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Domenica 30 agosto oltre 4.000 concorrenti affronteranno 227 chilometri e 5.500 metri di dislivello tra Austria e Italia. Alla partenza di Sölden anche due ciclisti ascolani, impegnati in una delle granfondo più prestigiose e impegnative d’Europa.

Due ciclisti di Ascoli Piceno saranno tra i protagonisti della 45ª edizione della Ötztaler Radmarathon, in programma domenica 30 agosto 2026. Ad attenderli ci saranno quattro passi alpini, 227 chilometri e circa 5.500 metri di dislivello positivo.

La partenza verrà data alle 6.30 da Sölden, in Tirolo. I partecipanti attraverseranno Austria e Alto Adige prima di tornare nella località austriaca, dove sarà collocato il traguardo. L’organizzazione annuncia più di 4.000 iscritti provenienti da circa 40 nazioni e cinque continenti.

La presenza dei due partecipanti ascolani porta il Piceno all’interno di un evento diventato un riferimento internazionale per il ciclismo amatoriale. L’elenco degli iscritti può essere consultato attraverso la pagina ufficiale Datasport.

Ötztaler Radmarathon 2026: un percorso di 227 chilometri

La Ötztaler Radmarathon viene considerata una delle prove ciclistiche amatoriali più dure delle Alpi. Non è soltanto la distanza a renderla selettiva: i concorrenti devono superare il Kühtai, il Brennero, il Passo Giovo e il Passo Rombo, affrontando pendenze che in alcuni tratti possono raggiungere il 18%.

Dopo la partenza da Sölden, il gruppo percorrerà una prima parte prevalentemente in discesa verso Oetz, posta a circa 800 metri di altitudine. Da qui inizierà la salita di 18 chilometri verso il Kühtai, con 1.200 metri di dislivello e il valico situato a oltre 2.000 metri.

La discesa condurrà i partecipanti verso Kematen e Innsbruck. Dalla città tirolese inizierà la lunga risalita al Brennero, attraverso la quale la gara entrerà in Italia. Il percorso toccherà successivamente Vipiteno, il Passo Giovo e San Leonardo in Passiria.

Le quattro principali ascese sono:

  • Oetz-Kühtai: 18 chilometri e 1.200 metri di dislivello;
  • Innsbruck-Brennero: 37,5 chilometri e 777 metri di dislivello;
  • Vipiteno-Passo Giovo: 15,5 chilometri e 1.130 metri di dislivello;
  • San Leonardo-Passo Rombo: 29 chilometri e 1.724 metri di dislivello.

Il Passo Rombo rappresenterà il gran finale della competizione. Dopo quasi 200 chilometri, i ciclisti dovranno affrontare la salita più lunga e impegnativa della giornata, raggiungendo una quota vicina ai 2.500 metri prima della discesa conclusiva verso Sölden. I migliori impiegano poco più di sette ore, mentre per numerosi amatori la sfida può durare fino a 13 o 14 ore. I dati principali del percorso sono riportati anche nella scheda dedicata del Tirolo.

Oltre 22.000 richieste per quattromila posti

Il fascino della Ötztaler Radmarathon è confermato dal numero delle domande di partecipazione. Per l’edizione 2026 sarebbero arrivate circa 22.000 richieste, a fronte di un massimo di 4.000 posti, assegnati attraverso un sorteggio.

La Germania rappresenta più della metà della pattuglia internazionale. Seguono Austria e Italia, con il gruppo italiano tra i più numerosi della manifestazione. Alla partenza sono annunciati anche nove vincitori delle precedenti edizioni e diversi ex atleti professionisti.

Tra i nomi attesi figurano il campione 2025 Daniel Federspiel, Janine Meyer, Jack Burke, Johnny Hoogerland e gli italiani Stefano Cecchini e Roberto Cunico. Saranno presenti anche sportivi provenienti da altre discipline, tra i quali gli ex sciatori Manfred Mölgg e Werner Heel.

L’edizione del 45º anniversario registra inoltre una crescita della presenza femminile. Le donne costituiscono il 10,44% degli iscritti, con un incremento dell’87% rispetto al 2016. Si tratta della quota più alta mai raggiunta dalla manifestazione, secondo quanto comunicato dagli organizzatori della Ötztaler Radmarathon.

Alla gara prenderanno parte anche 27 ciclisti che hanno già completato almeno venti edizioni. Il più anziano tra i veterani annunciati è l’ottantunenne Martin Strobl, pronto a presentarsi al via per la trentaseiesima volta.

Dove seguire la gara e la storia della Ötztaler

Il pubblico potrà seguire il passaggio dei concorrenti lungo i quattro valichi e nelle località attraversate. Per chi non potrà raggiungere il Tirolo o l’Alto Adige è prevista una lunga diretta online, dalle 6.15 alle 21.30, attraverso il livestream della manifestazione.

La copertura accompagnerà gli spettatori dalla partenza fino all’arrivo degli ultimi concorrenti. Lungo il percorso saranno operativi punti di ristoro, squadre di assistenza e centinaia di volontari.

«Tagliare il traguardo è un grande momento per tutti», ha sottolineato Dominic Kuen, direttore del comitato organizzatore, ricordando il lavoro necessario per preparare una competizione di queste dimensioni.

La prima edizione risale al 1982. L’ideatore Heli Meier la presentò inizialmente come una giornata di cicloturismo, anche se il profilo altimetrico era già destinato agli atleti più resistenti. All’inizio non era previsto nemmeno il cronometraggio e le biciclette erano molto diverse dai mezzi tecnologicamente avanzati utilizzati oggi.

In 45 edizioni sono cambiati organizzatori, località operative e senso di percorrenza, ma è rimasto intatto l’obiettivo: partire da Sölden e tornarvi dopo avere attraversato alcune delle montagne più impegnative delle Alpi.

Per i due ciclisti di Ascoli Piceno l’appuntamento del 30 agosto rappresenterà quindi molto più di una semplice gara. Arrivare al traguardo significherà completare una prova costruita sulla resistenza, sulla preparazione e sulla capacità di gestire un’intera giornata in alta montagna.

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