Le temperature estreme che stanno colpendo gran parte del Paese possono avere conseguenze gravi sulla salute. Gli esperti avvertono: non si tratta solo di stanchezza o disidratazione. Anziani, bambini e malati cronici sono i soggetti più esposti.
L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia non rappresenta soltanto un disagio legato alle alte temperature. Secondo gli esperti, il rischio principale è quello dell’ipertermia, una condizione che può compromettere il corretto funzionamento dell’organismo e provocare conseguenze anche molto gravi.
A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che invita i cittadini a non sottovalutare gli effetti delle temperature elevate, soprattutto in presenza di afa persistente e scarsa ventilazione.
“Il caldo eccessivo può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea e rappresenta un serio pericolo per la salute umana“, spiega il presidente della SIMA, Alessandro Miani.
Secondo i medici, le conseguenze non riguardano soltanto spossatezza, pressione bassa o disidratazione, ma possono coinvolgere direttamente organi vitali come cuore, reni, polmoni e cervello.
Particolarmente vulnerabili risultano gli anziani, i bambini, le persone affette da malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza respiratoria o patologie croniche.
Cos’è l’ipertermia e perché può diventare pericolosa
L’ipertermia si verifica quando il corpo non riesce più a disperdere il calore accumulato e la temperatura corporea supera i livelli fisiologici normali.
In condizioni estreme si può arrivare al cosiddetto colpo di calore, considerato una vera emergenza medica.
Secondo Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Bologna, il colpo di calore rappresenta il rischio più grave associato alle ondate di caldo.
La condizione si manifesta generalmente dopo diverse ore di esposizione alle alte temperature e può provocare un rapido aumento della temperatura corporea.
Quando l’organismo non riesce più a raffreddarsi adeguatamente, possono comparire sintomi come:
- forte mal di testa;
- vertigini e confusione mentale;
- nausea e vomito;
- debolezza improvvisa;
- tachicardia;
- difficoltà respiratorie;
- perdita di coscienza.
Nei casi più severi, il surriscaldamento può compromettere il funzionamento di organi fondamentali e causare insufficienza cardiaca, respiratoria o renale.
Gli esperti sottolineano inoltre che il caldo estremo può avere effetti diretti sul sistema nervoso centrale, alterando lucidità, concentrazione e capacità cognitive.
Come riconoscere un colpo di calore e cosa fare subito
Intervenire rapidamente può fare la differenza.
Secondo i medici, i primi segnali da non ignorare sono la temperatura corporea elevata, la pelle molto calda, l’assenza di sudorazione in alcuni casi e uno stato di forte affaticamento.
Se una persona manifesta sintomi compatibili con un colpo di calore, è necessario portarla immediatamente in un luogo fresco e ventilato.
Tra le prime misure consigliate dagli specialisti figurano:
- applicare panni umidi su fronte, collo e inguine;
- utilizzare acqua fresca per abbassare gradualmente la temperatura corporea;
- favorire l’idratazione se la persona è cosciente;
- contattare tempestivamente il 118 in presenza di sintomi gravi.
Come evidenzia Pandolfi, anche una semplice doccia fresca o un panno bagnato possono contribuire a ridurre rapidamente l’ipertermia e limitare i danni all’organismo.
Colpo di calore: i sintomi da non sottovalutare e cosa fare subito
Chi rischia di più e come proteggersi durante l’ondata di caldo
Le autorità sanitarie raccomandano particolare prudenza nelle fasce orarie più calde della giornata, generalmente comprese tra le 11 e le 18.
I soggetti più fragili dovrebbero evitare attività fisiche intense all’aperto, bere frequentemente anche in assenza di sete e soggiornare in ambienti climatizzati o ben ventilati.
Attenzione anche ai farmaci. Alcune terapie per pressione alta, diabete o malattie cardiovascolari possono aumentare la sensibilità al caldo e richiedono un monitoraggio più attento da parte del medico curante.
Con l’aumento della frequenza delle ondate di calore legate ai cambiamenti climatici, gli esperti invitano a considerare il caldo estremo come un vero fattore di rischio sanitario.
L’obiettivo è prevenire situazioni che ogni anno provocano migliaia di accessi ai pronto soccorso e, nei casi più gravi, possono portare a conseguenze irreversibili per la salute.








