Lo sconto di 17 centesimi sul gasolio scade il 6 agosto, ma il diesel self è già risalito a 2,10 euro al litro. Il governo valuta le accise mobili e attende i dati sull’extragettito Iva. Tra le coperture circola anche un aumento della tassazione sugli alcolici.
Il governo cerca le risorse necessarie per impedire una nuova impennata dei prezzi dei carburanti nel pieno dell’esodo estivo. Il taglio temporaneo sul gasolio terminerà giovedì 6 agosto 2026 e, senza un nuovo intervento, alla pompa potrebbe tornare l’aliquota ordinaria.
Il dossier è arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi. Le alternative sono tre: prorogare lo sconto nella forma attuale, rimodularlo oppure lasciarlo scadere.
La decisione dipende soprattutto dai calcoli del Ministero dell’Economia sulle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi energetici. Se queste risorse non fossero sufficienti, il governo dovrebbe individuare coperture alternative. Tra le ipotesi circolate compare anche un prelievo sugli alcolici, che al momento non è però una misura approvata.
Quanto vale il taglio delle accise sul gasolio
Il provvedimento in vigore ha ridotto temporaneamente l’accisa sul gasolio di 14 centesimi al litro. Considerando anche l’effetto dell’Iva, il risparmio teorico per l’automobilista arriva a circa 17 centesimi al litro.
La misura è valida dal 28 luglio al 6 agosto 2026 e riguarda soltanto il diesel. La benzina è rimasta esclusa dal precedente intervento.
L’aliquota di accisa sul gasolio è stata temporaneamente fissata a 532,90 euro per mille litri. Il costo complessivo per lo Stato è stato stimato in circa 125 milioni di euro, equivalenti a oltre 12 milioni di euro al giorno.
Il decreto ha inoltre prorogato il credito d’imposta destinato agli autotrasportatori per la maggiore spesa sostenuta rispetto ai prezzi di febbraio 2026. Misure specifiche sono state previste anche per il settore agricolo, particolarmente esposto agli aumenti del carburante.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva già chiarito che il primo intervento sarebbe stato una soluzione temporanea. Il governo avrebbe utilizzato i giorni successivi per controllare l’andamento delle quotazioni internazionali e valutare un’eventuale estensione.
Come riporta RaiNews, il taglio è stato concentrato sul diesel per il suo peso nei trasporti, nell’agricoltura e nella distribuzione delle merci.
Banche in ritirata nelle Marche: 71 Comuni senza sportello, l’allarme della CNA
Cosa sono le accise mobili e come funzionano
La soluzione considerata più immediata è il ricorso alle cosiddette accise mobili. Il meccanismo consente di utilizzare il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento del prezzo dei carburanti per finanziare una riduzione temporanea delle accise.
L’Iva viene calcolata in percentuale sul prezzo finale. Quando petrolio, benzina e gasolio aumentano, salgono anche le entrate incassate dallo Stato. Una parte dell’extragettito può quindi essere restituita agli automobilisti attraverso un’imposta più bassa.
Il Ministero dell’Economia sta verificando l’ammontare dell’Iva incassata nel mese di luglio. Se le risorse fossero sufficienti, la proroga potrebbe essere disposta direttamente con un decreto interministeriale del Mef e del Ministero dell’Ambiente.
In caso contrario servirebbe un decreto legge con nuove coperture finanziarie. È proprio in questo scenario che sarebbe emersa l’ipotesi di aumentare il prelievo sugli alcolici.
Non sono state definite aliquote, categorie di bevande interessate o durata dell’eventuale aumento. Parlare già di una nuova tassa su vino, birra o superalcolici sarebbe quindi prematuro: al momento si tratta di una possibilità esaminata per reperire fondi.
Le accise sono imposte applicate a specifiche categorie di prodotti, tra cui carburanti, tabacco e alcol. Le regole europee fissano livelli minimi, mentre gli Stati possono stabilire aliquote nazionali più elevate, come spiega il portale ufficiale Your Europe.
Gasolio a 2,10 euro nonostante lo sconto
La proroga è diventata urgente perché la riduzione fiscale non è riuscita a riportare stabilmente il diesel sotto la soglia dei due euro.
Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio in modalità self service è risalito a 2,10 euro al litro. La benzina è rimasta sostanzialmente stabile a 1,999 euro.
Sulla rete autostradale il diesel ha raggiunto una media di 2,173 euro al litro, come riportato dall’Ansa.
Il taglio ha rallentato l’aumento ma non lo ha annullato. Nello stesso periodo, infatti, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e i prezzi applicati dalle compagnie hanno continuato a crescere, assorbendo una parte del beneficio fiscale.
Per un pieno da 50 litri, lo sconto teorico di 17 centesimi vale circa 8,50 euro. Se il provvedimento scadesse senza proroga e tutte le altre componenti del prezzo restassero invariate, il costo potrebbe aumentare dello stesso importo.
L’effetto non riguarderebbe soltanto gli automobilisti. Il rincaro del diesel si trasferisce sui costi dell’autotrasporto e può incidere sui prezzi finali dei prodotti distribuiti su strada.
Salvini propone di tassare le banche, ma il nodo resta il Mef
Nel dibattito sulle coperture è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, tornando a proporre un maggiore contributo a carico delle banche. L’ipotesi, già discussa in passato, richiederebbe però un provvedimento specifico e non rappresenta una fonte immediatamente disponibile per la proroga.
La priorità del Mef resta evitare che un nuovo intervento produca ulteriore deficit. Uno sconto generalizzato sulle accise è molto costoso perché si applica a ogni litro immesso al consumo, indipendentemente dal reddito dell’automobilista.
Il governo deve quindi scegliere tra una misura universale, semplice e immediatamente visibile, e interventi più selettivi rivolti alle categorie maggiormente esposte, come autotrasportatori, agricoltori e pendolari.
Per gli automobilisti la data decisiva resta il 6 agosto. Fino ad allora continua ad applicarsi lo sconto sul solo gasolio. L’eventuale proroga, la sua durata e le nuove coperture dipenderanno dal dato definitivo sull’extragettito Iva e dalle decisioni del governo.









