Un Cessna 208B Grand Caravan è precipitato durante un volo turistico sulle Linee di Nazca, causando la morte di tutte le 13 persone a bordo. Tra le vittime ci sono sette italiani appartenenti a due famiglie della Brianza. Sospese le operazioni della compagnia Aerodiana, mentre resta da chiarire la causa della caduta.
Il velivolo aveva segnalato un’emergenza prima di interrompere ogni comunicazione con la torre di controllo. Poi lo schianto e l’incendio, avvenuti in un’area rurale del sud del Perù.
Il bilancio dell’incidente aereo avvenuto sabato 1° agosto 2026 è drammatico: undici turisti europei e due membri peruviani dell’equipaggio sono morti. Non ci sono superstiti.
Incidente aereo in Perù, l’allarme prima dello schianto
Secondo la prima ricostruzione diffusa dal ministero peruviano dei Trasporti, il Cessna operato dalla compagnia Aerodiana era partito dall’aeroporto di Pisco intorno alle 12.10, ora locale. La destinazione era l’area delle Linee di Nazca, uno dei siti archeologici più visitati del Paese.
Intorno alle 13, mentre l’aereo si trovava nei pressi della località di Socos, l’equipaggio avrebbe segnalato un’emergenza alla torre di controllo dell’aerodromo di Nazca. Poco dopo, ogni contatto radio è stato interrotto.
Il velivolo è precipitato nella zona di Pueblo Viejo, a pochi chilometri dalla città di Nazca, prendendo fuoco dopo l’impatto. La violenza dello schianto non ha lasciato possibilità di sopravvivenza alle persone a bordo.
Le prime informazioni hanno fatto riferimento a un possibile problema meccanico, ma l’origine dell’avaria non è ancora stata accertata. Alcune ricostruzioni giornalistiche parlano di una perdita di controllo improvvisa e dell’eventuale distacco di una parte dell’ala durante la caduta. Al momento, tuttavia, non esiste una conclusione tecnica ufficiale che confermi un cedimento strutturale in volo.
Anche il ruolo delle condizioni meteorologiche dovrà essere verificato. Nella zona erano state segnalate raffiche di vento e, il giorno precedente, alcuni voli turistici sarebbero stati sospesi o dirottati. Questi elementi non bastano però a stabilire un rapporto diretto tra il vento e l’incidente.
Saranno l’analisi dei rottami, delle comunicazioni radio e della documentazione tecnica dell’aeromobile a chiarire la sequenza della tragedia.
Chi erano i sette italiani morti alle Linee di Nazca
Le vittime italiane appartenevano a due famiglie lombarde, residenti tra Monza e Seregno, legate da amicizia e partite insieme per una vacanza in Perù.
Della famiglia Angelucci, residente a Seregno, sono morti Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, 58 anni, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni. Secondo le informazioni raccolte dall’Ansa, Massimo Angelucci era titolare di un’azienda, mentre il figlio aveva da poco concluso gli studi universitari.
La famiglia Gianturco, residente a Monza, era composta da Paolo Gianturco, 59 anni, Cristina Maria Bianco, 57 anni, e dai figli Matteo, 24 anni, e Pietro, 18 anni.
Paolo Gianturco era un manager e consulente specializzato nei settori finanziario e tecnologico, senior partner di Deloitte e docente universitario. Le amministrazioni comunali di Monza e Seregno hanno espresso vicinanza ai parenti e alle comunità colpite dalla tragedia.
A bordo si trovavano anche due cittadini tedeschi e due spagnoli, oltre al pilota peruviano Américo Salazar e alla copilota Irenka Guanilo del Carpio.
La Farnesina e le autorità consolari italiane stanno seguendo il caso e mantenendo i contatti con le famiglie. Le procedure riguarderanno ora il riconoscimento formale delle salme e il successivo rientro in Italia, secondo i tempi stabiliti dalle autorità giudiziarie e sanitarie peruviane.
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Aerodiana sospesa, le indagini sulle cause dell’incidente
Dopo lo schianto, la Direzione generale dell’Aeronautica civile peruviana ha disposto la sospensione temporanea delle operazioni di Aerodiana. Il provvedimento resterà in vigore durante gli accertamenti sul rispetto delle normative aeronautiche, delle procedure di manutenzione e dei requisiti operativi.
La sospensione ha carattere preventivo e non equivale all’accertamento di una responsabilità della compagnia. Gli investigatori dovranno verificare lo stato del Cessna, la manutenzione effettuata, l’esperienza dell’equipaggio, il carico, le condizioni atmosferiche e le manovre compiute prima della perdita di controllo.
Il modello coinvolto, un Cessna 208B Grand Caravan, è un monomotore turboelica utilizzato in numerosi Paesi per il trasporto regionale e per i voli turistici. Stabilire se il disastro sia stato provocato da un guasto, da un cedimento, dalle condizioni del vento, da un errore umano o da una combinazione di fattori richiederà un’indagine tecnica approfondita.
Le Linee di Nazca sono geoglifi realizzati nel deserto tra il 500 avanti Cristo e il 500 dopo Cristo. Il sito, esteso per circa 450 chilometri quadrati, è inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco ed è osservabile soprattutto dall’alto.
Proprio la forte richiesta di sorvoli turistici rende ora centrale il tema della sicurezza. Nell’area si sono verificati altri incidenti mortali, tra cui quello del 2022, costato la vita a sette persone. Le autorità peruviane dovranno quindi stabilire non soltanto cosa sia accaduto al Cessna di Aerodiana, ma anche se siano necessarie nuove verifiche sulle compagnie, sugli aeromobili e sulle condizioni autorizzate per i voli sopra Nazca.









