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La segretaria generale Claudia Mazzucchelli propone un tavolo stabile con istituzioni e parti sociali. L’obiettivo è evitare che le conseguenze delle vicende giudiziarie ricadano sulle famiglie del cratere e sui lavoratori.

Garantire legalità, continuità dei cantieri e tutela dell’occupazione, senza aggiungere altra incertezza all’attesa delle famiglie terremotate. È la richiesta della Uil Marche, che interviene sulle possibili conseguenze dell’inchiesta riguardante la ricostruzione post-sisma.

La segretaria generale Claudia Mazzucchelli auspica un confronto con il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, le Prefetture, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e le parti sociali. Il sindacato propone un luogo stabile di raccordo istituzionale per individuare soluzioni a tutela dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori coinvolti.

«A dieci anni dal terremoto del 2016, le popolazioni del cratere sismico non possono continuare a vivere nell’incertezza», afferma Mazzucchelli. Per la Uil, le recenti vicende giudiziarie rischiano di aggravare le preoccupazioni di comunità che hanno già affrontato conseguenze umane, sociali ed economiche profonde.

La richiesta del sindacato riguarda le possibili ripercussioni sui lavori e sull’occupazione. Nella nota non vengono indicati singoli cantieri già bloccati né quantificati posti di lavoro a rischio.

Uil Marche: «Le conseguenze non ricadano su cittadini e lavoratori»

Il punto di partenza dell’intervento è la condizione delle famiglie che attendono di rientrare nelle proprie abitazioni. Secondo Mazzucchelli, l’incertezza legata all’inchiesta potrebbe rendere ancora più difficile un percorso già lungo.

«Per tante famiglie, il ritorno nella propria abitazione, atteso da un decennio, rischia ancora una volta di allontanarsi», sottolinea la segretaria generale.

La Uil richiama il pieno rispetto del lavoro della magistratura e considera la legalità un requisito essenziale della ricostruzione. Allo stesso tempo, chiede alle istituzioni di affrontare tempestivamente gli effetti che le vicende giudiziarie potrebbero produrre sulle attività.

«La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione, ma deve accompagnarsi alla capacità di garantire continuità ai lavori, tutela dell’occupazione e tempi certi per la restituzione delle abitazioni», dichiara Mazzucchelli.

Il sindacato sollecita quindi un intervento che tenga insieme le verifiche sulle responsabilità e la protezione delle persone estranee agli eventuali illeciti. La preoccupazione espressa riguarda soprattutto chi dipende dalla prosecuzione dei lavori: famiglie in attesa, dipendenti delle imprese e attività dell’indotto.

Nella nota non sono proposti provvedimenti destinati a interferire con gli accertamenti giudiziari. L’obiettivo dichiarato è individuare, attraverso il confronto tra i soggetti competenti, strumenti che consentano di tutelare i diritti dei terremotati e i livelli occupazionali.

Un tavolo stabile con Castelli, Prefetture e parti sociali

Per la Uil Marche serve un luogo stabile di confronto istituzionale, capace di seguire l’evoluzione della situazione e affrontare le criticità che dovessero emergere.

L’auspicio è un incontro che coinvolga il commissario Guido Castelli, le Prefetture interessate e le parti sociali, con la partecipazione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. Ciascun soggetto è chiamato a contribuire nell’ambito delle proprie competenze.

Mazzucchelli attribuisce particolare importanza al ruolo delle Prefetture, considerate presìdi per la legalità, la trasparenza delle procedure e il raccordo tra le istituzioni.

«Chiediamo che le Prefetture, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgano un ruolo attivo di garanzia e raccordo istituzionale, affinché la ricostruzione possa proseguire nel pieno rispetto delle regole, senza lasciare soli cittadini e lavoratori», afferma.

Tra le priorità indicate dal sindacato figurano il rafforzamento dei controlli, la prevenzione delle infiltrazioni illegali e la ricerca di strumenti per evitare la paralisi dei cantieri.

Un altro elemento riguarda la salvaguardia delle professionalità impegnate nella ricostruzione. La Uil teme che eventuali interruzioni possano disperdere competenze e incidere sulla continuità del reddito dei lavoratori.

Al momento, la nota esprime una richiesta di confronto: non annuncia una convocazione già fissata, né un accordo raggiunto sulle misure da adottare.

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Il rischio per le aree interne: case ricostruite senza lavoro e servizi

La preoccupazione della Uil va oltre l’avanzamento delle singole opere. Il sindacato collega la continuità della ricostruzione alla possibilità di mantenere vivi i territori colpiti dal terremoto.

«Non possiamo dimenticare che dietro ogni cantiere ci sono famiglie che aspettano di tornare a casa, lavoratrici e lavoratori che rischiano di perdere il proprio reddito, imprese e attività dell’indotto che rappresentano un presidio economico fondamentale per questi territori», osserva Mazzucchelli.

Nella lettura del sindacato, ogni ulteriore rallentamento potrebbe accentuare le difficoltà economiche, sociali e demografiche delle aree interne marchigiane. Il timore è che all’attesa per gli edifici si aggiunga la perdita delle condizioni necessarie per abitarli.

«Il rischio è che, quando finalmente le case saranno ricostruite, non ci siano più le persone, il lavoro e i servizi necessari per tornare ad abitarle», avverte la segretaria.

La richiesta alle istituzioni è quindi di affrontare insieme ricostruzione materiale e tenuta delle comunità. Per la Uil, restituire le abitazioni deve procedere con la tutela dell’occupazione e delle attività economiche che rendono possibile il rientro.

Il prossimo passaggio auspicato è l’apertura del tavolo: una sede nella quale verificare le situazioni concrete e definire risposte nel rispetto delle competenze istituzionali e degli accertamenti in corso.

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