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Un appartamento per custodire e confezionare gli stupefacenti, un secondo punto per il denaro e le consegne tra Salario e Parioli. La Polizia di Stato ha ricostruito il presunto sistema dopo un controllo a un uomo in scooter.

Un controllo in strada ha portato gli investigatori a individuare una presunta attività di spaccio distribuita tra diversi quartieri di Roma. Un 39enne romano è stato arrestato dai Falchi della Polizia di Stato, con accertamenti condotti dagli agenti della VI sezione della Squadra Mobile.

Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema prevedeva una separazione tra i luoghi utilizzati: droga conservata al Nuovo Salario, denaro custodito ai Monti Tiburtini e incontri con gli acquirenti nel quadrante Salario-Parioli. Le perquisizioni hanno consentito di recuperare cocaina, hashish, contanti e strumenti per preparare le dosi.

La notizia, riportata il 29 settembre 2026 anche da TGR Lazio, riguarda un uomo gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. rainews.it

L’elemento centrale dell’operazione è il collegamento tra quanto trovato durante il controllo personale e i successivi rinvenimenti nelle abitazioni. Da poche dosi trasportate sullo scooter, gli accertamenti si sono estesi a due immobili che, per gli investigatori, avevano funzioni differenti nella stessa attività.

Il controllo in scooter tra Salario e Parioli

L’indagine è cominciata nel quadrante Salario-Parioli, dove gli agenti hanno notato i movimenti sospetti di un uomo a bordo di uno scooter. Gli investigatori hanno deciso di approfondire i suoi spostamenti e di procedere al controllo.

La perquisizione personale ha permesso di trovare tre dosi di cocaina, due pezzi di hashish e oltre 400 euro in contanti. Il ritrovamento ha dato avvio agli ulteriori accertamenti, che hanno poi condotto la Polizia fuori dalla zona del primo intervento.

A indirizzare gli agenti verso gli appartamenti sono stati soprattutto un mazzo di chiavi trovato nelle tasche del 39enne e alcune spiegazioni da lui fornite, considerate poco convincenti dagli investigatori.

Gli approfondimenti hanno riguardato due abitazioni, rispettivamente ai Monti Tiburtini e al Nuovo Salario. È attraverso queste verifiche che gli agenti hanno ricostruito il presunto percorso tra conservazione della droga, preparazione delle dosi e custodia del denaro.

Il controllo iniziale rappresenta quindi soltanto la prima parte dell’operazione. La contestazione formulata nei confronti dell’uomo si fonda sulla lettura complessiva dei ritrovamenti e delle circostanze emerse durante le perquisizioni.

Nelle informazioni diffuse non vengono indicati l’identità degli eventuali acquirenti o il numero delle consegne attribuite al 39enne. Il riferimento alla clientela tra Salario e Parioli descrive l’area individuata dagli investigatori, senza consentire conclusioni sul profilo delle persone coinvolte.

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Ai Monti Tiburtini il denaro, al Nuovo Salario la droga

La prima perquisizione ha interessato l’abitazione che l’uomo aveva indicato come propria residenza, ai Monti Tiburtini, e la relativa cantina. Gli agenti hanno recuperato circa 1.400 euro in contanti, custoditi in un cassetto insieme a un foglio con annotazioni numeriche.

Secondo la ricostruzione della Polizia, questo immobile sarebbe stato utilizzato come punto di appoggio per conservare il denaro. Il significato delle annotazioni e la provenienza delle somme rientrano negli elementi da valutare nell’ambito dell’indagine.

Il secondo controllo ha condotto gli investigatori in un appartamento del Nuovo Salario, formalmente intestato a un familiare. Qui sono stati sequestrati otto panetti di hashish e tre involucri contenenti complessivamente circa 250 grammi di cocaina.

Nell’abitazione erano presenti anche ulteriori dosi già confezionate e un insieme di strumenti per il taglio, la pesatura e il confezionamento degli stupefacenti. Per gli investigatori, questi ritrovamenti indicano che l’immobile fosse destinato allo stoccaggio e alla preparazione della droga.

L’intestazione dell’appartamento a un familiare costituisce un dettaglio della ricostruzione: le informazioni disponibili non attribuiscono a questa persona responsabilità nell’attività contestata.

La separazione tra i due immobili è il tratto distintivo del presunto sistema. Gli agenti hanno collegato i luoghi attraverso gli accertamenti sul 39enne, ricostruendo una logistica che avrebbe avuto il proprio punto di incontro con la clientela nelle strade tra Salario e Parioli.

Arresto convalidato: il procedimento e gli elementi da accertare

Al termine dell’operazione, il 39enne è stato accompagnato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La successiva convalida dell’arresto è stata accompagnata dalla decisione di applicare la custodia cautelare in carcere. rainews.it

Il riferimento normativo per la detenzione finalizzata allo spaccio è l’articolo 73 del Dpr 309/1990, il Testo unico sugli stupefacenti. Come emerge dal testo consultabile su Normattiva, nella valutazione della destinazione della sostanza assumono rilievo quantità, modalità di presentazione, confezionamento e altre circostanze dell’azione. Normattiva

Nel caso romano, l’ipotesi investigativa riguarda dunque l’insieme di dosi, scorte, attrezzature e denaro rinvenuti. Il procedimento dovrà accertare le responsabilità dell’indagato e valutare gli elementi raccolti.

La custodia cautelare non costituisce una condanna. La vicenda è nella fase delle indagini preliminari e per il 39enne vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Non sono stati annunciati ulteriori provvedimenti o date processuali.

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