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ASCOLI PICENO – L’uscita di scena di Stefano Poli, aveva creato non pochi problemi alla dirigenza del Monticelli. La squadra aveva perso l’uomo faro. Bisognava trovare il degno sostituto. Si sperava che dal calcio mercato, invernale, arrivasse il giocatore giusto. Il giocatore, capace di colmare. la lacuna che si era venuta a creare in seno alla squadra. E’ così è arrivato Mattia Rodia 22 primavere, figlio d’arte.

Un aggettivo per definire la tua persona? “Mi faccia pensare….! Senza dubbio: una persona modesta”.

Parliamo, calcisticamente, un po’ di te? “Dalle giovanili con la Santegidiese a Nocera Inferiore con la Nocerina in serie D alla corte di mister Paolucci attuale allenatore del Como. Ritorno alla Santegidiese in serie D. Avevo 15 anni. Poi a Casoli (CH) sempre in serie D per due anni. A Centobuchi Eccellenza per poi trasferirmi a metà stagione a Isernia serie D. Ora a Monticelli in Promozione”.

Un curriculum niente male, ma…..? “Un solo rimpianto. La fortuna non mi ha baciato, per fare il salto di qualità. Comunque, va bene così. E poi non è detto che qualche inviato sui campi alla scoperta di bravi giocatori non si accorga che ci sono anch’io”.

Porti il cognome di tuo padre, affermato ex giocatore dell’Ascoli calcio. Ti condiziona? “Non mi condiziona. Di lui sono orgoglioso per gli insegnamenti che mi ha trasmesso: in campo e fuori”.

Tre reti in altrettante partite. Niente male? “Spero di continuare visto che la società e mister Nosdeo ripongono in me la massima fiducia. A me ripagarli se non con i gol”.

Quando sei arrivato, cosa hai notato di interessante in questa società? “Ho notato che sono approdato in una società ben organizzata, diretta da persone serie e da intenditori di calcio. Particolare menzione per il presidente Franco Paoletti che per come ci tratta per noi giocatori è il padre putativo”.

Un ultima domanda: cosa ti hanno chiesto i dirigenti? “Due cose: contenti che ho firmato per loro e dare una mano per un finale di campionato che veda il Monticelli protagonista”.