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La Regione anticipa al 1° settembre la campagna contro il Virus respiratorio sinciziale. Coinvolti tutti i bambini nati dal 1° aprile 2026: i pediatri contatteranno le famiglie, mentre ai nuovi nati la protezione potrà essere somministrata già in ospedale.

La Lombardia anticipa la prevenzione contro il Virus respiratorio sinciziale (VRS), tra le principali cause di bronchiolite nei bambini più piccoli. Dal 1° settembre 2026 è partita la nuova campagna regionale di immunizzazione gratuita rivolta ai neonati.

Per il terzo anno consecutivo, la Regione mette a disposizione un anticorpo monoclonale per proteggere i bambini durante la stagione di maggiore circolazione del virus. La somministrazione è volontaria e avviene esclusivamente dopo il consenso dei genitori.

La principale novità riguarda il calendario: negli anni precedenti la campagna cominciava il 1° ottobre, mentre nel 2026 l’avvio è stato anticipato di un mese. La scelta punta a offrire la protezione prima dell’arrivo della stagione fredda e dell’aumento delle infezioni respiratorie.

Quali neonati possono ricevere gratuitamente l’anticorpo

La campagna interessa tutti i bambini residenti in Lombardia nati dal 1° aprile 2026. Le modalità cambiano in base alla data di nascita.

Le famiglie dei bambini nati tra aprile e agosto saranno contattate dai pediatri di libera scelta. La somministrazione potrà avvenire nello studio del pediatra oppure presso le strutture sanitarie pubbliche individuate sul territorio.

Per i neonati venuti al mondo dal 1° settembre, invece, la protezione potrà essere offerta direttamente nell’ospedale o nella clinica in cui è avvenuto il parto, sempre dopo che i genitori avranno ricevuto le informazioni necessarie e prestato il consenso.

L’obiettivo è raggiungere rapidamente anche i bambini nati nei mesi precedenti e garantire una copertura tempestiva ai nuovi nati. Le famiglie interessate dovranno quindi attendere le indicazioni del pediatra o della struttura sanitaria di riferimento.

La Regione precisa che non si tratta di una vaccinazione obbligatoria. L’adesione resta volontaria, come avvenuto nelle precedenti campagne.

Anticorpo monoclonale e vaccino: qual è la differenza

L’immunizzazione proposta ai neonati lombardi non utilizza un vaccino. La distinzione è stata sottolineata anche dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

Un vaccino stimola il sistema immunitario a produrre autonomamente una risposta contro un determinato agente infettivo. L’anticorpo monoclonale, invece, fornisce direttamente all’organismo anticorpi già pronti, capaci di riconoscere e contrastare il virus.

Si parla in questo caso di immunizzazione passiva. La protezione può essere disponibile rapidamente, caratteristica particolarmente importante nei primi mesi di vita, quando i neonati sono più esposti alle forme severe dell’infezione.

Il VRS è molto diffuso e, negli adulti e nei bambini più grandi, provoca generalmente sintomi simili a quelli di un raffreddore. Nei lattanti può però raggiungere le basse vie respiratorie e causare bronchiolite o polmonite, rendendo necessario il ricovero nei casi più seri.

I sintomi che richiedono una valutazione medica possono comprendere difficoltà respiratoria, respirazione molto rapida, rientramenti del torace, problemi nell’alimentazione e una riduzione della reattività. In presenza di segnali preoccupanti è necessario rivolgersi tempestivamente al pediatra o ai servizi sanitari.

Bertolaso: «I ricoveri si sono drasticamente ridotti»

La Lombardia è stata la prima Regione italiana a scegliere di offrire gratuitamente l’immunizzazione con anticorpi monoclonali a tutti i neonati, senza limitarla esclusivamente alle categorie considerate più fragili.

«È una scelta di cui siamo orgogliosi», ha dichiarato Bertolaso, ricordando come i risultati ottenuti abbiano contribuito alla successiva decisione del Ministero della Salute di finanziare una campagna nazionale.

Prima dell’introduzione della profilassi universale, secondo i dati comunicati dalla Regione, in Lombardia si registravano oltre 3.500 ricoveri collegati al virus respiratorio sinciziale, con costi sanitari vicini ai 15 milioni di euro.

La situazione sarebbe cambiata sensibilmente con l’avvio della campagna. Nella scorsa stagione più del 90% dei neonati lombardi ha ricevuto l’anticorpo monoclonale.

All’elevata adesione si è accompagnata, secondo la Regione, una marcata riduzione degli accessi al Pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri, compresi quelli nei reparti di terapia intensiva.

«I risultati ci hanno dato ragione: oltre il 90% dei neonati ha ricevuto gli anticorpi monoclonali, sempre su base volontaria e con il consenso dei genitori, e i ricoveri legati a questa patologia si sono drasticamente ridotti», ha sottolineato l’assessore.

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Perché la campagna è stata anticipata a settembre

La decisione di partire il 1° settembre punta a precedere l’aumento stagionale della circolazione del VRS. In questo modo la Regione intende proteggere i neonati prima che il virus inizi a diffondersi con maggiore intensità.

«Quest’anno abbiamo deciso di partire ancora prima per anticipare l’arrivo della stagione fredda e la possibile circolazione del virus», ha spiegato Bertolaso.

L’anticipo consente inoltre di distribuire le somministrazioni su un periodo più ampio, agevolando il lavoro di pediatri, ospedali e strutture territoriali. Tutti i dettagli operativi sono disponibili sui canali della Regione Lombardia e possono essere richiesti al proprio pediatra.

Per l’assessore, la campagna rappresenta un modello fondato sulla prevenzione: «Più prevenzione e meno cura significa proteggere innanzitutto i nostri bambini, aiutare le famiglie e utilizzare meglio le risorse del sistema sanitario».

Le famiglie non devono procedere autonomamente all’acquisto del farmaco: per i bambini rientranti nella campagna, la somministrazione è gratuita e organizzata attraverso pediatri e strutture sanitarie lombarde.

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