Articolo
Testo articolo principale

Accendere una vecchia stufa a legna o un camino può comportare sanzioni, ma le restrizioni cambiano secondo il territorio e la classe ambientale dell’apparecchio. Il 15 ottobre non introduce un divieto nazionale: ecco cosa controllare prima dell’accensione.

Con l’arrivo del freddo torna una domanda per chi utilizza legna e pellet: si possono ancora accendere stufe e camini? La risposta dipende dal luogo in cui si trova l’abitazione, dalle caratteristiche del generatore e dalle eventuali ordinanze comunali.

Presentare il 15 ottobre 2026 come l’inizio di un blocco generalizzato in tutta Italia è fuorviante. Le disposizioni consultate prevedono calendari e requisiti differenti: alcune limitazioni sono permanenti, altre accompagnano la stagione invernale o vengono rafforzate durante gli episodi di smog.

Anche il riferimento alle multe fino a 5.000 euro richiede una precisazione. Questa soglia è prevista dalla normativa lombarda per l’inosservanza delle disposizioni regionali: non rappresenta una sanzione automaticamente applicabile, con le stesse modalità, in ogni Comune italiano.

La data del 15 ottobre coincide inoltre, nella zona climatica E, con l’avvio ordinario del periodo di accensione degli impianti termici. Il calendario del riscaldamento e le misure contro l’inquinamento restano però due aspetti distinti: poter accendere l’impianto non significa poter utilizzare qualsiasi apparecchio. La Regione Piemonte ricorda anche la possibilità di disposizioni specifiche dei sindaci. 

Per le famiglie, quindi, il primo passaggio è verificare regole locali e certificazione del generatore, prima di programmare l’utilizzo invernale.

Stufe a legna e pellet: cosa indicano le stelle ambientali

Il riferimento nazionale per la certificazione è il decreto ministeriale 186 del 7 novembre 2017, entrato in vigore il 2 gennaio 2018. Il provvedimento disciplina la classificazione ambientale dei generatori alimentati a biomasse combustibili solide, individuando prestazioni emissive e procedure di verifica.

Le stelle permettono di distinguere gli apparecchi secondo le loro prestazioni. Questa classificazione è centrale perché le amministrazioni la utilizzano per stabilire quali generatori possano essere installati o mantenuti in funzione.

La certificazione non coincide con una semplice dichiarazione commerciale. La procedura prevede che il produttore si rivolga a un organismo notificato; chi possiede una stufa può chiedere all’azienda costruttrice le informazioni e la documentazione relative al proprio modello.

Occorre poi separare installazione e utilizzo. Un apparecchio già presente nell’abitazione può essere soggetto a requisiti diversi rispetto a un generatore acquistato oggi. Non basta, dunque, sapere che una stufa funziona correttamente per stabilire se sia utilizzabile secondo le norme locali.

Le restrizioni hanno una finalità ambientale. La combustione della biomassa produce polveri sottili, comprese PM10 e PM2,5, anche se il combustibile è una fonte rinnovabile. La Regione Lombardia richiama questa distinzione nel descrivere le misure sulla qualità dell’aria. 

Anche la tecnologia conta: uno studio riportato da ISPRA ha rilevato emissioni di particolato più elevate nei caminetti aperti rispetto agli altri apparecchi esaminati. 

Lombardia e Piemonte: quali apparecchi sono vietati

In Lombardia, dal 1° gennaio 2020, le disposizioni regionali prevedono almeno 4 stelle per le nuove installazioni e vietano l’utilizzo dei generatori classificati 0, 1 o 2 stelle, salvo esclusioni e deroghe previste.

La Regione indica una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro per l’inosservanza delle proprie disposizioni. È questo uno dei riferimenti da cui nasce l’allarme sulle multe per chi utilizza apparecchi troppo inquinanti.

Esiste anche una scadenza specifica per il 15 ottobre 2026: riguarda i nuovi requisiti emissivi e impiantistici degli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Non equivale, quindi, a un nuovo divieto indistinto per ogni camino domestico. Per le caldaie a biomassa fino a 35 kW, un diverso provvedimento regionale indica la decorrenza del 15 ottobre 2027. 

In Piemonte, la pagina istituzionale sulle misure per ridurre le emissioni riporta il divieto di installare generatori inferiori a 4 stelle e quello di utilizzare apparecchi inferiori a 3 stelle, con un’eccezione territoriale per i Comuni della zona IT0121 Montagna.

Per gli impianti a pellet viene inoltre indicato l’obbligo di combustibile A1. Stufe e caldaie devono essere installate a regola d’arte e registrate nel catasto degli impianti termici. 

Conguaglio Irpef 2026: perché la busta paga di fine anno può aumentare o diminuire

Veneto ed Emilia-Romagna: perché controllare il proprio Comune

In Veneto, le indicazioni regionali prevedono restrizioni per gli apparecchi inferiori a 3 stelle, rafforzate sotto le 4 stelle durante le allerte arancioni e rosse. Sono previste esclusioni territoriali e per gli edifici dove la biomassa rappresenta l’unico riscaldamento. L’applicazione passa attraverso le ordinanze sindacali. 

Il caso di Verona mostra perché sia necessario controllare il provvedimento locale: dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027, il Comune vieta i generatori inferiori a 4 stelle quando è disponibile un impianto alternativo. 

In Emilia-Romagna, dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027, nei Comuni delle zone Pianura est, Pianura ovest e agglomerato di Bologna, è vietato utilizzare camini e stufe fino a 3 stelle comprese, negli immobili civili dotati di un sistema alternativo di riscaldamento. L’impiego è disciplinato anche dalle misure emergenziali comunali. 

Prima dell’accensione conviene quindi recuperare marca, modello e certificazione ambientale, consultare il sito del Comune e verificare eventuali allerte. Le deroghe devono essere controllate sul provvedimento applicabile: non possono essere estese automaticamente da un territorio all’altro.

Per chi deve sostituire l’apparecchio, la verifica dei requisiti locali va fatta prima dell’acquisto. Durante l’inverno, invece, sarà necessario seguire gli aggiornamenti comunali: un generatore utilizzabile in condizioni ordinarie può essere interessato da restrizioni aggiuntive quando peggiora la qualità dell’aria.

TAG: , , , , , , , , ,