Domenica 27 settembre, dalle 10 alle 12, piazza Kursaal diventerà un laboratorio aperto dedicato al riuso. Cittadini e volontari proveranno a riparare elettrodomestici, biciclette, giocattoli, tessuti e altri oggetti.
Prima di buttare un oggetto, perché non provare a ripararlo? È la domanda al centro della seconda edizione del Repair Café di Grottammare, in programma domenica 27 settembre 2026, dalle ore 10 alle 12, in piazza Kursaal.
L’iniziativa si svolgerà nell’ambito della festa annuale del Terzo Settore “Volontariato d’aMare” e sarà ospitata nello spazio di Marche a Rifiuti Zero e Legambiente. Per una mattina, la piazza si trasformerà in un laboratorio aperto nel quale cittadini, artigiani e volontari potranno mettere in comune capacità manuali, conoscenze ed esperienze.
L’obiettivo è offrire una seconda possibilità agli oggetti che possono ancora essere utilizzati, evitando che diventino prematuramente rifiuti. Ma il Repair Café vuole essere anche un luogo d’incontro, nel quale recuperare competenze pratiche spesso dimenticate e trasmetterle alle nuove generazioni.
Cosa si può portare al Repair Café di Grottammare
I cittadini potranno presentarsi con piccoli elettrodomestici, utensili da cucina, biciclette, giocattoli, oggetti di uso quotidiano e minuteria. Insieme ai volontari si proverà a individuare il guasto e, quando possibile, a effettuare la riparazione.
Non sarà, tuttavia, un semplice servizio “aggiustatutto”. La filosofia del Repair Café prevede che il proprietario dell’oggetto partecipi, osservi e impari. La riparazione diventa così un’occasione per comprendere come è costruito un prodotto e quali interventi possono prolungarne la durata.
Uno spazio sarà riservato anche alla riparazione creativa, con rammendi, cucito, recupero di stoffe e bottoni e piccoli interventi su ceramica, coccio e terracotta.
Particolare attenzione sarà dedicata agli oggetti con un valore affettivo. Non tutto ciò che si rompe, infatti, può essere valutato soltanto in base al suo prezzo commerciale. Un giocattolo, un utensile di famiglia o un vecchio oggetto domestico possono custodire ricordi e meritare un tentativo di recupero.
L’invito è rivolto anche a chi non ha nulla da riparare, ma desidera condividere una competenza o semplicemente osservare il lavoro dei volontari.
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Riparare significa prevenire la produzione di rifiuti
Il principio alla base dell’iniziativa è diretto: il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto. Prolungare la vita di un oggetto riduce la necessità di acquistarne uno nuovo e permette di utilizzare più a lungo le materie prime, l’energia e il lavoro impiegati per realizzarlo.
La riparazione rappresenta quindi una delle forme più concrete di economia circolare. Prima del riciclo vengono infatti la prevenzione, la manutenzione e il riuso, azioni capaci di intervenire alla radice sulla quantità di rifiuti generati.
«Riparare significa prenderci cura delle cose e, allo stesso tempo, delle risorse del nostro pianeta», sottolinea l’assessore all’Ambiente di Grottammare Alessandra Biocca.
Secondo l’assessore, prima di considerare un oggetto un rifiuto è necessario chiedersi se possa essere riparato, riutilizzato o trasformato. Il gesto permette non soltanto di ridurre gli scarti, ma anche di recuperare il valore della cura, delle abilità manuali e della condivisione.
Il modello dei Repair Café è nato nei Paesi Bassi e si è successivamente diffuso a livello internazionale. Secondo la rete Repair Café International, questi incontri mettono in relazione persone capaci di riparare e cittadini interessati a recuperare i propri oggetti.
Piccoli RAEE, raccolta dedicata agli apparecchi non riparabili
Una parte della mattinata sarà dedicata ai RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Rientrano in questa categoria molti dispositivi dotati di componenti elettriche, batterie o circuiti, che non devono essere conferiti insieme ai normali rifiuti indifferenziati.
Durante il Repair Café sarà disponibile un contenitore per raccogliere i piccoli RAEE che non potranno essere riparati. In questo modo gli apparecchi potranno essere avviati al corretto percorso di trattamento e recupero dei materiali.
La presenza del contenitore completa il messaggio dell’iniziativa: la priorità è provare ad allungare la vita dell’oggetto, ma quando la riparazione non è possibile diventa essenziale conferirlo correttamente.
Le apparecchiature elettroniche possono contenere materiali recuperabili, ma anche componenti che richiedono un trattamento specifico. Abbandonarle o gettarle nel contenitore sbagliato ostacola il riciclo e può produrre conseguenze ambientali.
Il Repair Café offrirà quindi anche un’occasione per conoscere meglio le regole di conferimento e distinguere ciò che può essere recuperato da ciò che deve essere avviato alla raccolta dedicata.
L’obiettivo di un Repair Café stabile a Grottammare
L’Amministrazione comunale guarda oltre l’appuntamento del 27 settembre. L’obiettivo dichiarato dall’assessore Biocca è arrivare alla creazione di un Repair Café stabile a Grottammare, aperto alla cittadinanza e capace di coinvolgere associazioni, scuole, giovani, artigiani e volontari.
Il progetto ha infatti una forte vocazione educativa. Attraverso il metodo del “learning by doing”, cioè imparare facendo, le competenze vengono trasmesse direttamente durante l’attività pratica.
Saper aggiustare una lampada, ricucire un tessuto o sistemare una bicicletta significa acquisire maggiore autonomia e ridurre la dipendenza dalla cultura dell’usa e getta. Il confronto tra generazioni può inoltre evitare che conoscenze artigianali e domestiche vadano perdute.
L’appuntamento è dunque per domenica 27 settembre, dalle 10 alle 12, in piazza Kursaal. È possibile partecipare portando un oggetto da riparare, una capacità da condividere o la curiosità di scoprire cosa può accadere quando, invece di buttare, si sceglie di aggiustare.









