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Scudo penale agli agenti, il ministero della Giustizia accelera: ai procuratori la circolare sul nuovo registro 45 bis

A pochi mesi dal via libera del Consiglio dei ministri, il nuovo meccanismo previsto dal decreto Sicurezza entra nella fase operativa. Il ministero della Giustizia ha inviato ai procuratori italiani una circolare che introduce ufficialmente il modello 45 bis, un registro ad hoc destinato ai casi in cui un fatto penalmente rilevante presenta fin dall’inizio una possibile causa di giustificazione evidente.

È un passaggio tecnico, ma con un forte peso giuridico e istituzionale, perché tocca un tema molto delicato: l’iscrizione o meno di una persona nel registro degli indagati quando esistono elementi immediatamente riconducibili a una causa di giustificazione prevista dalla legge.

Il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sul cosiddetto scudo penale agli agenti, perché la norma è stata letta da molti osservatori come uno strumento pensato in particolare per chi opera nelle forze dell’ordine e si trova a intervenire in situazioni ad alta tensione. Dal ministero, però, la lettura resta più ampia: il nuovo registro riguarda tutte le situazioni in cui il fatto appare sin da subito coperto da una causa di giustificazione evidente e dunque non richiede l’immediata iscrizione nel registro ordinario degli indagati.

Il tema resta tra i più discussi delle ultime settimane perché modifica un passaggio concreto della procedura penale e ridefinisce il rapporto tra accertamento preliminare e iscrizione formale.

Cos’è il registro 45 bis e perché cambia il primo passaggio dell’indagine

La novità nasce dalla circolare del 7 maggio 2026 del Ministero della Giustizia, che introduce il cosiddetto registro annotazioni preliminari modello 45 bis.

In termini pratici, quando arriva una notizia di reato ma dagli atti emerge subito una causa di giustificazione particolarmente evidente, il pubblico ministero può annotare il fatto in questo nuovo registro preliminare invece di procedere immediatamente con l’iscrizione nel registro degli indagati. È qui che si concentra il cambiamento. 

Nel sistema ordinario l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta il passaggio che formalizza l’apertura dell’indagine nei confronti di una persona determinata. Con il modello 45 bis, invece, si crea uno spazio preliminare di valutazione.

L’obiettivo indicato dal ministero è evitare iscrizioni automatiche in presenza di circostanze che, fin dall’inizio, appaiono chiaramente riconducibili a una giustificazione prevista dalla legge.

Il tema giuridico è delicato proprio perché tocca l’equilibrio tra tutela dell’indagato, obbligo dell’azione penale e valutazione preliminare del magistrato.

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Perché si parla di scudo penale agli agenti

Il punto politico e mediatico nasce da qui.

Tra i casi più citati ci sono quelli che riguardano forze dell’ordine e agenti impegnati in attività operative, dove spesso il nodo è verificare rapidamente se un comportamento contestato rientri in una delle cause di giustificazione previste dall’ordinamento.

Secondo la linea sostenuta dalla maggioranza di governo, il nuovo registro serve a evitare iscrizioni immediate che potrebbero risultare premature quando la dinamica appare già compatibile con una giustificazione evidente.

Per questo il termine scudo penale agli agenti è diventato centrale nel dibattito. Chi sostiene la misura parla di tutela procedurale e di un meccanismo pensato per evitare automatismi. Chi la guarda con più prudenza sottolinea invece il rischio di una gestione troppo anticipata della valutazione. Sul piano tecnico il ministero ha chiarito che il registro non sostituisce le verifiche e non elimina il controllo dell’autorità giudiziaria. Rappresenta però un passaggio nuovo nella fase iniziale.

Le nuove regole della giustizia e il peso del decreto Sicurezza

L’attivazione del registro 45 bis segna uno dei primi effetti concreti delle norme inserite nel decreto Sicurezza e trasforma una previsione approvata dal governo in una procedura applicabile nelle procure italiane. Per il sistema giudiziario significa introdurre uno strumento inedito di gestione preliminare. Per magistrati e procuratori vuol dire avere un nuovo canale formale di annotazione. Per il dibattito pubblico, invece, la questione resta più ampia. Perché riguarda il rapporto tra giustizia, sicurezza e attività investigativa, in un passaggio in cui la procedura penale entra nel confronto politico e istituzionale.

La circolare del ministero ha già acceso attenzione nelle procure proprio perché il nuovo modello dovrà essere applicato nella pratica quotidiana, valutando caso per caso quando la causa di giustificazione sia davvero evidente e quando invece sia necessario procedere con il percorso ordinario. Ed è su questo punto che si concentreranno i prossimi mesi: capire come il modello 45 bis verrà interpretato concretamente e quale impatto avrà sull’avvio delle indagini nei casi più delicati.

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