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La nuova campagna coinvolgerà pediatri, medici di famiglia, farmacie e centri vaccinali delle ASL. Il vaccino è raccomandato soprattutto per anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone fragili e operatori sanitari.

Riparte in Piemonte la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026-2027. Le prime somministrazioni inizieranno giovedì 8 ottobre negli ambulatori dei pediatri di libera scelta, mentre da martedì 13 ottobre entreranno in campo i medici di medicina generale e le farmacie aderenti.

L’obiettivo è aumentare la protezione delle persone maggiormente esposte alle complicanze dell’influenza e ridurre ricoveri, accessi ai Pronto Soccorso e pressione sulle strutture sanitarie durante i mesi invernali.

La vaccinazione sarà disponibile anche nei centri vaccinali delle Aziende sanitarie locali. Sedi, orari, modalità di accesso e necessità di prenotazione saranno pubblicati sui siti delle singole ASL e sul portale della Regione Piemonte.

Vaccino antinfluenzale: a chi è raccomandato

Il vaccino contro l’influenza stagionale è raccomandato in particolare alle persone che, per età, condizioni di salute o attività professionale, presentano un rischio maggiore di ammalarsi o sviluppare complicazioni.

Tra le categorie prioritarie rientrano:

  • persone con 60 anni o più;
  • bambini dai 6 mesi ai 6 anni compiuti;
  • persone di qualsiasi età con patologie croniche o condizioni di fragilità;
  • donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto;
  • ospiti delle strutture residenziali e di lunga degenza;
  • medici, infermieri e altri operatori sanitari e sociosanitari;
  • familiari e conviventi di persone ad alto rischio;
  • lavoratori appartenenti alle categorie maggiormente esposte.

Il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari dell’offerta anche i bambini piccoli, gli anziani e le persone affette da malattie che aumentano il rischio di complicanze. 

La gratuità dipende dall’appartenenza alle categorie previste dalle disposizioni nazionali e regionali. In caso di dubbi è consigliabile rivolgersi al proprio medico, pediatra, farmacista o servizio vaccinale.

Dove vaccinarsi: medici, pediatri, farmacie e ASL

Il primo riferimento per gli adulti rimane il medico di medicina generale, che potrà organizzare le vaccinazioni secondo le modalità stabilite a livello territoriale.

Per i bambini, invece, un ruolo centrale sarà svolto dai pediatri di libera scelta, che inizieranno le somministrazioni dall’8 ottobre. I genitori dovranno contattare direttamente il pediatra per conoscere disponibilità, giorni e modalità di accesso.

Dal 13 ottobre sarà possibile rivolgersi anche alle farmacie aderenti alla campagna. Non tutte le farmacie parteciperanno necessariamente al servizio e potranno essere previste procedure differenti per la prenotazione. È quindi opportuno verificare preventivamente con la struttura scelta.

Resteranno operativi anche i centri vaccinali delle ASL, ai quali potranno rivolgersi i cittadini secondo calendari e modalità pubblicati dalle singole Aziende sanitarie.

Nelle residenze sanitarie assistenziali saranno organizzati interventi dedicati agli ospiti e agli operatori. La vaccinazione sarà promossa anche nelle strutture sanitarie, soprattutto tra il personale impegnato nei reparti che assistono pazienti fragili.

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In Piemonte oltre 840 mila vaccinati nella scorsa stagione

Durante la stagione 2025-2026 in Piemonte sono state vaccinate contro l’influenza più di 840 mila persone, rispetto alle oltre 815 mila della campagna precedente.

La crescita non ha però consentito di raggiungere i livelli auspicati tra gli anziani. Nella popolazione con almeno 65 anni la copertura si è fermata al 51%, una percentuale ancora distante dagli obiettivi indicati per le categorie maggiormente esposte.

Le indicazioni nazionali e regionali fissano infatti un obiettivo minimo di copertura del 75% e uno ottimale del 95% nella popolazione target.

«È un risultato positivo, ma dobbiamo fare ancora meglio», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, sottolineando la necessità di aumentare la protezione delle persone anziane e fragili.

La Regione punta quindi su una rete composta da medici di famiglia, pediatri, farmacie e servizi vaccinali delle ASL, con lo scopo di rendere la somministrazione accessibile in tutto il territorio piemontese.

Perché il vaccino deve essere ripetuto ogni anno

I virus influenzali cambiano nel tempo. La composizione dei vaccini viene quindi aggiornata ogni stagione sulla base dei ceppi che, secondo la sorveglianza epidemiologica, hanno maggiori probabilità di circolare.

Anche la protezione sviluppata con una precedente vaccinazione tende a diminuire con il passare dei mesi. Per questi motivi è necessario rinnovare annualmente la vaccinazione, anche se si è già stati vaccinati nella stagione precedente.

Il vaccino non garantisce che una persona non possa contrarre l’influenza, ma riduce il rischio di malattia e, soprattutto, la probabilità di sviluppare forme gravi e complicazioni. Questo aspetto è particolarmente importante per anziani, bambini molto piccoli e persone affette da patologie croniche.

Dopo la somministrazione sono generalmente necessarie circa due settimane affinché si sviluppi una risposta immunitaria adeguata. Per questo motivo il periodo autunnale rappresenta il momento preferibile per vaccinarsi, prima della fase di maggiore circolazione dei virus influenzali.

Ci si può vaccinare anche dopo il 31 dicembre

La conclusione dell’anno non rappresenta una scadenza oltre la quale il vaccino diventa inutile. La campagna potrà proseguire anche dopo il 31 dicembre 2026, in base alla disponibilità delle dosi e all’andamento epidemiologico.

La vaccinazione può essere effettuata anche quando l’epidemia influenzale è già iniziata. Sarà il medico a valutare eventuali condizioni cliniche, malattie acute in corso o altre circostanze che suggeriscano di rinviare temporaneamente la somministrazione.

Per le persone che hanno già contratto un’infezione respiratoria non è possibile stabilire autonomamente che si sia trattato proprio di influenza. Nella stessa stagione possono inoltre circolare ceppi differenti. Anche in questi casi è quindi opportuno chiedere indicazioni al medico.

Vaccino antinfluenzale insieme ad altri vaccini

La campagna rappresenta anche un’occasione per controllare la propria situazione vaccinale e verificare l’eventuale necessità di proteggersi contro pneumococco, Herpes Zoster, difterite, tetano e pertosse.

Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato nella stessa seduta di altri vaccini, compresi quelli contro Covid-19 e virus respiratorio sinciziale, purché vengano rispettate le specifiche indicazioni previste per età, condizioni cliniche e prodotto utilizzato. La compatibilità e l’opportunità della co-somministrazione devono essere valutate dal professionista sanitario. 

Una delle novità piemontesi riguarda le farmacie aderenti, nelle quali sarà possibile effettuare anche la vaccinazione antipneumococcica per gli adulti mai vaccinati appartenenti alle coorti di nascita comprese tra il 1952 e il 1961.

Per conoscere la farmacia o il centro vaccinale più vicino è consigliabile consultare i siti della Regione e della propria ASL oppure contattare direttamente il medico di famiglia, il pediatra o la farmacia.

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