L’incidente sarebbe stato provocato da un errore nella miscelazione dei prodotti utilizzati per disinfettare la piscina coperta. Sul posto Vigili del Fuoco, sanitari, Polizia e tecnici dell’Ats. Le persone coinvolte sono state trasportate in tre ospedali.
Sette persone sono rimaste intossicate all’interno della spa del Four Seasons Hotel di Milano, nel cuore del Quadrilatero della Moda. All’origine dell’incidente ci sarebbe un errore compiuto durante le operazioni di pulizia e disinfezione della piscina coperta.
Secondo le prime informazioni, la miscelazione tra ipoclorito di sodio e un prodotto acido avrebbe generato fumi irritanti, rapidamente diffusi nell’ambiente chiuso della spa.
Gli ospiti e i lavoratori presenti hanno accusato disturbi compatibili con l’inalazione di sostanze chimiche. L’allarme ha determinato l’intervento dei Vigili del Fuoco, dei sanitari del servizio di emergenza, della Polizia e dei tecnici dell’Agenzia di tutela della salute.
Sette persone soccorse nella spa dell’hotel
Le persone coinvolte sarebbero dipendenti della struttura, ospiti e addetti impegnati nelle operazioni di pulizia. Complessivamente sono stati assistiti sette intossicati, nessuno dei quali risulterebbe in pericolo di vita.
Dopo le prime cure sul posto, i pazienti sono stati trasferiti in codice verde o giallo negli ospedali Fatebenefratelli, San Giuseppe e Policlinico di Milano. Gli accertamenti medici dovranno valutare la gravità dell’esposizione e verificare l’eventuale comparsa di sintomi respiratori tardivi.
I Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza l’area interessata e svolto le verifiche necessarie sulla presenza di sostanze irritanti nell’aria. La spa è stata isolata per consentire la ventilazione dei locali e impedire l’esposizione di altre persone.
Polizia e tecnici dell’Ats dovranno ricostruire la sequenza dell’incidente, identificare con precisione i prodotti utilizzati e verificare il rispetto delle procedure previste per la manutenzione della piscina.
In questa fase la causa viene indicata come probabile. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire se i prodotti siano stati miscelati direttamente, versati a distanza troppo ravvicinata o introdotti per errore nello stesso sistema di trattamento.
Perché ipoclorito di sodio e acido non vanno miscelati
L’ipoclorito di sodio è una sostanza presente nella candeggina e in numerosi prodotti impiegati per la disinfezione delle superfici e dell’acqua. Nelle piscine viene utilizzato per controllare la proliferazione di microrganismi.
I prodotti acidi, invece, possono essere impiegati per correggere il pH dell’acqua o rimuovere incrostazioni. Entrambe le sostanze possono essere utilizzate in sicurezza quando vengono gestite separatamente, con dosaggi e impianti adeguati.
La loro miscelazione, però, può provocare una reazione chimica con la liberazione di cloro gassoso o altri vapori fortemente irritanti. Il pericolo cresce negli ambienti chiusi e scarsamente ventilati, come locali tecnici, bagni e piscine coperte.
Il cloro gassoso tende inoltre ad accumularsi nelle zone più basse perché è più pesante dell’aria. La concentrazione e la pericolosità dipendono dalle quantità dei prodotti coinvolti, dalla durata dell’esposizione e dalla ventilazione dell’ambiente.
Come ricorda il Centers for Disease Control and Prevention, i detergenti e i disinfettanti contenenti ipoclorito non devono mai essere mescolati con sostanze acide o con altri prodotti per la pulizia.
Quali sono i sintomi dell’inalazione di cloro
Il gas liberato dalla reazione con i tessuti umidi può irritare gli occhi, il naso, la gola e i polmoni. I sintomi possono comparire immediatamente, ma in alcuni casi i disturbi respiratori si manifestano o peggiorano nelle ore successive.
Le conseguenze dipendono dalla concentrazione inalata e dal tempo trascorso nell’ambiente contaminato. Le persone con asma o patologie polmonari possono essere più sensibili.
I segnali più comuni comprendono:
- bruciore agli occhi e lacrimazione;
- irritazione di naso e gola;
- tosse, raucedine o senso di soffocamento;
- nausea, capogiri e debolezza;
- dolore o costrizione al torace;
- respiro corto e difficoltà respiratoria.
Nei casi più gravi l’esposizione può provocare danni alle vie respiratorie e un accumulo di liquido nei polmoni. Per questo motivo le persone coinvolte nell’incidente sono state trasferite in ospedale anche quando i sintomi iniziali apparivano lievi.
Il ricovero in codice verde o giallo indica che, al momento del soccorso, non erano state riscontrate condizioni di immediato pericolo di vita. Non sostituisce però gli accertamenti clinici necessari dopo l’inalazione di sostanze irritanti.
Cosa fare in caso di fumi da detergenti
In presenza di vapori provocati dalla miscelazione di prodotti chimici bisogna allontanarsi immediatamente dall’ambiente e raggiungere un luogo aperto e ben ventilato. Non si deve rientrare nel locale per recuperare oggetti o tentare di neutralizzare autonomamente la sostanza.
Se possibile senza esporsi nuovamente, è utile indicare ai soccorritori quali prodotti sono stati utilizzati e conservare le confezioni o fotografarne le etichette.
In caso di tosse persistente, bruciore intenso, dolore al petto, vertigini o difficoltà respiratoria è necessario chiamare il 112. Non bisogna improvvisare rimedi domestici né assumere farmaci senza indicazioni sanitarie.
L’episodio avvenuto al Four Seasons di Milano richiama l’importanza della formazione del personale e della separazione rigorosa dei prodotti destinati al trattamento delle piscine. Anche un errore apparentemente limitato può produrre rapidamente vapori pericolosi, soprattutto all’interno di una spa coperta.
Le verifiche di Ats, Polizia e Vigili del Fuoco dovranno ora chiarire le responsabilità, controllare gli impianti e stabilire quando l’area potrà essere nuovamente utilizzata in sicurezza.









