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Il Rapporto IsITT 2026 stima circa 9 milioni di arrivi e 38,6 milioni di presenze. Aumentano gli investimenti delle aziende già orientate all’accessibilità, mentre l’invecchiamento della popolazione rende sempre più importante un’accoglienza adatta a esigenze diverse.

Il turismo accessibile in Italia genera un impatto economico complessivo stimato in 9,8 miliardi di euro. Un valore che accompagna circa 9 milioni di arrivi e 38,6 milioni di presenze, mostrando quanto la possibilità di viaggiare senza ostacoli incida anche sull’economia delle destinazioni.

I dati arrivano dal “Rapporto sul turismo accessibile 2026 – Dati, innovazione e nuove traiettorie”, realizzato da IsITT, Istituto Italiano per il Turismo per Tutti, con il contributo di Fondazione CRT e gli approfondimenti di SRM – Centro Studi e Ricerche e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

Il documento è stato presentato al TTG Travel Experience di Rimini. Al centro c’è una prospettiva che riguarda l’intera offerta turistica: strutture ricettive, trasporti, informazioni, luoghi culturali e servizi devono permettere alle persone di scegliere e vivere il viaggio in base alle proprie esigenze.

Il valore aggiunto diretto è stimato in 5,3 miliardi di euro; la cifra di 9,8 miliardi considera invece l’impatto economico complessivo. Sono indicatori distinti, che non vanno sommati né confusi con il fatturato di una singola categoria di imprese. 

Per operatori e amministrazioni, il rapporto offre quindi elementi per programmare gli interventi. Per i viaggiatori, richiama una necessità concreta: trovare servizi effettivamente utilizzabili e informazioni sufficienti per organizzarsi prima della partenza.

Arrivi, presenze e valore economico: che cosa significano i numeri

I 9 milioni di arrivi non corrispondono automaticamente a nove milioni di persone diverse. Nelle statistiche turistiche, gli arrivi conteggiano gli ingressi dei clienti nelle strutture ricettive; le presenze misurano invece i pernottamenti.

La distinzione permette di leggere correttamente i 38,6 milioni di presenze attribuiti dal rapporto al turismo accessibile. Secondo la presentazione della Consulta per le persone in difficoltà, rappresentano l’8,3% del totale nazionale. 

L’importanza del settore non si esaurisce però nel volume dei soggiorni. Un’esperienza di viaggio comprende una sequenza di servizi: raggiungere la destinazione, spostarsi, entrare in una struttura, utilizzare una camera, visitare un museo o prenotare un’attività.

Un ostacolo in uno di questi passaggi può compromettere l’intera esperienza, anche quando altri servizi sono adeguati.

Per questo l’accessibilità richiede una visione coordinata. Una struttura ricettiva può migliorare i propri ambienti, ma il risultato per l’ospite dipende anche dalle condizioni del contesto e dalla chiarezza delle informazioni disponibili.

Il programma ufficiale di ENIT al TTG 2026 presenta infatti l’accessibilità come una componente della qualità dell’offerta turistica, mettendo in relazione dimensione economica, investimenti e innovazione. 

La conseguenza pratica è che gli interventi non dovrebbero fermarsi a una generica dichiarazione di accoglienza: devono tradursi in condizioni verificabili, comprensibili prima della prenotazione e coerenti con il servizio effettivamente offerto.

Una domanda ampia, tra disabilità e invecchiamento

Il rapporto richiama una platea articolata. Secondo i dati Istat riportati, nel 2023 erano circa 2,9 milioni le persone con disabilità o limitazioni gravi nelle attività abituali, intorno al 5% della popolazione.

Allargando l’osservazione alle limitazioni meno severe, nel 2025 il 22,7% della popolazione che vive in famiglia dichiarava limitazioni, gravi o non gravi, nelle attività quotidiane. 

Questi dati hanno riferimenti temporali e definizioni differenti: non possono essere sommati per ottenere un unico numero di potenziali turisti.

A rendere centrale il tema contribuisce anche la demografia. Al 1° gennaio 2026, l’Istat stima 14 milioni e 821mila residenti di almeno 65 anni, pari al 25,1% della popolazione. 

Essere anziani non significa automaticamente avere una disabilità. L’aumento dell’età della popolazione rende però importante progettare servizi capaci di rispondere a differenti condizioni di mobilità, autonomia e fruizione.

L’accessibilità può riguardare anche difficoltà temporanee, oltre a esigenze motorie, sensoriali o cognitive. Non esiste quindi una soluzione unica valida per qualsiasi persona.

Per chi organizza una vacanza, informazioni precise su percorsi, ingressi, spazi e assistenza possono fare la differenza. Per l’impresa, descrivere concretamente ciò che è disponibile permette di ridurre incomprensioni e rispondere con maggiore accuratezza alle richieste degli ospiti.

Il punto è consentire una scelta consapevole, evitando che la parola “accessibile” resti un’etichetta priva di dettagli.

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Investimenti in crescita e nuove opportunità per le destinazioni

Tra le imprese orientate all’accessibilità, la quota che dichiara investimenti negli ultimi tre anni passa dal 79,6% all’84,5%. Quella che programma nuovi interventi nel prossimo triennio sale invece dal 67,5% al 74,2%.

Le percentuali riguardano questo gruppo di aziende: non descrivono indistintamente tutte le imprese turistiche italiane.

La presidente IsITT Daniela Broglio collega il rapporto alla necessità di mettere in relazione evidenze, innovazione e bisogni delle persone. L’amministratrice delegata di ENIT Ivana Jelinic sottolinea il legame tra accessibilità delle destinazioni e crescita sostenibile del turismo. 

Tra le prospettive esplorate figurano dati, tecnologie e intelligenza artificiale, affiancati all’analisi economica e organizzativa delle imprese. L’obiettivo è comprendere come migliorare l’offerta e quali criticità affrontare. 

La tecnologia può aiutare a rendere disponibili le informazioni, ma la qualità dell’esperienza dipende dalla corrispondenza tra quanto viene comunicato e ciò che il viaggiatore trova.

Per le destinazioni italiane, la sfida è trasformare gli investimenti in un sistema di accoglienza più affidabile. I 9,8 miliardi stimati mostrano la rilevanza economica del tema; la possibilità di scegliere e viaggiare con autonomia ne esprime il valore per le persone.

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