Articolo
Testo articolo principale

Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, la Rete degli Studenti Medi di Ascoli Piceno rilancia le proprie richieste: trasporti più efficienti, costi sostenibili, inclusione e percorsi di educazione sessuo-affettiva. La coordinatrice provinciale Lucia Rozzi: «La scuola deve essere un diritto concreto, non un privilegio».

Il nuovo anno scolastico e le richieste degli studenti

Le lezioni ricominciano, ma i problemi che condizionano l’accesso all’istruzione restano. È questo il messaggio lanciato dalla Rete degli Studenti Medi di Ascoli Piceno in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico.

L’organizzazione studentesca chiede che il dibattito sulla scuola riparta dall’esperienza quotidiana di ragazze e ragazzi, con particolare attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie, ai collegamenti con gli istituti e alla costruzione di ambienti realmente sicuri e inclusivi.

«Con il nuovo anno scolastico vogliamo riportare al centro il punto di vista di chi ogni giorno vive le scuole della nostra regione», afferma Lucia Rozzi, coordinatrice provinciale della Rete degli Studenti Medi di Ascoli Piceno.

L’obiettivo indicato è una scuola pubblica «realmente accessibile, sicura, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni della nostra generazione». Una richiesta che comprende sia gli aspetti materiali del diritto allo studio sia quelli legati alla qualità delle relazioni all’interno degli istituti.

«Vogliamo che la scuola sia un diritto concreto, non un privilegio determinato dal luogo in cui si nasce, dalle possibilità economiche della propria famiglia o dall’identità che si sceglie di vivere», sottolinea Rozzi.

Il principio richiamato dagli studenti trova il suo fondamento nell’articolo 34 della Costituzione, secondo il quale la scuola è aperta a tutti. La stessa norma stabilisce che gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Trasporti e costi scolastici al centro della protesta

Tra le criticità segnalate nel territorio ascolano c’è quella dei trasporti pubblici, un servizio essenziale soprattutto per chi vive nei centri più piccoli, nelle aree interne o nelle zone montane della provincia.

Orari poco compatibili con le attività scolastiche, collegamenti insufficienti e costi degli abbonamenti possono incidere sulla possibilità di partecipare pienamente alla vita dell’istituto. Il problema non riguarda soltanto il tragitto casa-scuola, ma anche corsi pomeridiani, assemblee, laboratori e attività di recupero.

Per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028, la Regione Marche ha approvato una misura per l’integrazione tra abbonamenti urbani, extraurbani e ferroviari. È destinata agli studenti fino a 20 anni, iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado e già titolari di un abbonamento sulla tratta casa-scuola.

La misura consente di acquistare, nei casi previsti, l’abbonamento urbano nella città sede dell’istituto pagando il 25% del prezzo ordinario. La Regione Marche precisa tuttavia che l’applicazione dipende dall’adesione volontaria delle aziende di trasporto interessate.

Gli studenti chiedono anche una maggiore attenzione ai costi sostenuti dalle famiglie per libri, materiali, dispositivi, spostamenti e attività formative. Il diritto allo studio regionale prevede la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo e borse destinate agli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado appartenenti a nuclei con determinati requisiti economici.

Le informazioni sulle agevolazioni, sui criteri Isee e sulle procedure comunali sono pubblicate nella sezione dedicata al diritto allo studio scolastico della Regione Marche.

Scuola, Valditara agli studenti: «Il nuovo anno inizi nel segno del rispetto»

Educazione sessuo-affettiva, rispetto e inclusione

L’altra richiesta avanzata dalla Rete degli Studenti Medi riguarda l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva in tutte le scuole. Secondo l’organizzazione, questo strumento potrebbe contribuire al superamento di stereotipi, discriminazioni, violenza di genere e modelli relazionali di carattere patriarcale.

La posizione espressa dagli studenti si inserisce in un confronto nazionale ancora aperto sulle modalità, sui contenuti e sulle figure professionali da coinvolgere. La richiesta non riguarda soltanto l’informazione sulla sessualità, ma anche il consenso, il rispetto, la gestione delle emozioni e la prevenzione della violenza.

Nel messaggio per l’apertura dell’anno scolastico 2026/2027, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha indicato proprio il rispetto come principio centrale della vita scolastica. Il ministro ha richiamato la necessità di contrastare bullismo, discriminazioni, odio, violenza contro le donne e ogni forma di sopraffazione.

Le richieste degli studenti vanno però oltre l’enunciazione dei principi. La Rete domanda percorsi strutturali e continui, capaci di coinvolgere le comunità scolastiche e di riconoscere le diverse identità vissute da ragazze e ragazzi.

L’inclusione, in questa prospettiva, riguarda la possibilità di sentirsi accolti senza subire discriminazioni per genere, provenienza, condizione economica, orientamento o identità. Significa anche disporre di spazi di ascolto e di strumenti adeguati per affrontare situazioni di disagio.

Dalle dichiarazioni agli interventi concreti nelle scuole

Il tema delle disuguaglianze scolastiche non può essere ricondotto a un unico fattore. L’Istat definisce infatti la povertà educativa come un fenomeno multidimensionale, legato alle risorse disponibili nella famiglia, nella scuola e nella comunità, ma anche alle opportunità culturali e sociali accessibili ai ragazzi.

La risposta richiede quindi una collaborazione tra Ministero, Regione, Comuni, istituti scolastici, aziende del trasporto pubblico e rappresentanze degli studenti. Gli strumenti economici già disponibili possono alleggerire alcune spese, ma devono essere facilmente accessibili, comunicati in modo chiaro e adeguati alle esigenze reali.

Anche il programma nazionale “Scuola e competenze 2021-2027”, finanziato attraverso i fondi europei FSE+ e FESR, individua tra le priorità il miglioramento dell’inclusività e la promozione della parità di accesso all’istruzione. La dotazione complessiva dichiarata dal Ministero ammonta a circa 3,8 miliardi di euro.

Per gli studenti ascolani, tuttavia, il punto decisivo sarà la capacità di tradurre principi e finanziamenti in cambiamenti percepibili nella quotidianità: trasporti accessibili, sostegni alle famiglie, ambienti sicuri e percorsi educativi contro discriminazioni e violenza.

«La scuola che vogliamo non è quella che ci viene semplicemente consegnata: è quella che costruiamo insieme», conclude la Rete degli Studenti Medi. Un’affermazione che annuncia la volontà di continuare a partecipare al confronto pubblico durante tutto l’anno scolastico.

TAG: , , , , , , , , ,