Le misure annunciate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste rappresentano un primo sostegno per le imprese italiane della pesca e dell’acquacoltura. L’aumento del gasolio, i maggiori costi di gestione e gli effetti dei cambiamenti climatici stanno infatti riducendo la redditività di un settore già sottoposto a numerosi vincoli.
Gli interventi interessano direttamente anche le Marche, una delle principali regioni italiane per dimensioni e valore della produzione ittica. Secondo i dati Crea richiamati da Coldiretti, la flotta regionale conta oltre 700 imbarcazioni, con circa 19mila tonnellate di catture e un valore della produzione pari a 87 milioni di euro.
Le imprese sono concentrate soprattutto nelle marinerie di San Benedetto del Tronto, Ancona, Civitanova Marche, Fano e Pesaro. Per Coldiretti è ora fondamentale passare dagli annunci alla piena attuazione dei provvedimenti.
Credito d’imposta sul gasolio, cosa cambia per i pescatori
Il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per un’impresa di pesca. La sua incidenza varia in base al tipo di imbarcazione, alla distanza percorsa, alle giornate di attività e ai sistemi utilizzati.
L’aumento del prezzo del gasolio può rendere poco conveniente uscire in mare, soprattutto quando il valore del pescato non è sufficiente a compensare carburante, personale, manutenzione, assicurazioni e attrezzature.
Coldiretti Pesca Marche giudica positivamente la prevista copertura delle domande presentate per il credito d’imposta sul gasolio. L’agevolazione dovrebbe consentire di compensare almeno una parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese.
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni del comparto, il credito d’imposta è confermato nella misura del 20%. L’effettivo beneficio per ogni azienda dipenderà tuttavia dalle spese ammesse, dalla documentazione presentata e dagli esiti dei controlli.
«Per le imprese marchigiane il sostegno economico rappresenta una risposta concreta in una fase particolarmente delicata», afferma Coldiretti Pesca Marche. L’associazione sottolinea però che l’intervento deve essere accompagnato da una strategia più ampia, perché i costi energetici costituiscono soltanto una delle criticità.
Fondo FEAMPA da 70 milioni: bando e spese ammesse
Un altro intervento riguarda le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, conosciuto con l’acronimo FEAMPA.
L’accordo raggiunto tra Ministero e Regioni dovrebbe permettere di attivare la misura straordinaria collegata all’ex articolo 5.68, con una dotazione nazionale complessiva di circa 70 milioni di euro. Le risorse serviranno a compensare perdite economiche e aumenti dei costi provocati dalla crisi internazionale e dalle tensioni geopolitiche.
La possibilità di intervenire deriva anche dalla decisione di esecuzione dell’Unione europea 2026/889, che riconosce le conseguenze economiche della situazione internazionale sugli operatori del settore.
Gli aiuti avranno carattere retroattivo e potranno riguardare le spese sostenute tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026. Il bando dovrà indicare requisiti, importi riconoscibili, documentazione necessaria e modalità di presentazione delle domande.
Secondo le indicazioni diffuse, una prima erogazione potrebbe arrivare entro la fine del 2026, mentre il saldo è atteso nei primi mesi del 2027. Si tratta ancora di una misura in fase di attuazione: per le imprese marchigiane sarà quindi necessario attendere la pubblicazione del bando e le istruzioni operative.
Coldiretti chiede che le procedure siano semplici e veloci, evitando che ritardi amministrativi riducano l’efficacia dell’intervento.
Cambiamenti climatici e specie aliene: il Fondo di solidarietà
Accanto all’emergenza energetica, il comparto deve affrontare trasformazioni ambientali sempre più evidenti. Il riscaldamento del mare modifica la distribuzione delle specie, influenza i periodi riproduttivi e può favorire l’arrivo di organismi estranei agli ecosistemi locali.
Tra le minacce vengono indicate la diffusione delle specie aliene, la diminuzione di alcune risorse ittiche e la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi. Mareggiate e condizioni marine avverse possono impedire alle imbarcazioni di uscire, danneggiare strutture portuali e ridurre le giornate utili di pesca.
Il Crea, nell’ambito delle proprie attività dedicate alla blue economy, evidenzia la necessità di rafforzare ricerca e capacità di adattamento, dal monitoraggio degli stock ittici alla gestione di specie come il granchio blu.
Per questo Coldiretti Pesca Marche attribuisce particolare importanza al completamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura. Lo strumento dovrebbe offrire una risposta alle imprese colpite da calamità ed eventi eccezionali, sul modello delle tutele già disponibili in altri settori produttivi.
L’efficacia dipenderà dalle regole applicative, dalle risorse disponibili e dalla rapidità con cui verranno riconosciuti i danni. Senza tempi certi, avverte l’associazione, anche un fondo formalmente istituito rischia di non fornire liquidità quando è realmente necessaria.
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CISOA per la pesca, perché è importante per i lavoratori
Tra i provvedimenti ancora da rendere pienamente operativi figura la CISOA per la pesca, cioè l’estensione al comparto di uno strumento di integrazione salariale destinato a tutelare i lavoratori nei periodi di sospensione o riduzione dell’attività.
La pesca è caratterizzata da interruzioni che non dipendono esclusivamente dalle decisioni dell’impresa. Fermo biologico, maltempo, emergenze ambientali e limitazioni temporanee possono costringere gli equipaggi a restare a terra, con conseguenze dirette sul reddito.
Associazioni di categoria e organizzazioni sindacali hanno espresso una valutazione positiva sull’introduzione della CISOA, chiedendo però regole coerenti con le caratteristiche del lavoro marittimo e procedure realmente accessibili.
Per Coldiretti Pesca Marche è necessario completare rapidamente la definizione dello strumento, offrendo maggiori garanzie sia agli armatori sia agli imbarcati.
Le misure del Masaf vengono quindi considerate un passo nella giusta direzione, ma non un punto di arrivo. La pesca marchigiana garantisce occupazione, mantiene vive le marinerie e alimenta una filiera che coinvolge mercati ittici, ristorazione, trasformazione e commercio.
La priorità, conclude Coldiretti, è assicurare che i fondi annunciati arrivino alle imprese in tempi rapidi, prima che l’aumento dei costi e le difficoltà ambientali producano nuove chiusure.









