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Il contributo per la spesa alimentare arriva in due quote: la prima da novembre 2026, la seconda da aprile 2027. Non serve presentare domanda, ma bisogna essere negli elenchi dei beneficiari e rispettare i termini di utilizzo.

La Carta Dedicata a te riparte dal 4 novembre 2026, quando inizierà l’accredito dei primi 500 euro destinati all’acquisto di alimenti di prima necessità. Una seconda quota da 500 euro è prevista a partire da aprile 2027, per un sostegno annunciato complessivamente pari a 1.000 euro per nucleo familiare nel biennio.

La novità operativa è importante: l’INPS precisa che per le due annualità è prevista un’unica lista di beneficiari. Non occorre quindi presentare due domande separate, né una richiesta iniziale per entrare nella selezione. 

La platea individuata comprende 1.177.597 famiglie. Il contributo viene caricato su una carta elettronica prepagata e ricaricabile messa a disposizione da Poste Italiane, con il coinvolgimento di INPS e Comuni nella procedura di assegnazione.

Per le famiglie interessate, la data da segnare subito è però anche quella del 16 dicembre 2026: entro questo termine bisogna effettuare il primo pagamento per conservare il contributo relativo al 2026.

Avere un ISEE basso non basta, da solo, a garantire l’assegnazione. Contano anche le incompatibilità con altri sostegni, i criteri di priorità e l’inserimento negli elenchi definitivi. Ecco come funziona la misura e quali controlli fare prima di utilizzarla.

Carta Dedicata a te: requisiti e beneficiari esclusi

I requisiti di base sono la residenza in Italia, l’iscrizione di tutti i componenti del nucleo all’Anagrafe della popolazione residente e un ISEE ordinario valido non superiore a 15.000 euro. Il decreto richiede che le condizioni siano possedute alla data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 3 agosto 2026.

La selezione privilegia i nuclei di almeno tre componenti, secondo l’ordine stabilito dalla normativa e dando precedenza agli ISEE più bassi. La presenza di minorenni viene valorizzata nella presentazione della misura, ma non va trasformata in un requisito assoluto valido per ogni possibile assegnazione.

Il decreto contempla infatti anche nuclei di almeno tre persone senza indicare obbligatoriamente un minore e consente ai Comuni di destinare eventuali carte residue ad altri nuclei in effettivo bisogno, anche unipersonali. 

Sono esclusi i nuclei che percepiscono Assegno di inclusione, Carta acquisti o altre misure economiche di contrasto alla povertà e inclusione sociale previste dalla disciplina.

L’incompatibilità riguarda inoltre le famiglie nelle quali almeno un componente riceve NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, Cassa integrazione o altri strumenti di integrazione salariale e sostegno alla disoccupazione indicati dalle regole.

La Carta acquisti e la Carta Dedicata a te, quindi, sono strumenti distinti: la somiglianza dei nomi non significa che siano lo stesso beneficio o che possano essere automaticamente cumulati.

Come ricevere la carta e quali scadenze rispettare

Non bisogna presentare domanda. L’INPS individua i potenziali beneficiari utilizzando le informazioni disponibili; i Comuni verificano gli elenchi e curano le comunicazioni ai cittadini.

Chi aveva già ricevuto la carta negli anni precedenti può continuare a utilizzarla se confermato nella nuova lista. Il possesso della vecchia tessera, da solo, non dimostra il diritto ai nuovi accrediti.

I nuovi beneficiari devono invece seguire le indicazioni del proprio Comune per il ritiro presso gli uffici postali abilitati. È quindi utile controllare il sito istituzionale comunale e le comunicazioni ricevute, prima di recarsi allo sportello. 

Il calendario prevede questi passaggi:

Data Adempimento o accredito
Dal 4 novembre 2026 Prima ricarica da 500 euro
Entro il 16 dicembre 2026 Primo pagamento per mantenere la quota 2026
Da aprile 2027 Seconda quota prevista da 500 euro
Entro il 10 ottobre 2027 Utilizzo integrale delle somme accreditate

Per chi non ritira o non attiva la carta entro dicembre, esiste una distinzione rilevante: il decreto prevede, limitatamente alla quota 2027, una finestra di attivazione attraverso un pagamento tra il 1° aprile e il 31 agosto 2027. Questa possibilità non recupera il contributo 2026 perso.

La scadenza finale, dunque, non è genericamente “circa un anno dall’accredito”: le somme devono essere spese entro il 10 ottobre 2027.

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Cosa comprare e come funziona lo sconto del 15%

La carta finanzia beni alimentari di prima necessità. Tra le categorie ammesse figurano carne, pescato fresco, tonno e carne in scatola, latte e derivati, uova, oli, pane, pasta, riso e altri cereali.

Si possono acquistare anche farine, ortaggi, conserve di pomodoro, legumi, frutta, alimenti per bambini e latte di formula, oltre a miele, zucchero, cacao, cioccolato e acqua minerale. L’elenco comprende inoltre caffè, tè, camomilla e prodotti DOP e IGP.

Sono escluse le bevande alcoliche. Il contributo di questa edizione è destinato alla spesa alimentare: non costituisce un credito liberamente utilizzabile per qualunque prodotto o servizio.

Nei punti vendita aderenti alle convenzioni è previsto uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le promozioni in corso secondo le condizioni applicabili. Il Masaf pubblica gli accordi con le organizzazioni della distribuzione e le insegne partecipanti: prima della spesa è utile verificare l’adesione del negozio. 

L’obiettivo è alleggerire il costo del carrello e valorizzare le produzioni agroalimentari. Per ottenere concretamente il beneficio, però, i passaggi decisivi restano verificare l’assegnazione, utilizzare la carta entro dicembre e rispettare il termine finale di spesa.

Per chiarimenti sulla propria posizione bisogna fare riferimento al Comune di residenza; per il ritiro della tessera, alle istruzioni comunali e di Poste Italiane.

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