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Nel 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico ha effettuato 197 interventi nelle Marche, il dato regionale più alto mai registrato. Escursionismo e mountain bike sono le attività maggiormente coinvolte. Il Parco Gola della Rossa e di Frasassi risponde con un vademecum dedicato alla prevenzione.

Quasi duecento missioni in appena dodici mesi. Il Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche ha chiuso il 2025 con 197 interventi, raggiungendo il valore più elevato mai registrato nella regione.

Oltre la metà degli incidenti ha riguardato escursionisti e appassionati di mountain bike. Le province nelle quali è stato effettuato il maggior numero di operazioni sono quelle di Ascoli Piceno e Macerata, territori caratterizzati da vaste aree montane e da percorsi frequentati durante tutto l’anno.

Anche i primi dati del 2026 confermano una pressione significativa sul sistema regionale di emergenza: nei primi mesi dell’anno risultano già 34 interventi. Le persone coinvolte appartengono prevalentemente alla fascia di età compresa tra 50 e 60 anni.

Con l’aumento delle escursioni estive, il Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi ha quindi promosso “ConsapevolMonte”, un vademecum realizzato con la collaborazione del Club Alpino Italiano e del Soccorso Alpino.

Perché aumentano gli incidenti durante trekking e uscite in bici

La crescita degli interventi non riguarda soltanto alpinisti impegnati su pareti, grotte o itinerari tecnicamente complessi. A generare il maggior numero di richieste di soccorso sono sempre più spesso attività considerate semplici e accessibili, come il trekking e le uscite in mountain bike.

Nel rapporto nazionale relativo al 2025, l’escursionismo rappresenta il 43,6% delle attività coinvolte nei soccorsi, mentre la mountain bike raggiunge il 7,6%. Insieme superano dunque la metà delle missioni.

Il problema non è necessariamente la pericolosità dell’attività, ma la frequente sottovalutazione dell’itinerario. Una passeggiata può diventare impegnativa per il dislivello, il fondo sconnesso, le temperature elevate o un improvviso cambiamento del tempo.

A livello nazionale, nel 45% dei casi l’intervento è stato determinato da una caduta o da uno scivolamento. Seguono i malori, con il 14,1%, e l’incapacità di proseguire autonomamente, pari all’8,1%.

Sono situazioni che possono essere favorite da calzature non adeguate, scarsa preparazione fisica, mancanza d’acqua, perdita dell’orientamento o scelta di un sentiero non compatibile con l’esperienza dell’escursionista.

Nel 2025 il sistema nazionale ha effettuato complessivamente oltre 13mila missioni, con un incremento dell’8% rispetto al 2024. Un dato che conferma quanto la frequentazione crescente della montagna richieda un investimento parallelo nella prevenzione.

ConsapevolMonte, le regole per preparare un’escursione

Il progetto “ConsapevolMonte” nasce per aiutare visitatori e appassionati a valutare con maggiore attenzione ogni uscita. Il principio di partenza è semplice: non esistono percorsi completamente privi di rischi e la difficoltà deve essere sempre rapportata alle capacità individuali.

Prima di mettersi in cammino o salire in sella è necessario conoscere lunghezza, dislivello, durata stimata e caratteristiche del fondo. La classificazione di un sentiero non deve essere valutata soltanto in base ai chilometri.

Tra le indicazioni più importanti rientrano:

  • scegliere un itinerario compatibile con allenamento ed esperienza;
  • controllare le previsioni meteorologiche e rinunciare in caso di condizioni sfavorevoli;
  • indossare calzature e abbigliamento adeguati, portando acqua, cibo e protezione dal sole;
  • non partire da soli oppure comunicare a una persona il percorso previsto e l’orario di rientro;
  • mantenere carico il telefono, senza affidarsi esclusivamente alla copertura della rete mobile;
  • seguire la segnaletica ufficiale ed evitare scorciatoie o tracce non riconosciute.

In caso di emergenza bisogna contattare il Numero unico 112, fornendo informazioni precise sulla posizione, sulle condizioni della persona coinvolta e sul numero dei componenti del gruppo. Se possibile, è utile comunicare le coordinate geografiche e non abbandonare il luogo segnalato senza avvisare i soccorritori.

Il vademecum può essere scaricato dal sito del Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi, insieme al programma delle attività organizzate per il 2026.

Nel Parco di Frasassi 35 sentieri ufficiali tracciati dal CAI

Il Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi mette a disposizione dei visitatori 35 sentieri ufficiali, tracciati dal Club Alpino Italiano e contrassegnati dalla segnaletica riconoscibile del CAI.

La rete permette di organizzare cammini e percorsi in bicicletta con livelli di difficoltà differenti. Non tutti gli itinerari, però, sono adatti alle famiglie o a persone prive di allenamento. Prima di partire è quindi opportuno consultare la cartografia e leggere attentamente le informazioni disponibili.

Attraverso il programma “Natura Aperta 2026”, l’Ente propone anche uscite accompagnate dalle guide ufficiali. Le attività sono pensate sia per le famiglie con bambini sia per gli escursionisti più esperti.

La presenza di una Guida ambientale escursionistica consente di conoscere il percorso, interpretare l’ambiente naturale e affrontare l’uscita con una programmazione adeguata. L’accompagnamento non elimina ogni rischio, ma riduce la possibilità di errori nella scelta dell’itinerario e nella gestione degli imprevisti.

Il Parco comprende i territori comunali di Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano, Genga e Serra San Quirico. Nato nel 1997, si estende per 10.026 ettari ed è l’area protetta regionale più vasta delle Marche.

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Un patrimonio naturale da visitare con responsabilità

All’interno del Parco sono presenti oltre 1.250 specie vegetali, 40 specie di mammiferi, 29 specie tra rettili e anfibi e 105 specie di uccelli nidificanti, tra le quali figura anche l’aquila reale.

La varietà degli ambienti, dalle gole calcaree ai boschi e alle praterie, rende l’area una destinazione di rilievo per escursionisti, ciclisti, famiglie e appassionati di osservazione naturalistica.

La crescita dei visitatori rappresenta un’opportunità per il turismo sostenibile e per i comuni delle aree interne. Allo stesso tempo, richiede comportamenti rispettosi degli habitat e una maggiore preparazione personale.

La Regione Marche ha rinnovato l’accordo con il Soccorso Alpino per potenziare salvataggio, formazione ed elisoccorso, con un investimento annuale di 370mila euro. L’intesa prevede squadre operative su base provinciale e una maggiore copertura del tecnico di elisoccorso dalla mattina al tramonto, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi.

Il record di missioni dimostra però che la sicurezza non può dipendere soltanto dall’efficienza dei soccorritori. “ConsapevolMonte” punta proprio a intervenire prima dell’incidente, ricordando che preparazione, prudenza e capacità di rinunciare sono parti essenziali di ogni escursione.

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