Il Fondo è aperto gratuitamente a donne e uomini tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di cura familiare non retribuita. Bastano 25,82 euro per accreditare un mese, ma versare il minimo produce una pensione molto bassa. Dal 1° ottobre 2026 pagamenti esclusivamente tramite pagoPA.
Anche chi si occupa della casa e della famiglia senza ricevere uno stipendio può costruire una posizione previdenziale. Lo strumento disponibile è il Fondo Casalinghe e Casalinghi dell’INPS, istituito nel 1997 per riconoscere una tutela alle persone impegnate in attività di cura non retribuite.
Il Fondo non è riservato alle donne: possono iscriversi anche gli uomini e, in determinate condizioni, i lavoratori part-time. L’adesione è facoltativa e gratuita, mentre i contributi sono volontari e possono essere versati in qualsiasi momento dell’anno.
La soglia minima è di 25,82 euro per ottenere un mese di contribuzione. Questo importo, tuttavia, non corrisponde alla rata della futura pensione: serve soltanto a determinare quanti mesi vengono accreditati. Per costruire un assegno adeguato occorrono versamenti nettamente superiori e protratti nel tempo.
Chi può iscriversi al Fondo Casalinghe INPS
Il Fondo Casalinghe e Casalinghi è rivolto alle persone di entrambi i sessi con un’età compresa tra 16 e 65 anni che svolgono gratuitamente lavori di cura connessi alle responsabilità familiari, senza un rapporto di subordinazione.
Per iscriversi bisogna rispettare alcune condizioni:
- non essere titolari di una pensione diretta, mentre è ammessa la pensione ai superstiti;
- non svolgere un’attività dipendente o autonoma che comporti l’iscrizione obbligatoria a un’altra gestione previdenziale;
- svolgere un’attività familiare non retribuita e priva di vincoli di subordinazione;
- nel caso di un lavoro part-time, non raggiungere il minimale contributivo necessario per ottenere l’accredito dell’intero periodo lavorato.
L’iscrizione decorre dal primo giorno del mese nel quale viene presentata la domanda e resta valida anche quando non si effettuano versamenti. L’INPS si riserva comunque la possibilità di verificare successivamente la presenza dei requisiti.
La domanda può essere trasmessa online attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o eIDAS. In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center dell’INPS oppure a un patronato.
Se non emergono condizioni ostative, la richiesta viene accolta automaticamente. L’interessato riceve il proprio Codice Fondo e può iniziare a versare i contributi.
Quanto bisogna versare per ottenere i contributi
Non esiste una rata mensile obbligatoria. L’iscritto può decidere liberamente quanto e quando pagare, ma l’INPS accredita un mese di contribuzione soltanto ogni 25,82 euro versati.
Per ottenere dodici mesi in un anno occorrono quindi almeno 309,84 euro. Il numero dei mesi riconosciuti viene calcolato dividendo la somma complessivamente versata nell’anno per 25,82 euro. Se, per esempio, si pagano 110 euro, vengono accreditati quattro mesi.
I contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF. La deduzione è riconosciuta anche quando il versamento viene effettuato per un familiare fiscalmente a carico.
La possibilità di versare poco non deve però essere confusa con la convenienza previdenziale. Il Fondo applica il sistema contributivo: la pensione dipende dal capitale accumulato e dal coefficiente collegato all’età raggiunta al momento del pensionamento.
Cinque anni di versamenti effettuati esclusivamente al minimo corrispondono a 1.549,20 euro nominali. Una somma del genere può produrre soltanto una pensione di pochi euro al mese. Prima di iniziare sarebbe quindi opportuno effettuare una simulazione o chiedere assistenza a un patronato, valutando importi e durata dei versamenti.
Rivalutazione pensioni 2027, aumenta l’Assegno sociale: nuovi importi, limiti di reddito e requisiti
Pensione casalinghe a 57 anni: i requisiti richiesti
Il Fondo riconosce due prestazioni. La pensione di inabilità può essere ottenuta con almeno cinque anni di contributi, a condizione che sia accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.
La pensione di vecchiaia può invece decorrere dai 57 anni, ma servono almeno cinque anni di contribuzione, equivalenti a 60 mesi. È previsto inoltre un requisito economico particolarmente impegnativo: l’importo maturato deve essere almeno pari a 1,2 volte l’assegno sociale.
Con l’assegno sociale 2026 indicato in 546,24 euro mensili, la pensione maturata dovrebbe raggiungere almeno 655,49 euro al mese. Per arrivare a questa cifra è necessario avere costruito un montante contributivo molto elevato, difficilmente raggiungibile attraverso i soli versamenti minimi.
Al compimento dei 65 anni, invece, il vincolo relativo all’importo viene meno. Rimane comunque necessario aver maturato almeno 60 mesi di contribuzione.
La prestazione non viene integrata al trattamento minimo. Non è inoltre prevista la pensione ai superstiti e i contributi non possono essere ricongiunti o totalizzati con quelli presenti in altre gestioni. Se i pagamenti risultano insufficienti per maturare il diritto, in linea generale non possono essere recuperati o rimborsati.
Dal 1° ottobre 2026 versamenti soltanto con pagoPA
Dal 1° ottobre 2026 non sarà più possibile utilizzare il tradizionale bollettino di conto corrente postale dedicato al Fondo. I contributi dovranno essere versati tramite un avviso pagoPA generato dal Portale dei pagamenti dell’INPS.
Per creare l’avviso si può accedere con le proprie credenziali digitali oppure inserire il codice fiscale e il Codice Fondo. Il pagamento potrà essere effettuato online, mediante l’App IO o l’home banking, oppure presso banche, uffici postali, tabaccai e altri prestatori aderenti al circuito.
L’avviso consente di scegliere liberamente l’importo. Prima di pagare è però importante calcolare quanti mesi verranno effettivamente riconosciuti, ricordando che eventuali frazioni inferiori a 25,82 euro non producono un ulteriore mese di contribuzione.
Il Fondo previdenziale non deve infine essere confuso con l’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici. Quest’ultima è obbligatoria per donne e uomini tra 18 e 67 anni che svolgono in maniera abituale, esclusiva e gratuita attività domestiche. Nel 2026 il premio annuale è pari a 24 euro, ma la copertura riguarda gli infortuni e non genera alcun diritto alla pensione.









