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L’attore di The Rocky Horror Picture Show aveva raccontato di aver mentito a Ivana Trump sull’arredamento del Plaza Hotel e ricordato il tentativo di Donald Trump di promuovere Marla Maples con il regista Chris Columbus.

Dopo la morte di Tim Curry, avvenuta il 25 agosto 2026 nella sua casa di Los Angeles, è tornato a circolare un curioso aneddoto raccontato dall’attore pochi mesi prima della scomparsa. La storia risale alle riprese di Home Alone 2: Lost in New York, conosciuto in Italia come Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York.

Curry, morto all’età di 80 anni, interpretava nel film del 1992 il signor Hector, il diffidente concierge del Plaza Hotel che cerca ripetutamente di scoprire come il piccolo Kevin McCallister sia riuscito a prenotare una lussuosa suite senza essere accompagnato da un adulto.

Proprio durante le riprese nel celebre albergo newyorkese, l’attore incontrò Donald Trump e Ivana Trump. In un’intervista pubblicata dal Guardian nell’ottobre 2025, Curry raccontò di aver mentito a Ivana sull’arredamento della camera e ricordò con ironia il tentativo di Donald Trump di presentare Marla Maples al regista Chris Columbus.

Tim Curry e la bugia raccontata a Ivana Trump

Donald Trump aveva acquistato il Plaza Hotel nel 1988, mentre Ivana Trump partecipava alla gestione e al rinnovamento della struttura. Durante la lavorazione di Home Alone 2, Tim Curry soggiornò nello stesso albergo nel quale venivano girate alcune delle scene più conosciute del film.

L’attore raccontò che Ivana Trump bussò personalmente alla porta della sua camera per chiedergli se fosse soddisfatto dell’ambiente e dell’arredamento.

«Sei contento della tua stanza? Ti piace come appare?», gli avrebbe domandato. Curry ammise però che la sua risposta non fu sincera: disse di apprezzarla, anche se in realtà la detestava.

«E io in realtà la odiavo», ricordò l’attore nell’intervista al Guardian.

Una piccola bugia di cortesia che, dopo la morte dell’interprete, è tornata a circolare sui social insieme agli altri ricordi legati al film. Il racconto ha attirato l’attenzione anche perché mostra il caratteristico umorismo asciutto con cui Curry ripercorreva gli episodi della propria carriera.

Donald Trump voleva presentare Marla Maples al regista

L’incontro più singolare avvenne però con Donald Trump. In quel periodo l’imprenditore aveva già iniziato una relazione con Marla Maples, che sarebbe diventata la sua seconda moglie nel 1993, dopo il divorzio da Ivana.

Secondo il ricordo di Curry, Trump appariva particolarmente impaziente di trovare Chris Columbus, il regista di Home Alone 2. Il motivo era la volontà di presentargli Maples e favorirne una possibile carriera cinematografica.

«Devo far incontrare Marla con Chris Columbus perché è un’attrice brillante», avrebbe detto Trump. La reazione interiore di Curry fu decisamente scettica: «E io pensai: “Sì, certo”».

Il racconto non riguarda quindi una bugia detta direttamente a Donald Trump, come sostenuto da alcuni titoli circolati online. Curry mentì a Ivana Trump fingendo di apprezzare l’arredamento della propria camera, mentre accolse soltanto con ironia l’entusiasmo di Donald per le presunte qualità artistiche di Marla Maples.

Il discusso cameo di Trump in Home Alone 2

Donald Trump compare per pochi secondi in Home Alone 2. Kevin, interpretato da Macaulay Culkin, lo incontra nell’atrio del Plaza e gli chiede come raggiungere la reception. Trump gli indica la direzione e il bambino prosegue verso l’interno dell’hotel.

Negli anni sono emerse due versioni differenti sull’origine del cameo. Chris Columbus ha sostenuto che Trump pose la propria partecipazione come condizione per consentire alla produzione di girare nel Plaza, nonostante fosse già previsto il pagamento della tariffa richiesta per utilizzare l’albergo.

Secondo il regista, la scena avrebbe dovuto essere eliminata, ma durante una prima proiezione il pubblico reagì con entusiasmo alla comparsa dell’allora imprenditore. Columbus decise così di mantenerla nel montaggio definitivo.

Trump ha sempre respinto questa ricostruzione, affermando che furono il regista e la produzione a insistere affinché apparisse nel film. Nel 2025 Columbus è tornato sulla vicenda, definendo quel cameo una sorta di peso che avrebbe voluto eliminare.

«Ha detto che lo avevo implorato di partecipare al film, ma non esiste un mondo in cui chiederei in ginocchio a un non attore di recitare», dichiarò il regista al San Francisco Chronicle. «Eravamo però disperati perché volevamo girare al Plaza Hotel».

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Tim Curry, da Frank-N-Furter a Pennywise

Nato il 19 aprile 1946 nel Cheshire, in Inghilterra, Tim Curry raggiunse la fama internazionale grazie al ruolo del dottor Frank-N-Furter nel musical teatrale The Rocky Horror Show e nel successivo film del 1975, The Rocky Horror Picture Show.

La sua interpretazione provocatoria e carismatica trasformò il personaggio in un’icona della cultura pop. Il film, inizialmente accolto senza particolare entusiasmo, divenne nel tempo uno dei più importanti cult movie della storia del cinema.

Curry interpretò anche il terrificante Pennywise nella miniserie televisiva It del 1990, tratta dal romanzo di Stephen King. Tra i suoi film più conosciuti figurano inoltre Clue, Annie, Legend, Caccia a Ottobre Rosso, I tre moschettieri e Muppet Treasure Island.

La sua carriera si estese dal cinema al teatro, dalla televisione al doppiaggio. Ottenne tre candidature ai Tony Award e vinse un Daytime Emmy grazie al lavoro come voce di Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan and the Pirates.

Nel 2012 fu colpito da un grave ictus che compromise la mobilità e lo costrinse a utilizzare una sedia a rotelle. Nonostante le conseguenze, continuò a lavorare come doppiatore e a partecipare a incontri con il pubblico.

La notizia della morte è stata confermata dalla sua storica manager e amica Marcia Hurwitz. Curry si è spento serenamente nella propria abitazione di Toluca Lake, a Los Angeles; non è stata comunicata una causa precisa.

Il racconto sul set di Home Alone 2 rappresenta ora uno degli ultimi esempi della sua ironia: diretta, elegante e capace di rendere memorabile anche un semplice incontro avvenuto nella camera di un albergo.

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