Domenica 6 settembre 2026 emittenti provenienti da tutta Italia si incontreranno nel cuore della città per celebrare mezzo secolo di radiofonia privata locale. In programma una lunga diretta dalle 10 alle 24 e un talk show condotto da Paolo Notari.
Per un’intera giornata Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno diventerà la “patria della comunicazione”. Domenica 6 settembre 2026 la città celebrerà i 50 anni delle Radio Libere con emittenti provenienti da diverse parti d’Italia, testimonianze, musica e approfondimenti dedicati alla storia della radiofonia locale.
L’evento si svolgerà dalle ore 10 alle 24 e avrà come protagonista una lunga diretta radiofonica. Le emittenti ospiti porteranno in piazza programmi, voci e racconti legati a un fenomeno che, a partire dagli anni Settanta, ha trasformato il panorama dell’informazione italiana.
È previsto anche un collegamento con Cnn Rosario Argentina, che trasmetterà l’iniziativa per i marchigiani residenti all’estero. Il momento centrale della manifestazione sarà il talk show delle ore 19, condotto da Paolo Notari, ideatore e coordinatore artistico dell’appuntamento.
Cinquant’anni di radio libere: la svolta arrivò nel 1976

La celebrazione richiama il 1976, anno decisivo per la storia della radiofonia italiana. Il 28 luglio, con la sentenza numero 202, la Corte costituzionale dichiarò illegittime le norme che impedivano ai privati di installare e gestire impianti di diffusione radiofonica e televisiva via etere in ambito locale, previa autorizzazione statale.
La decisione della Corte costituzionale aprì la strada alla crescita delle cosiddette radio libere, molte delle quali erano già nate spontaneamente in numerose città italiane.
Quelle emittenti introdussero linguaggi più diretti, programmi costruiti intorno alle comunità e nuovi spazi di partecipazione. Diedero voce ad associazioni, gruppi culturali, realtà politiche, movimenti sociali, musicisti e cittadini che difficilmente trovavano spazio nella comunicazione nazionale.
«Mezzo secolo fa chi voleva avere voce in politica, nel sociale e nella cultura non aveva altro spazio se non quello delle radio libere», ha spiegato Paolo Notari.
Pur essendo profondamente cambiata con l’arrivo dei grandi network, di internet, dei podcast e delle piattaforme digitali, la radio continua a conservare una caratteristica essenziale: la capacità di creare una relazione immediata con chi ascolta.
Una lunga diretta e il talk show con Notari, Gentile e Goria
Dalle 10 del mattino fino alla mezzanotte, le radio presenti saranno protagoniste di una trasmissione collettiva nel cuore del centro storico ascolano. La piazza diventerà uno studio aperto, nel quale cittadini e appassionati potranno osservare da vicino il lavoro di conduttori, giornalisti e tecnici.
Alle 19 inizierà il talk show coordinato da Paolo Notari. Al confronto parteciperanno professionisti che hanno attraversato epoche e linguaggi differenti della radio e dell’informazione:
- Federica Gentile, conduttrice ed ex direttrice di Rtl, oggi impegnata anche in programmi musicali Rai;
- Dario Salvatori, giornalista e autore del Dizionario della musica mondiale;
- Amedeo Goria, giornalista sportivo che ha mosso i primi passi nelle radio libere piemontesi;
- Sergio Menghini, già direttore artistico di Radio Subasio;
- Alvin Crescini, voce storica delle radio libere marchigiane.
La discussione sarà dedicata al contributo delle emittenti locali alla diffusione dell’informazione, alla costruzione delle comunità e alla valorizzazione delle voci dei territori.
Durante il talk sarà ripercorsa anche la storia delle radio libere del Piceno, per ricordare le esperienze nate nella provincia e le persone che hanno animato gli studi radiofonici locali negli ultimi cinquant’anni.
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Fioravanti: «Ricordiamo le radici e guardiamo al futuro»
«La libertà di informazione e il pluralismo sono alla base della nostra democrazia», ha dichiarato il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, sottolineando il valore delle emittenti capaci di raccontare direttamente i territori.
Per il primo cittadino, l’anniversario rappresenta un’occasione per custodire la memoria delle prime esperienze radiofoniche e, nello stesso tempo, interrogarsi sul futuro della comunicazione libera.
L’assessore agli Eventi Gianni Silvestri ha definito l’iniziativa un’occasione unica per Ascoli, che per una giornata diventerà «il palcoscenico nazionale della radiofonia». L’obiettivo è coinvolgere cittadini, appassionati e operatori in un momento di festa, confronto e condivisione.
Il presidente del Consiglio comunale Alessandro Bono ha evidenziato il legame creato negli anni dalle radio con le comunità. La celebrazione, ha spiegato, non vuole limitarsi alla nostalgia, ma offrire una riflessione sul valore di un’informazione libera e pluralista.
Il programma completo è stato pubblicato sul sito del Comune di Ascoli Piceno.
Dalle frequenze locali ai podcast: come cambia la radio
In cinquant’anni il modo di produrre e ascoltare la radio è profondamente cambiato. Alle frequenze tradizionali si sono affiancati lo streaming, le applicazioni, i social network e i podcast, che permettono di raggiungere ascoltatori anche molto lontani dal territorio di origine.
Il collegamento con l’Argentina previsto durante l’evento ascolano rappresenta un esempio di questa evoluzione: una manifestazione organizzata in una piazza del Piceno può essere seguita anche dalle comunità marchigiane che vivono all’estero.
La tecnologia ha ampliato le possibilità di diffusione, ma ha posto nuove sfide economiche e professionali. Le emittenti locali devono confrontarsi con grandi piattaforme, sistemi di ascolto personalizzati e un’offerta quasi illimitata di contenuti.
Resta però centrale la funzione di prossimità: raccontare eventi, problemi, persone e iniziative che difficilmente trovano spazio nei mezzi di comunicazione nazionali. È proprio questa capacità di mantenere un rapporto diretto con il pubblico a costituire l’eredità più importante delle radio libere.
L’invito è rivolto all’intera cittadinanza. L’appuntamento è per domenica 6 settembre, dalle 10 alle 24, in Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, per una giornata di radio, musica, testimonianze e confronto.









