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Con l’avanzare della digitalizzazione dei pagamenti, l’Italia compie un passo importante verso la semplificazione: il decreto Pnrr, approvato a gennaio 2026 dal governo, abolisce l’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee emesse dai terminali Pos per i pagamenti con bancomat, carte di credito o prepagate.

Ricevute Pos, stop alla conservazione cartacea

La novità riguarda cittadini e imprese e segna un cambiamento significativo nel sistema dei pagamenti digitali. Le ricevute cartacee, finora conservate come prova di pagamento, non erano considerate documenti contabili veri e propri e il loro obbligo di conservazione rappresentava un onere non sempre facile da rispettare. Con la nuova norma, le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione digitale fornita dalle banche o dagli intermediari finanziari possono sostituire le ricevute cartacee, a condizione che contengano tutte le informazioni relative alle singole operazioni e siano pienamente consultabili.

Anche gli estratti conto in formato digitale diventano validi per dimostrare i pagamenti, soprattutto nei casi in cui siano collegati a detrazioni fiscali. Questo significa che il pagamento tracciabile delle spese può essere provato senza dover archiviare pile di ricevute cartacee, semplificando notevolmente la gestione per famiglie e imprese.

Pagamenti digitali in crescita e tracciabilità garantita

Il ricorso ai servizi di pagamento elettronici è in costante aumento. Secondo analisi di Confesercenti, nel 2025 il numero dei Pos in Italia ha superato i 3,87 milioni, in crescita rispetto ai 3,75 milioni del 2024. Gli scontrini elettronici contengono già l’indicazione della modalità di pagamento tracciabile, e a partire da marzo 2026 sarà possibile abbinare digitalmente i terminali Pos ai registratori di cassa tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione tramite canali elettronici come PagoPA, le ricevute cartacee non saranno più richieste: l’amministrazione verificherà direttamente l’avvenuto pagamento tramite i flussi informatici, senza richiedere documenti aggiuntivi ai cittadini.

Una semplificazione significativa per cittadini e imprese

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha sottolineato come queste misure facciano parte di un percorso di modernizzazione della Pa, volto a rendere le procedure più efficienti e vicine ai bisogni dei cittadini e delle imprese. Con l’eliminazione di oltre 400 procedure burocratiche, si punta a ridurre le duplicazioni inutili e a facilitare la gestione dei pagamenti digitali, mantenendo al contempo la tracciabilità e la validità fiscale.

La roadmap verso il superamento dell’obbligo cartaceo

Questa misura sulle ricevute Pos rappresenta il primo passo verso un traguardo più ampio: il Parlamento ha chiesto al governo di superare l’obbligo cartaceo anche per gli scontrini. La roadmap prevede che dal 1° gennaio 2027 l’allineamento riguardi le imprese della grande distribuzione, dal 1° gennaio 2028 tutti i soggetti con volume d’affari superiore a una certa soglia e, infine, dal 1° gennaio 2029 tutti gli altri esercenti.

Con queste novità, l’Italia compie un passo decisivo verso una gestione completamente digitale dei pagamenti, con minore burocrazia, più semplicità per cittadini e imprese e piena sicurezza fiscale.

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