L’assenza dai palinsesti Mediaset e lo stop alle pubblicazioni sui social hanno alimentato le indiscrezioni sulla cancellazione di Striscia la notizia. Al momento, però, non esiste un annuncio ufficiale sulla chiusura definitiva del tg satirico ideato da Antonio Ricci.
Striscia la notizia chiude? Da dove nasce l’indiscrezione
Dopo 38 anni di televisione, il futuro di Striscia la notizia appare più incerto che mai. Nelle ultime ore diversi organi di informazione hanno parlato di una possibile cancellazione definitiva del programma di Antonio Ricci, uno dei titoli più longevi e riconoscibili della televisione italiana.
Le indiscrezioni sono nate soprattutto da due elementi. Il primo è l’assenza del tg satirico dalla presentazione dei palinsesti Mediaset 2026-2027. Il secondo riguarda la sospensione delle attività sui profili social del programma, che per anni hanno rappresentato un importante canale di diffusione di servizi, filmati e anticipazioni.
Secondo un retroscena pubblicato da Il Fatto Quotidiano, le persone impegnate nella gestione dei canali digitali sarebbero state mandate in ferie e la produzione non avrebbe ricevuto indicazioni sulla preparazione di una nuova edizione.
Si tratta, tuttavia, di ricostruzioni giornalistiche. Mediaset non ha comunicato ufficialmente la cancellazione definitiva e l’assenza da un palinsesto stagionale, da sola, non equivale necessariamente alla chiusura di un programma.
Anche il sito ufficiale di Striscia e la pagina dedicata su Mediaset Infinity risultano ancora disponibili. Più corretto, dunque, parlare di un futuro sospeso e di una lunga pausa, in attesa di chiarimenti da parte dell’azienda e di Antonio Ricci.
L’esperimento in prima serata e il cambio di strategia Mediaset
La crisi dell’access prime time aveva già spinto Mediaset a ripensare la collocazione di Striscia la notizia. Il programma, tradizionalmente trasmesso dopo il Tg5, aveva dovuto affrontare la crescente concorrenza dei format di intrattenimento proposti da Rai 1.
Nel gennaio 2026 il tg satirico era tornato su Canale 5 con una formula completamente diversa: cinque puntate in prima serata, condotte da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, con uno studio rinnovato, una band dal vivo e una durata più ampia.
La stessa Mediaset aveva presentato il progetto come una nuova edizione sperimentale. Non era quindi previsto, almeno in quella fase, un ritorno stabile nella storica fascia quotidiana.
Antonio Ricci aveva spiegato che l’esperimento si sarebbe limitato a cinque appuntamenti, prima del Festival di Sanremo. In quell’occasione il creatore del programma aveva pronunciato anche una frase destinata a essere riletta alla luce delle indiscrezioni attuali: “Tutte le cose devono avere una fine, ma una trasmissione come Striscia è irripetibile”.
La dichiarazione non rappresentava un annuncio di chiusura, ma dimostrava la consapevolezza della trasformazione in corso. Mediaset, nel frattempo, ha progressivamente orientato l’access prime time verso altri programmi, modificando un equilibrio televisivo rimasto quasi immutato per decenni.
I social sono stati davvero chiusi?
Un altro elemento che ha alimentato le voci riguarda i canali social. Le pagine di Striscia la notizia non risulterebbero formalmente eliminate, ma le pubblicazioni sarebbero state sospese o fortemente ridotte.
La differenza è importante. Interrompere temporaneamente la produzione dei contenuti non significa cancellare gli account e neppure decretare automaticamente la fine del programma. Potrebbe trattarsi di una pausa editoriale legata all’assenza di nuove puntate o di una fase di riorganizzazione interna.
Resta comunque un segnale significativo. Negli ultimi anni i social erano diventati fondamentali per Striscia, permettendo ai servizi degli inviati di circolare anche lontano dalla programmazione televisiva. Filmati dedicati a truffe, disservizi, sprechi pubblici e casi di cronaca raggiungevano un pubblico molto più giovane rispetto a quello della televisione tradizionale.
La sospensione dell’attività digitale, sommata all’assenza dai nuovi palinsesti Mediaset, rende quindi plausibile l’ipotesi di uno stop prolungato.
Per parlare di chiusura definitiva sarà però necessario attendere una comunicazione dell’azienda, della produzione o dello stesso Antonio Ricci. Fino a quel momento, titoli come “Striscia cancellata dopo 38 anni” devono essere considerati anticipazioni non ancora confermate ufficialmente.
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Da Wanna Marchi al Tapiro d’oro: cosa lascia Striscia
Striscia la notizia debuttò su Canale 5 il 7 novembre 1988, inizialmente con Gianfranco D’Angelo ed Ezio Greggio. Il programma introdusse un linguaggio nuovo, mescolando satira politica, intrattenimento, giornalismo televisivo e segnalazioni dei cittadini.
Nel corso degli anni ha raccontato truffe, abusivismo, contraffazione, sprechi e disservizi. Tra le inchieste più conosciute figura quella dedicata a Wanna Marchi, Stefania Nobile e al Mago Do Nascimento, insieme ai servizi sul cosiddetto Tubo Tucker e alle campagne contro la vendita di falsi prodotti italiani.
Il programma ha inoltre creato personaggi ed elementi entrati nell’immaginario popolare: dal Tapiro d’oro alle veline, fino agli inviati presenti in numerose città italiane.
Se la chiusura venisse confermata, sarebbe la fine di uno dei programmi più longevi della televisione commerciale italiana. Ma non è escluso che il marchio possa sopravvivere attraverso speciali, appuntamenti occasionali, contenuti digitali o nuove formule.
La situazione, dunque, resta aperta: Striscia la notizia non compare nella programmazione annunciata da Mediaset, ma la cancellazione definitiva non è stata ancora ufficializzata. Il prossimo passaggio sarà capire se Antonio Ricci e l’azienda riusciranno a trovare una nuova collocazione per il format o se l’esperimento del 2026 resterà davvero il suo ultimo capitolo.









