La cantante di “Jolene” e “I Will Always Love You” è morta martedì 25 agosto a Nashville dopo una breve battaglia contro il cancro. Dalle origini povere nel Tennessee al successo mondiale, lascia un patrimonio di oltre 3.000 canzoni e un’enorme eredità umanitaria.
Dolly Parton è morta martedì 25 agosto 2026 all’età di 80 anni. La cantante, autrice e attrice statunitense si è spenta a Nashville, circondata dai propri cari, come comunicato dalla famiglia.
Il portavoce Marcel Pariseau ha successivamente precisato che l’artista è morta dopo avere affrontato una breve battaglia contro il cancro. Non è stato tuttavia reso noto quale tipo di tumore le fosse stato diagnosticato. La famiglia ha annunciato che si terrà una cerimonia privata riservata alle persone più vicine alla cantante.
Negli ultimi due anni Parton aveva parlato pubblicamente di alcuni problemi di salute. Aveva raccontato di avere trascurato i controlli mentre assisteva il marito Carl Dean, morto nel marzo 2025 all’età di 82 anni dopo quasi sessant’anni di matrimonio.
La conferma della causa della morte è arrivata dal suo rappresentante ed è stata riportata da diverse fonti statunitensi e internazionali, tra cui Associated Press e ITV News.
Come è morta Dolly Parton e gli ultimi problemi di salute
Dolly Parton era stata ricoverata al Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville. Secondo la dichiarazione diffusa dal portavoce, la cantante è morta accanto ai familiari dopo avere combattuto coraggiosamente contro la malattia.
La natura del cancro non è stata comunicata. Qualsiasi indicazione più precisa circolata al di fuori delle dichiarazioni ufficiali deve quindi essere considerata priva di conferma.
Nel 2025 Parton aveva rinviato una serie di spettacoli programmati a Las Vegas per affrontare alcuni problemi di salute. Nei mesi successivi aveva rassicurato più volte il pubblico, senza però entrare nei dettagli delle proprie condizioni.
La morte di Carl Dean aveva rappresentato un momento particolarmente doloroso. I due si erano incontrati nel 1964, il primo giorno della cantante a Nashville, davanti a una lavanderia automatica. Si erano sposati nel 1966 e avevano mantenuto la propria relazione lontana dai riflettori.
Dean evitava normalmente eventi pubblici e cerimonie, mentre Parton diventava una delle artiste più conosciute del mondo. La loro unione è durata quasi 59 anni e la cantante aveva spesso spiegato che la riservatezza del marito aveva contribuito all’equilibrio della coppia.
Da “Jolene” a “I Will Always Love You”
Nata il 19 gennaio 1946 in una piccola casa di Locust Ridge, nel Tennessee, Dolly Rebecca Parton era la quarta di dodici figli. La famiglia viveva in condizioni economiche molto difficili e il padre non aveva avuto la possibilità di imparare a leggere e scrivere.
La musica entrò presto nella sua vita attraverso la madre e la chiesa frequentata dalla famiglia. Parton ricevette la prima chitarra da bambina, imparò a suonare intorno ai sette anni e cominciò quasi immediatamente a comporre.
Dopo il diploma si trasferì a Nashville. Nel 1965 firmò il primo contratto discografico e, due anni più tardi, entrò stabilmente nel programma televisivo di Porter Wagoner, conquistando una crescente popolarità nel mondo della musica country.
Nel 1974 decise di lasciare lo show per costruire una carriera indipendente. Per spiegare a Wagoner quella scelta scrisse “I Will Always Love You”, una canzone di separazione affettuosa e dolorosa. Il brano venne poi reinterpretato da Whitney Houston per il film “The Bodyguard” del 1992, diventando uno dei maggiori successi della storia della musica pop.
Nello stesso periodo Parton pubblicò “Jolene”, costruita intorno alla supplica rivolta a una donna che potrebbe portarle via l’uomo amato. Il pezzo è stato reinterpretato da numerosi artisti ed è diventato uno dei simboli della musica americana.
I film, Hannah Montana e il legame con Miley Cyrus
La carriera di Dolly Parton non si è limitata alla musica. Nel 1980 debuttò al cinema con “Dalle 9 alle 5… orario continuato”, accanto a Jane Fonda e Lily Tomlin. La canzone “9 to 5”, composta per il film, divenne un inno contro le discriminazioni e le difficoltà affrontate dalle donne sul lavoro.
Recitò successivamente in pellicole come “Il più bel casino del Texas”, “Fiori d’acciaio” e “Joyful Noise”. Il suo stile esuberante, i capelli biondi, gli abiti scintillanti e la capacità di ironizzare sulla propria immagine contribuirono a renderla riconoscibile anche al di fuori del pubblico country.
Una generazione più giovane la conobbe attraverso “Hannah Montana”, la serie Disney nella quale interpretava zia Dolly. Nella vita reale era la madrina di Miley Cyrus, con la quale ha condiviso esibizioni televisive e collaborazioni musicali.
Parton aveva instaurato un rapporto artistico anche con Sabrina Carpenter. Nel 2025 aveva partecipato a una nuova versione di “Please Please Please”. Dopo la sua morte, Carpenter ha ricordato la cantante come una presenza unica, ringraziandola per la saggezza, l’umorismo e le conversazioni condivise. Nel suo messaggio, la popstar ha concluso con le parole “I will always love you”.
I libri donati ai bambini e l’eredità di Dolly Parton
In oltre sessant’anni di attività, Dolly Parton ha scritto più di 3.000 canzoni, venduto oltre 100 milioni di dischi e ottenuto 55 candidature ai Grammy. La Recording Academy le attribuisce 10 premi competitivi, ai quali si aggiunge il riconoscimento alla carriera ricevuto nel 2011.
Il suo contributo ha però superato i confini dell’intrattenimento. Nel 1995 fondò la Imagination Library, programma nato per spedire gratuitamente libri ai bambini dalla nascita fino all’età scolare. L’iniziativa ha distribuito nel mondo più di 300 milioni di volumi.
Parton sostenne anche programmi educativi, aiuti per le comunità colpite da incendi e progetti di ricerca medica. Nel 2020 donò un milione di dollari alla Vanderbilt University, contribuendo agli studi che portarono allo sviluppo del vaccino Moderna contro il Covid-19.
Fu inoltre imprenditrice e creatrice di Dollywood, il parco tematico del Tennessee diventato una delle principali attrazioni e fonti di occupazione della regione.
Dolly Parton lascia un’eredità che unisce musica, cinema, imprenditoria e solidarietà. “Jolene”, “9 to 5” e “I Will Always Love You” continueranno a raccontare il talento di un’artista partita da una casa poverissima del Tennessee e arrivata a rappresentare, per più generazioni, uno dei volti più amati della cultura americana.









