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CUPRA MARITTIMA – Si è concluso ieri “Pensare altro”, la rassegna di incontri volti alla ricerca di un pensiero lontano dalle categorie di massa, focalizzando i personaggi che nella storia hanno fatto del pensiero libero l’arma per la sopravvivenza nel quotidiano. Dalla sensibilità artistica alle logiche economiche, la cultura minoritaria ha ancora tanto da dire.

IL PENSIERO LIBERO – Illuminante l’intervento del saggista Filippo La Porta che ha perfettamente condensato la tre giorni di cultura diretta da Lucilio Santoni. Il pensiero, infatti, dovrebbe essere critico per capire ciò di cui non abbiamo bisogno, individuale in quanto non si appoggia a nessuna ideologia e responsabile secondo i principi di uguaglianza creaturale. Affinché il pensiero libero diventi strumento di rianimazione dell’attuale stato catatonico della cultura sfumata e massificata, necessaria è l’azione non del tutto utopica del pensiero fecondo, che ha bisogno di agire attraverso mezzi con chiari fini. Citati diversi pilastri del pensiero e della cultura italiana dal Cinquecento ad oggi, passando per il Sessantotto. Il grande assente Maurizio Maggiani è stato sostituito dal degno collega Matteo Marchesini, autore del libro “Soli e civili”, che ha portato sul palco del cinema Margherita il ritratto di cinque intellettuali che hanno pensato altro ricordando che chi pensa liberamente non è un bombarolo, ma gentile.

IN CONCLUSIONE – Notevoli ospiti nella programmazione e interessanti spunti di approfondimento che hanno dato al tema del pensiero libertario una chiave di interpretazione più lucida che non deve essere limitato al mero anarchismo, ma individuando punti di svolta, rinascita e crescita. Si è sentita la mancanza di una voce femminile, perché ogni pensiero seppur minoritario deve assolutamente contemplare la donna pensante.