Si chiude con effetto immediato una delle esperienze dirigenziali più lunghe del calcio italiano. Il mancato accordo sul rinnovo ha portato alla separazione tra il direttore sportivo e il club nerazzurro. Ausilio: «Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori».
Dopo quasi tre decenni trascorsi nella società nerazzurra, Piero Ausilio lascia l’Inter. Il dirigente e il club hanno raggiunto un’intesa per la risoluzione immediata del contratto, che sarebbe scaduto il 30 giugno 2027.
Si conclude così un rapporto iniziato 28 anni fa, quando Ausilio entrò nel settore giovanile dell’Inter. Da allora ha attraversato stagioni molto diverse, scalando progressivamente l’organigramma fino a diventare direttore sportivo della prima squadra.
Alla base dell’addio ci sarebbe il mancato accordo sul prolungamento del contratto. La società avrebbe proposto un rinnovo annuale alle stesse condizioni economiche dell’accordo attuale, mentre Ausilio puntava almeno a un’intesa biennale.
Le parti non sono riuscite a trovare un punto d’incontro. Da qui la decisione di non attendere la naturale scadenza del contratto e di chiudere subito il rapporto professionale. Prima del congedo definitivo, Ausilio passerà da Appiano Gentile per salutare squadra e staff.
Perché Ausilio ha deciso di lasciare subito l’Inter
Le trattative sul rinnovo erano in corso da tempo, ma la distanza sulla durata del nuovo accordo si è rivelata decisiva. Il contratto di Ausilio sarebbe rimasto valido ancora per l’intera stagione, ma la mancanza di prospettive condivise ha accelerato la separazione.
L’Inter aveva messo sul tavolo un prolungamento di un solo anno, mentre il direttore sportivo si aspettava una proposta più lunga, anche alla luce del percorso compiuto e dei risultati ottenuti dalla squadra.
L’offerta non avrebbe convinto il dirigente, che ha quindi scelto di interrompere immediatamente la propria esperienza. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 2 settembre sarebbe stata raggiunta l’intesa definitiva per la risoluzione.
Il divorzio avviene senza trascinare la situazione per mesi e consente alla società di definire subito la nuova struttura dell’area sportiva. L’Inter ha infatti scelto una soluzione interna, affidando maggiori responsabilità a Dario Baccin, per anni stretto collaboratore dello stesso Ausilio.
La promozione di Baccin garantisce continuità al lavoro svolto nelle ultime stagioni. Il nuovo responsabile conosce già l’ambiente, le strategie di mercato e i rapporti costruiti dal club con società, procuratori e osservatori internazionali.
Il saluto di Ausilio: «L’Inter è stata una seconda pelle»
Dopo l’ufficialità della separazione è arrivato il lungo messaggio di saluto di Piero Ausilio. Parole che raccontano il forte legame costruito con la società e con il mondo nerazzurro.
«Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle», ha scritto il dirigente.
Ausilio ha ripercorso il proprio rapporto con il club: «In quasi tre decenni ho dato all’Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito. L’Inter è nel mio sangue, è l’aria che ho respirato ogni giorno».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai sostenitori nerazzurri: «Il mio grazie più profondo e commosso va a voi tifosi, l’anima pulsante di questa maglia, che mi avete accompagnato e sostenuto in questo viaggio infinito».
L’ex direttore sportivo ha poi ringraziato le diverse proprietà, i dirigenti e i collaboratori incontrati durante il suo lungo percorso, ricordando l’onore di aver guidato l’area sportiva di quello che ha definito “un gigante del calcio mondiale”.
Nel suo saluto non è mancato un riferimento agli allenatori e ai calciatori che hanno contribuito alla conquista dei trofei, compresa la Seconda Stella nerazzurra.
«Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori. Oggi non si chiude soltanto un capitolo professionale: si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più. Grazie Inter», ha concluso Ausilio.
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Dagli inizi nel settore giovanile ai successi della prima squadra
La storia di Piero Ausilio all’Inter è cominciata nel 1998, con un incarico da segretario del settore giovanile. Il dirigente ha poi ricoperto ruoli di crescente responsabilità, lavorando a lungo accanto a Marco Branca.
Nel 2014 è diventato direttore sportivo della prima squadra. Da quel momento ha partecipato alla ricostruzione dell’Inter, accompagnandola attraverso cambi di proprietà, allenatori e strategie societarie.
Ausilio ha vissuto le ultime fasi della gestione Moratti, l’esperienza di Erick Thohir e il passaggio prima a Suning e poi alla nuova proprietà. Nonostante le trasformazioni societarie, è rimasto uno dei principali punti di riferimento dell’area tecnica.
Durante il suo periodo da direttore sportivo, l’Inter ha conquistato tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. Tra i risultati più significativi figura la vittoria del ventesimo campionato, che ha permesso al club di aggiungere la seconda stella sulla maglia.
Il suo lavoro ha contribuito alla costruzione di una squadra tornata stabilmente ai vertici del calcio italiano e protagonista anche nelle competizioni europee. Una continuità di risultati che rende il suo addio uno dei cambiamenti più rilevanti nella recente storia societaria.
Chi è Dario Baccin, il successore scelto dall’Inter
Per raccogliere l’eredità di Ausilio, l’Inter ha scelto Dario Baccin, promosso al vertice dell’area sportiva con il ruolo di Chief Sport Officer.
Baccin lavora da quasi un decennio nella società nerazzurra ed è stato a lungo il braccio destro del direttore sportivo uscente. In questi anni ha seguito il mercato, lo scouting internazionale e la costruzione delle rose, maturando una conoscenza approfondita del funzionamento interno del club.
La sua nomina indica la volontà dell’Inter di non interrompere il progetto tecnico. Non si tratta quindi di una rivoluzione completa, ma di un passaggio di consegne affidato a un dirigente già inserito nelle dinamiche societarie.
Adesso spetterà a Baccin gestire la nuova fase insieme al presidente Giuseppe Marotta, raccogliendo una pesante eredità professionale. Per Ausilio, invece, si apre un nuovo capitolo dopo una storia nerazzurra durata quasi trent’anni.









