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USB Lavoro Privato proclama una nuova giornata di sciopero regionale contro la gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale. Mercoledì 23 settembre 2026 possibili cancellazioni e disagi sulle linee urbane ed extraurbane. Alle 11.30 è previsto un presidio dei lavoratori davanti alla Regione Marche.

Sciopero del trasporto pubblico nelle Marche: cosa succede il 23 settembre

Nuova mobilitazione nel settore del trasporto pubblico locale delle Marche. USB Lavoro Privato ha proclamato uno sciopero regionale di 24 ore per mercoledì 23 settembre 2026, coinvolgendo il personale dipendente delle aziende che gestiscono i servizi di mobilità urbana ed extraurbana.

Lo sciopero sarà accompagnato da un presidio alle ore 11.30 davanti alla sede della Regione Marche, al quale sono invitati a partecipare i lavoratori provenienti dalle diverse aziende del territorio regionale.

La proclamazione è stata confermata sia dall’Unione Sindacale di Base sia dagli avvisi pubblicati da operatori e amministrazioni locali. Si tratta della seconda iniziativa di protesta dopo lo sciopero del 24 luglio 2026, organizzato nell’ambito della stessa vertenza.

Alla base della mobilitazione c’è la decisione della Regione Marche di procedere verso una gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. USB riferisce di avere già espresso la propria contrarietà durante gli incontri con l’assessore competente e con i dirigenti regionali.

Il sindacato chiede ora di fermare il percorso e di valutare una modalità di gestione che, secondo la sua posizione, valorizzi maggiormente il carattere pubblico del servizio.

Nel comunicato sindacale non è riportata una nuova replica della Regione alle contestazioni. USB riferisce tuttavia di avere ricevuto rassicurazioni che considera insufficienti rispetto alle possibili conseguenze della gara.

Orari garantiti e possibili disagi per autobus e uffici

Lo sciopero potrebbe provocare cancellazioni e modifiche alle corse in tutta la regione. Gli utenti sono invitati a consultare gli avvisi delle singole aziende, perché modalità e fasce operative possono variare in base al gestore e al territorio.

Per quanto riguarda Start Spa, azienda che opera nel Piceno e nel Fermano, le corse potranno subire cancellazioni nelle seguenti fasce:

  • dalle 8.30 alle 16.59 e dalle 20 fino al termine del servizio.

Restano quindi previste le fasce di garanzia dall’inizio del servizio alle 8.30 e dalle 17 alle 20. L’azienda ha inoltre comunicato che gli uffici amministrativi potrebbero restare chiusi per l’intera giornata e che alcuni servizi al pubblico potrebbero non essere disponibili.

Le modalità dettagliate sono consultabili nell’avviso pubblicato da Start Spa. Anche Comuni e amministrazioni locali stanno diffondendo comunicazioni per informare studenti, lavoratori e pendolari.

Lo sciopero cade durante una normale giornata scolastica e lavorativa. Le conseguenze potrebbero quindi interessare soprattutto chi utilizza gli autobus per raggiungere scuole, uffici, strutture sanitarie e servizi pubblici.

Prima di mettersi in viaggio sarà opportuno verificare lo stato della propria corsa attraverso i siti internet, le applicazioni e i canali di assistenza delle aziende di riferimento. L’adesione effettiva del personale potrà essere valutata soltanto durante la giornata di mobilitazione.

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Gara per il TPL, le ragioni della protesta di USB

Secondo USB Lavoro Privato, la messa a gara del servizio potrebbe favorire l’ingresso di operatori privati orientati alla ricerca del profitto, con possibili effetti sulla qualità del trasporto e sulle condizioni del personale.

Si tratta della posizione espressa dal sindacato, che teme ripercussioni su occupazione, salari, orari e turnazioni. Gli effetti concreti dipenderanno comunque dalle regole della procedura, dai contratti applicati, dalle clausole inserite nei documenti di gara e dall’esito dell’affidamento.

Una delle questioni centrali riguarda la clausola sociale, lo strumento utilizzato per tutelare il personale in caso di cambio dell’operatore. Per USB, le garanzie previste non assicurerebbero il mantenimento integrale delle condizioni economiche e normative attualmente riconosciute.

Il sindacato teme che, anche dopo la prima fase del nuovo affidamento, possano verificarsi «riduzioni salariali, peggioramenti degli orari di lavoro, delle turnazioni e, più in generale, delle condizioni di lavoro».

USB sostiene inoltre che il trasporto pubblico locale non debba essere considerato un mercato ordinario, trattandosi di un servizio pubblico essenziale chiamato a garantire continuità, sicurezza, qualità e accessibilità.

La Regione Marche, attraverso la propria attività di programmazione, disciplina i servizi automobilistici urbani ed extraurbani e definisce gli interventi relativi alla mobilità regionale. Informazioni e documenti sono disponibili nella sezione istituzionale dedicata al trasporto pubblico locale.

Trasporto a chiamata e timori per le aree interne

Un ulteriore punto contestato riguarda la possibilità di introdurre servizi di trasporto a chiamata, indicata da USB come un rischio per la tenuta della rete tradizionale.

Questa modalità prevede generalmente corse attivate o organizzate sulla base delle prenotazioni degli utenti, soprattutto nelle zone o nelle fasce orarie caratterizzate da una domanda ridotta. Può essere utilizzata per integrare il servizio ordinario, ma modalità, copertura e frequenza dipendono dalla programmazione adottata.

USB teme che il trasporto a chiamata possa diventare «il primo passo verso una progressiva riduzione del servizio pubblico», penalizzando le aree interne, le persone anziane, gli studenti e i cittadini che non dispongono di un mezzo privato.

La questione è particolarmente rilevante nelle Marche, regione caratterizzata da numerosi piccoli Comuni, territori collinari e zone montane. In questi contesti il trasporto pubblico non svolge soltanto una funzione ambientale, ma rappresenta uno strumento essenziale contro l’isolamento e lo spopolamento.

Con lo sciopero e il presidio del 23 settembre, USB chiederà alla Regione di aprire una fase diversa della discussione, capace di garantire «occupazione stabile, salari dignitosi e un servizio efficiente per i cittadini».

Dopo la mobilitazione, l’attenzione si concentrerà sulle eventuali risposte dell’amministrazione regionale e sui prossimi passaggi della procedura di affidamento. Per i cittadini, invece, la priorità immediata sarà verificare le corse garantite e organizzare per tempo gli spostamenti.

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