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Il richiamo riguarda le bottiglie da un litro prodotte da Fonti Terme di Brennero, con lotto L26239221100 e termine minimo di conservazione 27 agosto 2028. L’azienda invita a restituirle al negoziante.

Un lotto di acqua minerale naturale San Zaccaria è stato richiamato per la potenziale presenza di Pseudomonas aeruginosa. L’avviso riguarda le bottiglie da un litro prodotte da Fonti Terme di Brennero Srl.

Chi possiede il prodotto deve controllare il lotto L26239221100 e la data 27 agosto 2028. L’indicazione dell’azienda è di non consumare l’acqua interessata dal richiamo e di riportarla al punto vendita, dove è prevista la sostituzione oppure il rimborso.

La segnalazione riguarda uno specifico lotto: non va estesa automaticamente a tutte le bottiglie commercializzate con il marchio San Zaccaria. Il motivo indicato è un rischio microbiologico legato alla possibile presenza del batterio, non la certezza che ogni confezione sia contaminata. 

Acqua San Zaccaria: lotto, formato e data da controllare

Per verificare se una bottiglia rientra nel provvedimento è necessario confrontare i dati stampati sulla confezione con quelli dell’avviso.

Dato Prodotto interessato
Marchio San Zaccaria
Denominazione Acqua minerale naturale
Produttore Fonti Terme di Brennero Srl
Formato Bottiglia da 100 cl, pari a 1 litro
Lotto L26239221100
Termine minimo di conservazione 27/08/2028
Motivo del richiamo Potenziale presenza di Pseudomonas aeruginosa

Lo stabilimento di produzione si trova in località Terme di Brennero 9, nel Comune di Brennero, in provincia autonoma di Bolzano.

Il provvedimento reca la data del 20 ottobre 2026. Secondo quanto riportato dalle testate che hanno ripreso la segnalazione, la pubblicazione sul portale del Ministero della Salute è avvenuta nel pomeriggio del 27 ottobre. 

La data del 27 agosto 2028 è indicata come termine minimo di conservazione, spesso riportato in etichetta attraverso la formula “da consumarsi preferibilmente entro”. Il fatto che sia ancora lontana non modifica le indicazioni del richiamo: le bottiglie corrispondenti devono essere restituite.

Il numero di lotto è il riferimento per identificare la produzione interessata. Il solo marchio o il formato da un litro non sono sufficienti a stabilire che una bottiglia rientri nel provvedimento.

Cosa fare se si possiedono le bottiglie richiamate

L’indicazione ai consumatori è chiara: non bere l’acqua del lotto L26239221100 e riportare le bottiglie al negoziante presso il quale sono state acquistate.

Secondo l’avviso, il punto vendita provvederà alla sostituzione del prodotto o al rimborso e potrà fornire chiarimenti ai clienti. È utile conservare la confezione con i dati identificativi leggibili, così da consentire il controllo del lotto.

Il richiamo non invita a verificare la sicurezza dell’acqua attraverso l’assaggio. La decisione su quali bottiglie restituire deve basarsi sui riferimenti riportati nell’avviso, senza affidarsi al gusto, all’odore o all’aspetto del contenuto.

La misura ha carattere precauzionale e serve a evitare il consumo del prodotto potenzialmente interessato. Non dimostra, da sola, che tutte le bottiglie del lotto contengano il microrganismo o che chi abbia bevuto quell’acqua abbia sviluppato un’infezione. 

Chi avesse già consumato il prodotto e presentasse disturbi, oppure avesse condizioni di salute che aumentano la vulnerabilità alle infezioni, può rivolgersi al proprio medico, segnalando il consumo e i dati del richiamo.

Non è possibile ricavare dal solo acquisto o consumo una diagnosi: l’eventuale necessità di accertamenti dipende dalla valutazione clinica.

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Che cos’è Pseudomonas aeruginosa e perché viene segnalato

Pseudomonas aeruginosa è un batterio presente nell’ambiente, comprese le acque. L’Istituto Superiore di Sanità lo descrive come un patogeno opportunista, capace di provocare infezioni soprattutto in persone con difese immunitarie compromesse.

Il rischio dipende dalle condizioni della persona, dalla modalità di esposizione e dalla sede dell’infezione. Non è quindi corretto associare automaticamente il consumo di una bottiglia richiamata a tutte le possibili malattie causate dal batterio.

L’ISS richiama in particolare la sua rilevanza nelle infezioni dei pazienti ospedalizzati immunocompromessi, comprese quelle respiratorie, del sangue e delle vie urinarie.

Un altro elemento di attenzione è la resistenza agli antibiotici, che può rendere più complesso il trattamento di alcune infezioni. Questa caratteristica generale del microrganismo non consente però di attribuire uno specifico profilo di resistenza al batterio eventualmente presente nel lotto richiamato. 

Dove controllare eventuali aggiornamenti

Per verificare nuovi avvisi o modifiche al provvedimento è possibile consultare la sezione del Ministero della Salute dedicata ai richiami alimentari.

Le informazioni generali sul microrganismo sono disponibili sul portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per i consumatori, l’azione richiesta resta il controllo della confezione: lotto L26239221100, formato da un litro e termine minimo di conservazione 27 agosto 2028 identificano il prodotto da non consumare e da restituire.

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