Dal 1° gennaio aumenta di un mese il requisito per la pensione di vecchiaia e per diverse forme di uscita anticipata. Per gli uomini serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi, per le donne 41 anni e 11 mesi. Quota 103, Ape sociale e Opzione donna restano subordinate a una proroga
Dal 1° gennaio 2027 cambieranno i requisiti per accedere alla pensione. L’adeguamento alla speranza di vita determinerà un aumento di un mese dell’età richiesta per la vecchiaia e dell’anzianità contributiva necessaria per diverse forme di pensionamento anticipato.
Il meccanismo diventerà ancora più incisivo nel 2028, quando l’incremento complessivo rispetto al 2026 raggiungerà tre mesi. L’Inps ha già recepito i nuovi requisiti, permettendo ai lavoratori di verificare in anticipo quando potranno lasciare il lavoro.
Non tutte le misure oggi disponibili sono però garantite anche nel 2027. Alcuni strumenti, come Ape sociale, Quota 103 e Opzione donna, dipendono da proroghe annuali e dalle decisioni che saranno inserite nella prossima Legge di Bilancio.
Pensione di vecchiaia 2027: servono 67 anni e un mese
La pensione di vecchiaia ordinaria richiederà nel 2027 almeno 67 anni e un mese di età e 20 anni di contributi. Il requisito anagrafico salirà poi a 67 anni e tre mesi nel 2028.
Nel 2027 potranno quindi raggiungere il requisito anagrafico, in linea generale, le persone nate tra dicembre 1959 e novembre 1960, a condizione che possiedano anche l’anzianità contributiva necessaria.
Per chi aveva già versato contributi entro il 31 dicembre 1995, ai 20 anni possono concorrere i versamenti obbligatori, volontari, figurativi e quelli derivanti da riscatto. Rimangono inoltre alcune deroghe che consentono l’accesso con 15 anni di contributi, ma soltanto per particolari categorie tutelate dalla cosiddetta Legge Amato.
I lavoratori interamente contributivi, cioè con il primo versamento effettuato dal 1° gennaio 1996, devono raggiungere anche una pensione almeno pari all’importo dell’assegno sociale. In mancanza di questa soglia, potranno accedere alla vecchiaia contributiva con:
- 71 anni e un mese di età;
- almeno cinque anni di contributi effettivi;
- nessuna soglia minima sull’importo della pensione.
Nel 2028 anche questa seconda uscita salirà a 71 anni e tre mesi. I nuovi requisiti sono riportati nella scheda ufficiale dell’Inps sulla pensione di vecchiaia.
Pensione anticipata ordinaria: quanti contributi serviranno
Per la pensione anticipata ordinaria non è prevista un’età minima. Conta esclusivamente l’anzianità contributiva, che dal 2027 aumenterà di un mese.
| Forma di pensione | Requisiti nel 2027 |
|---|---|
| Vecchiaia ordinaria | 67 anni e 1 mese, almeno 20 anni di contributi |
| Anticipata ordinaria uomini | 42 anni e 11 mesi di contributi |
| Anticipata ordinaria donne | 41 anni e 11 mesi di contributi |
| Anticipata contributiva | 64 anni e 1 mese, 20 anni e 1 mese effettivi, soglia economica |
| Vecchiaia contributiva alternativa | 71 anni e 1 mese, 5 anni effettivi |
| Vecchiaia per alcune attività gravose | 66 anni e 7 mesi, almeno 30 anni di contributi |
Gli uomini potranno andare in pensione con 42 anni e 11 mesi di contributi, mentre alle donne saranno richiesti 41 anni e 11 mesi. Nel 2028 i requisiti saliranno rispettivamente a 43 anni e un mese e a 42 anni e un mese.
Dopo la maturazione dell’anzianità contributiva si applica generalmente una finestra di tre mesi prima della decorrenza del trattamento. Chi raggiunge il requisito a giugno 2027, per esempio, potrà ricevere la pensione soltanto al termine della finestra prevista.
Per alcune gestioni dei dipendenti pubblici possono essere applicate disposizioni specifiche. Prima di programmare la cessazione dal lavoro è quindi necessario verificare la propria posizione assicurativa e la data effettiva di decorrenza.
L’Inps precisa inoltre che per alcune attività gravose o particolarmente faticose l’anzianità contributiva richiesta per l’anticipata ordinaria rimarrà congelata fino al 2028 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
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Pensione anticipata contributiva a 64 anni e un mese
Chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 può utilizzare anche la pensione anticipata contributiva. Nel 2027 saranno necessari:
- almeno 64 anni e un mese di età;
- almeno 20 anni e un mese di contribuzione effettiva;
- una pensione non inferiore a tre volte l’assegno sociale.
La soglia economica scende a 2,8 volte l’assegno sociale per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con almeno due figli.
Anche per questa pensione è prevista una finestra di tre mesi. Fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia, l’importo mensile non può inoltre superare cinque volte il trattamento minimo.
Nel 2028 i requisiti saliranno a 64 anni e tre mesi di età e 20 anni e tre mesi di contribuzione effettiva. L’importo esatto da raggiungere dipenderà invece dal valore dell’assegno sociale, rivalutato annualmente.
Questa possibilità riguarda esclusivamente chi rientra integralmente nel sistema contributivo. Non può essere applicata automaticamente ai lavoratori con contributi anteriori al 1996, salvo particolari opzioni previste dalla normativa.
Lavoratori gravosi, usuranti e invalidi
Alcune categorie beneficiano di requisiti più favorevoli o dell’esclusione dall’aumento collegato alla speranza di vita.
Gli addetti alle attività gravose svolte per almeno sette anni negli ultimi dieci e i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose potranno accedere alla vecchiaia con 66 anni e sette mesi di età e almeno 30 anni di contributi fino alla fine del 2028.
Per chi ha svolto attività gravose per almeno sei anni negli ultimi sette, il requisito resta invece fissato a 67 anni, sempre con almeno 30 anni di anzianità contributiva.
Gli addetti ai lavori usuranti conservano le specifiche quote previste per la categoria. L’Inps conferma che a questi requisiti agevolati non si applicano gli aumenti della speranza di vita relativi al biennio 2027-2028.
I lavoratori dipendenti del settore privato riconosciuti invalidi almeno all’80% potranno accedere nel 2027 con 56 anni e un mese se donne e 61 anni e un mese se uomini. Su queste pensioni si applica però una finestra mobile di 12 mesi.
Quota 103, Ape sociale e Opzione donna nel 2027
Il quadro è meno definito per le forme di flessibilità che vengono rinnovate annualmente. Alla data attuale non è possibile considerare automaticamente operative nel 2027:
- Quota 103;
- Ape sociale;
- Opzione donna;
- eventuali nuovi incentivi per rinviare il pensionamento.
Per continuare a essere disponibili, queste misure dovranno essere prorogate o modificate dalla Legge di Bilancio 2027. Potrebbero cambiare l’età minima, gli anni di contributi, le categorie ammesse, le finestre e il sistema di calcolo dell’assegno.
Chi matura i requisiti previsti dalla normativa entro la scadenza della singola misura può generalmente conservare il diritto e presentare la domanda anche successivamente. È però necessario verificare le condizioni applicabili al proprio caso.
L’aumento di un mese dal 2027 è invece già stabilito per le pensioni strutturali interessate dall’adeguamento alla speranza di vita. Prima di dimettersi o concordare la data di uscita è consigliabile richiedere all’Inps o a un patronato una verifica dell’estratto contributivo, prestando attenzione a periodi mancanti, contributi versati in gestioni diverse e finestre di decorrenza.









