Il cittadino svizzero di 43 anni arrestato dopo essersi costituito è ritenuto dagli inquirenti l’autore dell’attacco costato la vita all’italiana Maria Spinelli. Sei persone sono rimaste ferite. Esclusa al momento una matrice ideologica, sarà disposta una perizia psichiatrica.
La polizia cantonale di Argovia ritiene di aver identificato l’autore della sparatoria avvenuta al rave di Aarau, in Svizzera, nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto. Si tratta di un cittadino svizzero di 43 anni, residente nel Canton Giura, che si è consegnato alle autorità poche ore dopo l’attacco.
Nella sparatoria è morta Maria Spinelli, italiana di 22 anni originaria di Atri, in provincia di Teramo. Il bilancio aggiornato comprende anche sei persone ferite, e non cinque come indicato nelle prime comunicazioni diffuse subito dopo l’accaduto.
Durante una conferenza stampa, il comandante della polizia cantonale argoviese Michael Leupold ha dichiarato che gli elementi raccolti indicano, con una probabilità molto elevata, che il sospettato sia la persona che ha aperto il fuoco contro i partecipanti alla manifestazione.
Gli investigatori non hanno trovato indizi relativi a complici, organizzazioni o motivazioni estremiste. L’ipotesi formulata dalla polizia è quella di «un atto di follia omicida», ma le indagini proseguono per ricostruire ogni passaggio e individuare il movente.
Oltre 40 colpi esplosi contro la folla al rave di Aarau
La sparatoria è avvenuta intorno alle 2.30 di domenica 30 agosto, quando il rave organizzato nell’area dell’ippodromo di Schachen stava volgendo al termine. Alla manifestazione di musica techno avevano partecipato complessivamente circa 3.500 persone, anche se al momento dell’attacco la presenza nell’area interessata era inferiore.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sospettato sarebbe arrivato in automobile e avrebbe successivamente proseguito a piedi. Avrebbe quindi aperto il fuoco contro un gruppo composto da oltre cento persone, esplodendo più di 40 colpi.
L’uomo avrebbe utilizzato diverse armi. Nel suo veicolo la polizia ha sequestrato due fucili d’assalto AK-74 e una pistola, tutti regolarmente registrati a suo nome. Gli accertamenti balistici dovranno stabilire quali siano stati effettivamente impiegati durante l’attacco.
Il 43enne avrebbe sparato prima in direzione dei partecipanti e poi contro un veicolo che cercava di lasciare il parcheggio. Le persone colpite non sembrano avere legami con l’aggressore, un elemento che rafforza l’ipotesi di una scelta casuale delle vittime.
Maria Spinelli è stata raggiunta da un proiettile nella parte superiore del corpo, con il coinvolgimento di organi vitali. I soccorsi intervenuti sul posto non sono riusciti a salvarla. I genitori hanno effettuato il riconoscimento della salma nel pomeriggio di martedì 1° settembre.
Due dei feriti risultano ancora ricoverati, ma le loro condizioni sarebbero in miglioramento. Tra le persone coinvolte figurano anche altri due cittadini italiani, già dimessi dagli ospedali svizzeri.
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Il sospettato si è costituito nel Canton Giura
Dopo la sparatoria era stata avviata una vasta operazione di ricerca, con il coinvolgimento della polizia cantonale, dei servizi di soccorso e di mezzi aerei. Per alcune ore le autorità avevano invitato la popolazione a evitare determinate zone, temendo che l’uomo fosse ancora armato.
Il sospettato si è poi presentato spontaneamente presso una stazione di polizia a Delémont, nel Canton Giura, distante circa 50 chilometri dal luogo dell’attacco. È stato fermato poco prima dell’una di lunedì 31 agosto.
Agli investigatori avrebbe ammesso le proprie responsabilità e riferito di avere da tempo problemi di salute. Il procuratore capo della Procura di Lenzburg-Aarau, Christoph Ruedi, ha parlato di una situazione di sofferenza psicologica raccontata dallo stesso indagato.
Una perizia psichiatrica dovrà valutare le sue condizioni mentali e la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Fino al completamento degli accertamenti non è possibile stabilire quale ruolo abbiano avuto eventuali disturbi psicologici nell’attacco.
Il procedimento riguarda le ipotesi di omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della normativa sulle armi. Come previsto dalle garanzie processuali, il 43enne deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva, nonostante la confessione riferita dagli inquirenti e gli elementi raccolti.
La polizia ha inoltre precisato che il sospettato è un cittadino svizzero e che non sono emersi legami con ambienti ideologici o terroristici. Le misure straordinarie adottate per prevenire ulteriori minacce sono state revocate.
La famiglia di Maria Spinelli chiede di continuare le indagini
La ricostruzione presentata dalle autorità non viene considerata ancora sufficiente dalla famiglia di Maria Spinelli. Attraverso l’avvocato Bruno Gallo, i familiari hanno chiesto che l’inchiesta prosegua con il massimo rigore.
Secondo il legale, la definizione di “follia omicida” non può chiudere ogni interrogativo sull’origine e sulle circostanze dell’aggressione. La famiglia vuole sapere perché il sospettato abbia raggiunto il rave armato e se esistessero segnali precedenti che avrebbero potuto permettere di prevenire la strage.
Maria aveva 22 anni e si era trasferita in Svizzera per lavorare. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio anche in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva espresso vicinanza alla famiglia, chiedendo alle autorità elvetiche di fare piena luce sull’accaduto.
La Farnesina, attraverso l’ambasciata italiana a Berna e il consolato generale a Basilea, sta seguendo il caso e mantenendo i contatti con le autorità locali.
Restano da chiarire il movente, la preparazione dell’attacco e le ragioni che hanno portato il 43enne a scegliere proprio la manifestazione di Aarau. Gli investigatori continueranno ad analizzare le armi, il veicolo, i dispositivi elettronici del sospettato e le immagini consegnate dai partecipanti.









