Alessandro Gherardi e il pilota Giovanni Galbusera sono stati dimessi dall’ospedale dopo lo schianto del biposto Robinson R22. Il velivolo rimane sotto sequestro e la Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per disastro aviatorio. Ancora da accertare la causa della perdita di quota.
«Agganciati, agganciati». È il grido del pilota che ha fatto capire al vicesindaco di Foppolo, Alessandro Gherardi, che l’elicottero sul quale viaggiava stava precipitando.
Il biposto Robinson R22 è caduto nel pomeriggio di lunedì 24 agosto 2026 in località Foppelle, nell’Alta Valle Brembana, durante la fase di atterraggio. A bordo si trovavano Gherardi e il pilota 28enne Giovanni Galbusera.
Entrambi sono rimasti feriti, ma non sono in pericolo di vita. Dopo il ricovero in codice giallo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sono stati dimessi e hanno potuto fare ritorno a casa.
La Procura di Bergamo ha intanto aperto un fascicolo con l’ipotesi di disastro aviatorio. Il pilota è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto, mentre il velivolo è stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti.
Il vicesindaco: «Ho capito che stavamo precipitando»
Gherardi, 35 anni, ha raccontato di conservare soltanto alcuni frammenti degli istanti precedenti all’impatto. Il volo era iniziato senza problemi e il velivolo, secondo la sua testimonianza, appariva regolarmente funzionante.
Il pilota lo aveva accompagnato in Valtellina per effettuare alcuni acquisti. Il collegamento stradale era diventato particolarmente complicato a causa delle frane provocate dal maltempo dei giorni precedenti. Durante il viaggio, Gherardi aveva anche osservato dall’alto le condizioni dei versanti.
Intorno alle 16.30, mentre l’elicottero si preparava ad atterrare vicino alla baita e al pascolo del vicesindaco, qualcosa è andato storto. Galbusera avrebbe improvvisamente ordinato al passeggero di tenersi stretto.
«Ho capito che stavamo precipitando», ha raccontato Gherardi al Corriere di Bergamo.
Conoscendo bene la zona, il vicesindaco ha gridato al pilota di provare a dirigere l’elicottero verso uno spiazzo erboso, nella speranza che il terreno più morbido potesse attutire l’impatto.
Il biposto ha invece perso rapidamente quota da un’altezza stimata tra i 10 e i 15 metri, schiantandosi vicino al laghetto alla base degli impianti sciistici. Una parte del velivolo è finita nell’acqua, mentre pattini e carrello sono stati distrutti.
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La madre di Gherardi ha assistito all’incidente
Ad attendere Gherardi nei pressi del luogo previsto per l’atterraggio c’era sua madre, che ha assistito allo schianto.
Il vicesindaco non ricorda con precisione il momento dell’impatto. Ha riferito di non credere di aver perso conoscenza, ma di avere ancora molti vuoti nella memoria. Tra le immagini rimaste più nitide c’è il rumore dello schianto al suolo.
I primi soccorritori hanno trovato pilota e passeggero fuori dall’abitacolo. Galbusera sarebbe riuscito a uscire autonomamente, mentre Gherardi, inizialmente in stato confusionale, avrebbe ricevuto l’aiuto delle persone presenti nella zona.
Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Soccorso alpino, carabinieri, ambulanze e l’elisoccorso. I due feriti sono stati trasferiti in codice giallo all’ospedale di Bergamo.
Le condizioni di Alessandro Gherardi e Giovanni Galbusera
Gherardi ha riportato la frattura dello sterno e di tre vertebre. Dovrà indossare un busto per almeno un mese e affrontare un periodo di riposo e riabilitazione.
Dopo le dimissioni ha provato a camminare per circa cento metri, ma ha dovuto fermarsi a causa del dolore. Anche ridere e parlare a lungo gli provoca fastidio per la lesione allo sterno.
Il pilota ha riportato alcuni graffi provocati dalle lamiere, altre lesioni e un lieve trauma alla testa. Le sue condizioni non sono considerate gravi.
Durante il ricovero, Galbusera e Gherardi si sono trovati in letti vicini. Il vicesindaco ha riferito che il pilota gli ha chiesto scusa e appare molto provato dall’accaduto. Gherardi ha cercato di rassicurarlo e di alleggerire la tensione, sottolineando come entrambi siano sopravvissuti a un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
Pilota indagato e fascicolo per disastro aviatorio
Il pubblico ministero Emanuele Marchisio ha aperto un fascicolo per disastro aviatorio. Giovanni Galbusera è stato iscritto nel registro degli indagati, un passaggio necessario per consentirgli di partecipare con un proprio consulente agli eventuali accertamenti tecnici irripetibili.
L’iscrizione non rappresenta una dichiarazione di responsabilità. Le cause dello schianto non sono ancora state accertate e nessuna ipotesi può essere considerata definitiva.
Gli investigatori dovranno stabilire se la rapida perdita di quota sia stata provocata da un guasto meccanico, da un problema al motore, dalle condizioni locali durante l’atterraggio oppure da un errore nella manovra.
Il Robinson R22 non sarebbe dotato di una scatola nera paragonabile a quelle installate sugli aerei di linea. Per ricostruire la dinamica saranno quindi particolarmente importanti l’esame del relitto, le testimonianze dei presenti e i ricordi dei due occupanti.
Il velivolo rimane sotto sequestro
L’elicottero appartiene alla flotta di Altitude, società legata all’alpinista ed elicotterista Simone Moro, per la quale Galbusera aveva lavorato in passato.
Il relitto è stato recintato e posto sotto sequestro. Dopo i primi rilievi compiuti dai carabinieri e dal personale intervenuto, la Procura valuterà se affidare una consulenza tecnica per esaminare motore, comandi e componenti del velivolo.
Le dichiarazioni di Gherardi e Galbusera saranno raccolte nei prossimi giorni, quando le loro condizioni consentiranno di affrontare una ricostruzione più dettagliata.
Resta ancora da spiegare che cosa sia accaduto negli ultimi metri della discesa. Il dato certo, per il momento, è che entrambi gli occupanti sono sopravvissuti e hanno già lasciato l’ospedale, nonostante la violenza dell’impatto.









