito d’imposta equivalente.

Il meccanismo è stato definito, secondo fonti governative, in accordo con i gruppi coinvolti. Permette di ottenere subito la liquidità necessaria alla proroga, ma non rappresenta una copertura permanente per nuovi sconti generalizzati.

Cosa succede dopo il 5 settembre

La data decisiva è il 6 settembre, quando dovrebbe terminare il taglio valido per tutti gli acquirenti di gasolio. Il Governo ha annunciato l’intenzione di passare a sostegni «selettivi sulla base del reddito».

Al momento, però, non esistono ancora requisiti definitivi, soglie Isee o procedure per presentare domanda. Non è stato stabilito neppure se gli aiuti saranno erogati attraverso un bonus, uno sconto diretto, un credito fiscale o un meccanismo inserito in busta paga.

L’orientamento è concentrare le risorse su due categorie principali: le famiglie con redditi bassi o medio-bassi e i settori produttivi maggiormente esposti all’aumento dei costi energetici, come l’autotrasporto.

Per le imprese del trasporto merci è stata intanto prorogata fino al 5 settembre anche l’agevolazione collegata al gasolio commerciale. Ulteriori interventi potrebbero essere inseriti nel prossimo decreto.

Non è prevista una nuova social card per la benzina

Tra le ipotesi circolate figura anche quella di un aiuto destinato alle famiglie in difficoltà, ma il Governo non avrebbe intenzione di utilizzare la Carta Dedicata a te, spesso indicata come social card.

La carta già esistente segue infatti regole e finalità proprie e non è stata trasformata in un bonus carburanti. Non è quindi corretto affermare che dal 6 settembre arriverà automaticamente una somma da utilizzare presso i distributori.

Anche l’eventuale soglia di reddito resta da definire. Il semplice possesso di un Isee basso non attribuisce oggi alcun diritto a un nuovo contributo per benzina o diesel.

Il Codacons ha criticato il cambio di strategia, sostenendo che il caro carburanti riguarda la generalità degli automobilisti e non dovrebbe essere affrontato esclusivamente come una misura di assistenza sociale.

La proroga fino al 5 settembre è dunque certa: 17 centesimi di beneficio complessivo su ogni litro di gasolio, nessuno sconto sulla benzina e 130 milioni di costo pubblico. Tutto ciò che riguarda gli aiuti successivi, invece, rimane ancora in fase di elaborazione e dovrà essere definito da un nuovo provvedimento.

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