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La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica può comparire già durante la crescita senza provocare dolore o altri segnali evidenti. La diagnosi precoce e un percorso che coinvolga tutta la famiglia possono ridurre il rischio di complicazioni.

Un bambino può correre, giocare e andare regolarmente a scuola senza manifestare alcun disturbo. Eppure nel suo fegato potrebbe essersi accumulata una quantità eccessiva di grasso.

La condizione è oggi indicata con la sigla MASLD, dall’inglese Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease. È strettamente collegata all’obesità, all’insulino-resistenza e ad altre alterazioni metaboliche.

Le stime cambiano in base alla popolazione studiata e agli strumenti diagnostici utilizzati. Una revisione scientifica ha calcolato una prevalenza intorno al 34% tra bambini e adolescenti con sovrappeso o obesità, con percentuali ancora maggiori nei centri specializzati. 

Il dato non significa che tutti questi bambini svilupperanno una malattia grave. Indica, però, che il fegato rappresenta uno degli organi da tenere sotto controllo quando l’eccesso di peso è associato ad altri fattori di rischio.

Cos’è la MASLD e perché l’obesità aumenta il rischio

La MASLD è caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato in presenza di almeno un’alterazione metabolica. Non deve essere confusa automaticamente con una malattia epatica avanzata.

Steatosi, infiammazione e fibrosi sono condizioni differenti. In molti bambini è presente soltanto il deposito di grasso. In altri può comparire un’infiammazione del tessuto epatico e, nel tempo, una formazione progressiva di tessuto cicatriziale, chiamata fibrosi.

Soltanto una parte dei pazienti sviluppa le forme più severe, ma la progressione può aumentare nell’età adulta il rischio di cirrosi e di altre complicazioni epatiche.

Il fegato grasso pediatrico si presenta spesso nello stesso contesto in cui compaiono:

  • insulino-resistenza;
  • glicemia elevata o diabete di tipo 2;
  • trigliceridi e colesterolo alterati;
  • pressione arteriosa elevata;
  • obesità addominale.

Per questo motivo non può essere considerato soltanto un problema del fegato. È piuttosto un segnale di sofferenza metabolica complessiva, che richiede una valutazione attenta e non colpevolizzante.

Il peso corporeo, inoltre, non racconta da solo la situazione clinica. Due bambini con lo stesso indice di massa corporea possono avere profili metabolici e livelli di rischio molto diversi.

Come si scopre se non provoca sintomi

Nella maggior parte dei casi la MASLD pediatrica è silenziosa. Non provoca necessariamente dolore addominale, nausea, stanchezza o altri sintomi facilmente riconoscibili.

La valutazione deve partire dal pediatra, considerando l’età, il grado di obesità, la distribuzione del grasso corporeo, la familiarità e l’eventuale presenza di diabete, ipertensione o alterazioni dei lipidi.

Un recente documento della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica indica l’ALT, un enzima misurato attraverso un esame del sangue, come test di primo livello nei bambini sopra i dieci anni con obesità o, anche prima, quando sono presenti ulteriori fattori di rischio. 

Un valore alterato non basta, da solo, per diagnosticare la MASLD. Allo stesso modo, valori normali non consentono sempre di escluderla completamente. Il pediatra può quindi valutare se ripetere gli esami, approfondire il quadro metabolico oppure richiedere una consulenza specialistica.

Ecografia e altre tecniche non invasive possono aiutare a studiare il fegato e il possibile rischio di fibrosi, ma non è indicato sottoporre indiscriminatamente tutti i bambini a esami strumentali. Il percorso va costruito sulla base del rischio individuale.

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Farmaci e semaglutide: cosa sappiamo davvero

Attualmente non esiste un farmaco specificamente approvato per curare la MASLD pediatrica. Il principale intervento rimane il trattamento dell’obesità e delle alterazioni metaboliche associate, attraverso un programma definito insieme ai professionisti sanitari.

La ricerca sta studiando anche i medicinali agonisti del recettore GLP-1. Tra questi figura la semaglutide, utilizzata per il trattamento dell’obesità in determinate categorie di pazienti.

Nello studio STEP TEENS, condotto su 201 adolescenti, dopo 68 settimane il valore medio dell’indice di massa corporea si è ridotto del 16,1% nel gruppo trattato con semaglutide, mentre è aumentato dello 0,6% con placebo. Entrambi i gruppi seguivano anche un intervento sullo stile di vita. Lo studio ha rilevato miglioramenti pure in diversi parametri cardiometabolici e nell’ALT. 

Questi risultati non dimostrano, tuttavia, che la semaglutide sia una cura specifica per il fegato grasso nei bambini. Il medicinale agisce sull’obesità e il miglioramento degli indicatori epatici può essere collegato anche alla perdita di peso e al cambiamento metabolico.

Nell’Unione europea semaglutide per la gestione del peso è autorizzata, con precise condizioni, negli adolescenti dai 12 anni con obesità e peso superiore a 60 chilogrammi, insieme a dieta ipocalorica e attività fisica. La prescrizione deve avvenire sotto controllo medico. 

Curare il bambino significa coinvolgere la famiglia

Dire semplicemente a un bambino di “dimagrire” è inefficace e rischia di aumentare vergogna, ansia e conflitto con il cibo. Le sue abitudini dipendono in larga parte dal contesto familiare, scolastico e sociale.

Il percorso dovrebbe coinvolgere gli adulti nelle scelte quotidiane: alimenti e bevande disponibili in casa, regolarità dei pasti, qualità del sonno, tempo trascorso davanti agli schermi e occasioni concrete di movimento.

Quando necessario possono intervenire pediatra, dietista, psicologo, endocrinologo ed epatologo pediatrico. L’obiettivo non è inseguire rapidamente un numero sulla bilancia, ma migliorare nel tempo la salute metabolica senza compromettere la crescita e il rapporto con il cibo.

Anche quando viene indicato un farmaco contro l’obesità, restano da valutare benefici, effetti indesiderati, accessibilità, durata della terapia e possibile recupero del peso dopo la sospensione.

La buona notizia è che individuare precocemente la MASLD permette di intervenire quando una parte importante della storia metabolica deve ancora essere scritta. La bilancia dice quanto pesa un bambino, ma non mostra ciò che sta accadendo nel suo fegato.

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