Programmazione, biologia, energia e sport vengono indicati come professioni protette dall’automazione. Ma l’intervista a Jimmy Fallon non documenta questa lista: il ragionamento di Gates riguarda soprattutto il ruolo che le persone sceglieranno di conservare.
Esistono quattro settori professionali che l’intelligenza artificiale non potrà sostituire? La lista attribuita a Bill Gates, composta da programmazione, biologia, energia e sport professionistico, offre una risposta rassicurante a una domanda sempre più diffusa. Le fonti disponibili richiedono però una precisazione: non risulta documentata come elenco formulato durante l’intervista al “Tonight Show” di Jimmy Fallon.
In quella conversazione, trasmessa nel febbraio 2025, il cofondatore di Microsoft descriveva invece un futuro nel quale l’IA avrebbe potuto svolgere moltissime attività oggi affidate alle persone. Lo sport compariva come esempio di qualcosa che gli esseri umani potrebbero scegliere di mantenere umano, per il valore dell’esperienza stessa.
La distinzione cambia il significato della notizia. Affermare che una professione continuerà a richiedere competenze umane è diverso dal garantirle un’immunità permanente dall’automazione.
Anche le riflessioni più recenti pubblicate direttamente da Gates descrivono uno scenario complesso: il software figura tra gli ambiti investiti dalla trasformazione, non tra quelli esclusi.
Per studenti, lavoratori e famiglie che devono scegliere un percorso formativo, il punto utile non è quindi cercare una professione dichiarata “intoccabile”, ma capire quali attività possono essere automatizzate e quali competenze permettono di governare il cambiamento.
L’intervista a Jimmy Fallon: il baseball come scelta umana
Durante il colloquio televisivo, Gates ragionava sulla possibilità di rendere molto più accessibili competenze oggi scarse o costose, citando l’assistenza medica e il supporto all’apprendimento. Si trattava della sua previsione sull’evoluzione tecnologica, non dell’annuncio di una sostituzione già realizzata dei professionisti.
Alla domanda sul futuro ruolo delle persone, il filantropo portava l’esempio del baseball: il pubblico, sosteneva, non avrebbe lo stesso interesse a guardare computer impegnati nella competizione.
Il ragionamento riguarda il significato sociale dello sport. Un atleta interessa anche per il talento, la fatica, l’incertezza del risultato e la storia personale. La prestazione non esaurisce il valore dello spettacolo.
Da questo esempio, tuttavia, non discende che tutto il settore sportivo sia impermeabile all’IA. Competizione tra atleti, organizzazione degli eventi e attività di supporto sono piani diversi: la preferenza per protagonisti umani non stabilisce il destino di ogni mansione.
Soprattutto, il riferimento al baseball non dimostra l’esistenza di una graduatoria composta da quattro professioni garantite. Nelle fonti consultate, la lista circola attraverso ricostruzioni successive, mentre manca una corrispondente enumerazione verificabile nell’intervista indicata.
Presentarla come una certezza pronunciata da Gates rischia quindi di trasformare una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persone in un consiglio professionale molto più netto di quanto consentano le sue parole.
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Programmazione, biologia ed energia: competenze importanti non significa posti garantiti
La programmazione è il caso che rende più evidente il problema dell’attribuzione. Nell’intervento pubblicato sul proprio sito nell’agosto 2026, Gates include espressamente il software tra i settori che saranno interessati dall’avanzamento dell’IA.
Il cofondatore di Microsoft osserva anche che la riduzione dei costi potrebbe generare nuova domanda in alcune attività informatiche. Questo, però, non elimina il rischio di cambiamenti occupazionali: nella sua analisi, opportunità aggiuntive e sostituzione di mansioni possono verificarsi contemporaneamente.
Scrivere codice, definire un problema, progettare un sistema e verificarne il funzionamento sono attività collegate, ma differenti. La crescita degli strumenti automatici può modificarne il peso all’interno del lavoro.
Per biologia ed energia, le fonti esaminate non consentono di attribuire all’intervista di Fallon una promessa di protezione definitiva. L’importanza della ricerca e delle scelte energetiche non dimostra che tutte le professioni coinvolte resteranno inalterate.
Un modo più utile di leggere questi ambiti è distinguere gli strumenti dalle responsabilità. Elaborare dati, formulare ipotesi, verificare risultati e assumere decisioni non sono passaggi equivalenti. Il loro rapporto con l’automazione va valutato concretamente, evitando di assegnare a un intero settore una sola etichetta.
La conclusione operativa è prudente: una competenza può restare preziosa anche mentre cambiano gli strumenti e il numero di persone necessarie per svolgere determinate attività. Questo vale anche per professioni considerate altamente qualificate.
Cosa dicono gli studi sul lavoro e come orientarsi
Un riferimento più solido delle classifiche di professioni “salve” arriva dall’Organizzazione internazionale del lavoro, ILO. Uno studio realizzato con NASK, pubblicato il 20 maggio 2025, stima che un lavoro su quattro nel mondo sia potenzialmente esposto all’IA generativa.
“Esposto” non significa destinato a scomparire: secondo gli autori, l’esito più probabile è la trasformazione delle occupazioni, più che la loro completa sostituzione.
Per chi deve scegliere cosa studiare, la distinzione è essenziale. Un’occupazione comprende più compiti, alcuni ripetitivi e altri legati a valutazione, responsabilità, relazioni o conoscenza del contesto. La capacità di utilizzare uno strumento non coincide automaticamente con quella di controllarne gli errori.
Anche nel suo intervento su Gates Notes, Gates richiama la necessità di prepararsi agli effetti sociali ed economici della transizione, con particolare preoccupazione per chi entra nel mercato del lavoro. Sono valutazioni personali, da distinguere dai risultati delle analisi statistiche.
Il messaggio da ricavare non è che quattro settori offrano una garanzia assoluta. È che formazione specialistica, capacità critica e aggiornamento continuo diventano strumenti importanti per affrontare professioni in evoluzione. Una scelta professionale informata richiede dati e conoscenza delle attività concrete, oltre alle previsioni dei protagonisti della tecnologia.









