L’uomo, un 38enne detenuto per reati legati al traffico di droga, è riuscito ad allontanarsi dalla casa di reclusione siracusana. La Procura ha aperto un’inchiesta per ricostruire la fuga e accertare eventuali responsabilità. La procuratrice Sabrina Gambino: «Crisi di sistema delle strutture carcerarie».
Un detenuto inserito nel circuito di Alta sicurezza è evaso dal carcere di Augusta, in provincia di Siracusa. L’allarme è scattato nella serata di martedì 25 agosto, intorno alle 21.30, quando il personale dell’istituto ha constatato l’assenza dell’uomo.
Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le ricerche sul territorio per rintracciare il fuggitivo. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo d’inchiesta con l’obiettivo di ricostruire le modalità dell’evasione e verificare se vi siano state omissioni, errori o altre responsabilità.
L’uomo sarebbe il 38enne messinese Marco D’Angelo, detenuto per reati connessi agli stupefacenti. Si trovava nella sezione riservata ai reclusi sottoposti al regime di Alta sicurezza.
La procuratrice capo di Siracusa Sabrina Gambino ha definito l’episodio «l’ennesima dimostrazione di una crisi di sistema delle strutture carcerarie».
Come è evaso il detenuto dal carcere di Augusta
Le modalità della fuga non sono ancora state comunicate ufficialmente. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo per non compromettere le ricerche e gli accertamenti interni.
Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, il detenuto svolgeva mansioni lavorative all’interno dello spaccio del carcere. Questa attività potrebbe avergli garantito una maggiore possibilità di movimento rispetto agli altri reclusi, ma non è stato ancora chiarito se abbia avuto un ruolo effettivo nell’evasione.
La fuga potrebbe essere avvenuta già nel pomeriggio, mentre l’assenza sarebbe stata scoperta soltanto in serata. Anche questo intervallo temporale è al vaglio degli inquirenti e dovrà essere verificato attraverso i registri, le immagini delle telecamere e le testimonianze del personale.
Non è stato reso noto quale percorso l’uomo abbia seguito per superare i controlli, né se abbia ricevuto aiuto dall’interno o dall’esterno della struttura.
La Procura dovrà accertare come un detenuto classificato in Alta sicurezza sia riuscito ad allontanarsi senza essere immediatamente intercettato dai sistemi di sorveglianza.
Ricerche dell’evaso tra Siracusa e Messina
Alle operazioni partecipano Polizia penitenziaria, Polizia di Stato e carabinieri. I controlli sono stati estesi alle principali vie di collegamento della Sicilia orientale e alle aree nelle quali il fuggitivo potrebbe cercare appoggio.
L’attenzione degli investigatori si concentra sulle province di Siracusa e Messina, territorio di origine del detenuto. Vengono effettuate verifiche su strade, stazioni, terminal dei mezzi pubblici e altri possibili punti di passaggio.
Non è stato comunicato se l’uomo disponga di denaro, telefoni o mezzi di trasporto. Gli inquirenti stanno inoltre cercando di stabilire se qualcuno lo attendesse all’esterno del penitenziario.
Fino alla sua cattura, le informazioni sulla direzione intrapresa e sui luoghi controllati vengono inevitabilmente diffuse con cautela.
Marco Vecchiato muore a 26 anni dopo l’incidente in moto sul Passo Cereda
Cosa significa essere detenuti in Alta sicurezza
Il circuito di Alta sicurezza accoglie persone detenute per reati considerati di particolare gravità, tra i quali associazione mafiosa, terrorismo e criminalità organizzata legata al traffico internazionale di stupefacenti.
Non coincide con il regime previsto dall’articolo 41-bis, che impone restrizioni molto più rigide. L’Alta sicurezza comporta comunque una gestione separata rispetto alla popolazione carceraria comune e controlli adeguati al profilo dei reclusi.
Proprio la collocazione dell’evaso rende necessario verificare nel dettaglio le procedure applicate nell’istituto di Augusta e le condizioni nelle quali il detenuto poteva muoversi per svolgere le proprie mansioni.
L’inchiesta dovrà chiarire se i protocolli siano stati rispettati, se i sistemi di sicurezza fossero funzionanti e quanto tempo sia trascorso tra la fuga e l’attivazione dell’allarme.
Carcere di Augusta sovraffollato: i dati
L’evasione ha riportato l’attenzione sulle condizioni della casa di reclusione di Augusta, istituto nel quale si trovano in larga parte persone con una condanna definitiva, compresi diversi ergastolani.
Secondo i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 25 agosto 2026, nella struttura sono presenti 475 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 364 posti.
Il dato è reso ancora più critico dall’indisponibilità di 97 posti. I posti effettivamente utilizzabili sarebbero quindi 267, con un rapporto tra presenze e disponibilità reale vicino al 178%.
I sindacati della Polizia penitenziaria denunciano da tempo anche una grave carenza di personale. Secondo la Uilpa, ad Augusta sarebbero assegnati 204 agenti, mentre il fabbisogno stimato sarebbe di 352 unità.
La stessa organizzazione segnala tre decessi tra i detenuti dall’inizio del 2026 e due agenti rimasti feriti. Si tratta di dati sindacali che descrivono una situazione di forte pressione sul personale e sulla gestione quotidiana dell’istituto.
La procuratrice Gambino: «Crisi del sistema carcerario»
La procuratrice Sabrina Gambino ha collegato l’evasione a una situazione più generale di difficoltà delle carceri. Il sovraffollamento, la carenza di agenti e l’indisponibilità di una parte degli spazi possono rendere più complessa la sorveglianza.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex sindacalista della Polizia penitenziaria Nello Bongiovanni, chiedendo un cambiamento nella gestione degli istituti e maggiori garanzie di sicurezza per il personale.
Le dichiarazioni sulle condizioni del carcere non anticipano però le conclusioni dell’inchiesta. Per stabilire se il sovraffollamento o la carenza di organico abbiano contribuito concretamente alla fuga saranno necessari accertamenti specifici.
Le priorità rimangono il rintraccio dell’evaso e la ricostruzione del percorso seguito per uscire dall’istituto. Soltanto dopo sarà possibile determinare se la fuga sia stata favorita da una falla strutturale, da un errore umano o da eventuali complicità.









