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L’associazione Mosso Piceno, La Bottega di Fotografia, ha presentato nella Nuova Sala Riunioni di Piazza dell’Unità il programma del nuovo anno. Tra gli appuntamenti spicca il corso base “Fotografare l’Invisibile”, in partenza il 5 ottobre.

Una nuova stagione dedicata alla fotografia, alla cultura dell’immagine e alla sperimentazione visiva. L’associazione Mosso Piceno, La Bottega di Fotografia ha inaugurato mercoledì 16 settembre a Centobuchi di Monteprandone le attività per l’anno 2026/2027, presentando un calendario composto da 35 incontri.

La serata di apertura si è svolta alle 21 nella Nuova Sala Riunioni di Piazza dell’Unità. L’appuntamento, gratuito e aperto a tutti, ha permesso ai soci e ai nuovi partecipanti di conoscere la struttura del programma, le attività pratiche e gli approfondimenti culturali previsti nei prossimi mesi.

Il progetto gode del patrocinio del Comune di Monteprandone e punta a confermare la presenza dell’associazione come luogo di formazione, confronto e aggregazione per gli appassionati di fotografia del territorio piceno.

Una stagione fotografica composta da 35 appuntamenti

Il calendario della stagione 2026/2027 prevede complessivamente 35 incontri, costruiti per accompagnare partecipanti con livelli differenti di esperienza. Il programma non si limita alle lezioni tecniche, ma affronta la fotografia come linguaggio espressivo, mezzo di documentazione e strumento per interpretare la realtà.

Una parte delle attività sarà dedicata alla pratica fotografica. I partecipanti potranno confrontarsi con lo scatto, la composizione, l’uso consapevole della luce e la sperimentazione di tecniche differenti. Le sessioni operative permetteranno di trasformare le nozioni teoriche in esperienze concrete, favorendo anche il confronto tra gli iscritti.

Accanto alla pratica troveranno spazio le serate di divulgazione, pensate per esplorare la storia della fotografia, l’evoluzione dei linguaggi visivi e il rapporto tra immagine, società e cultura contemporanea.

Il terzo asse del programma è rappresentato da “Geografia dello Sguardo”, contenitore dedicato alle forme dell’invisibile e alle nuove possibilità narrative della fotografia. Il ciclo invita il pubblico a non fermarsi alla semplice riproduzione di ciò che appare davanti all’obiettivo, ma a interrogarsi sul significato delle immagini e sugli elementi che normalmente sfuggono a uno sguardo distratto.

La varietà delle iniziative consente di coinvolgere sia chi possiede già competenze tecniche sia chi desidera avvicinarsi per la prima volta al mondo della fotografia.

“Fotografare l’Invisibile”, il corso base dal 5 ottobre

Tra le principali iniziative annunciate figura il corso base “Fotografare l’Invisibile”, curato dal fotografo professionista Giovanni Albani Lattanzi. Le lezioni inizieranno lunedì 5 ottobre e proseguiranno per nove lunedì consecutivi.

Il percorso è rivolto a chi vuole apprendere le basi della fotografia sviluppando, contemporaneamente, una maggiore consapevolezza dello sguardo. L’obiettivo non è soltanto imparare a utilizzare una fotocamera, ma comprendere come trasformare un’intuizione, una luce o un dettaglio apparentemente marginale in un racconto visivo.

Giovanni Albani Lattanzi vanta un’esperienza maturata in diversi ambiti professionali, dalla fotografia industriale ai beni culturali, dagli interni alla nautica. Particolare rilievo ha assunto nel suo lavoro la fotografia paesaggistica notturna, con approfondimenti dedicati alla Via Lattea, alle lunghe esposizioni e al light painting. Sul suo sito professionale sono disponibili tutorial e contenuti dedicati alle tecniche fotografiche.

Il titolo del corso richiama uno dei principi fondamentali della fotografia: rendere visibile ciò che normalmente non viene osservato. Può trattarsi di un’emozione, di una relazione tra le persone, di un cambiamento della luce o di un elemento nascosto nel paesaggio.

Le nove lezioni offriranno quindi un’introduzione progressiva, adatta anche a chi parte senza una preparazione specifica. Il corso rappresenta uno dei primi appuntamenti operativi della stagione presentata a Centobuchi.

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Fotografia come cultura, formazione e socialità

L’attività di Mosso Piceno si inserisce in un contesto nel quale la produzione di immagini è diventata quotidiana. Smartphone e piattaforme digitali permettono a chiunque di realizzare e condividere fotografie, ma la quantità degli scatti non coincide automaticamente con la capacità di costruire immagini efficaci o consapevoli.

Un’associazione fotografica può offrire gli strumenti per rallentare, osservare e comprendere meglio ciò che si vuole raccontare. La formazione permette di superare l’automatismo dello scatto e di affrontare temi come composizione, luce, scelta del punto di vista, selezione delle immagini e responsabilità nella rappresentazione delle persone.

Gli incontri in presenza assumono inoltre una funzione sociale. Il confronto tra partecipanti consente di condividere esperienze, analizzare i lavori realizzati e sviluppare progetti collettivi. In questo senso, la fotografia diventa anche un’occasione per conoscere il territorio e conservarne la memoria.

Il patrocinio dell’Amministrazione comunale sottolinea la dimensione culturale dell’iniziativa. Un programma articolato in 35 appuntamenti può infatti contribuire ad ampliare l’offerta formativa locale, creando uno spazio di partecipazione aperto non soltanto ai fotografi esperti.

Il nuovo anno di Mosso Piceno entra nel vivo

Con la presentazione del 16 settembre, Mosso Piceno ha dato ufficialmente il via alla stagione 2026/2027. Il prossimo passaggio significativo sarà l’avvio del corso base del 5 ottobre, seguito dagli appuntamenti pratici, dalle serate di divulgazione e dagli incontri di “Geografia dello Sguardo”.

Il calendario punta a creare continuità durante l’intero anno, offrendo ai partecipanti la possibilità di acquisire competenze e costruire un proprio percorso visivo. La scelta di alternare tecnica, cultura e sperimentazione rende il programma accessibile a un pubblico ampio.

Per chi si avvicina alla fotografia, la stagione rappresenta un’occasione per comprendere le basi del linguaggio fotografico. Per chi già scatta da tempo, gli incontri possono diventare uno spazio di approfondimento e confronto.

L’obiettivo comune resta quello indicato dal corso di Albani Lattanzi: imparare a osservare oltre la superficie. Perché una fotografia non nasce soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma dalla capacità di riconoscere una storia, scegliere un punto di vista e trasformare ciò che si vede in un’immagine capace di comunicare.

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