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GROTTAMMARE – La Riviera senza Palme sarà il tema cult di Giardineggiare 2013. Durante la Biennale del florovivaismo, realizzata grazie alla sinergia del Comune di Grottammare, la Confederazione Italiana Agricoltori e Marche Flor, sarà allestito in città un vero e proprio cantiere vivaistico a cielo apertoLo start up è venerdì 15 alle 9.30 al teatro dell’Arancio con il convegno “Riviera senza palme, quali scenari futuri a livello produttivo e paesaggistico?”, primo dei cinque eventi legati alla kermesse che segneranno l’anno.

I prossimi appuntamenti, infatti, saranno ad aprile con  il seminario “Il giardino mediterraneo tra passato e futuro”, a luglio con un focus sulle scuole di paesaggio a confronto sul giardino Mediterraneo e l’inaugurazione al Mic della mostra e l’avvio ufficiale della Biennale di Giardineggiare che culminerà con la premiazione del progetto del giardino temporaneo vincitore durante la serata di domenica 4 agosto nell’ambito della manifestazione Cabaret Amore Mio.

 

“Anche quest’anno – ha detto Pino Santori Presidente Marcheflor – i vivaisti del Piceno sono pronti a fare squadra per collaborare con gli studenti delle più importanti Università italiane che hanno accettato di partecipare a questa gara. Come già accaduto nella precedente edizione, la kermesse ci ha permesso di sperimentare l’entusiasmo ma anche la grande professionalità dei giovani designer ricchi di proposte interessanti per il nostro settore.”

Dopo l’edizione dell’estate 2011, l’appuntamento si presenterà ancor più ricco di idee e di iniziative grazie ai progetti degli studenti delle undici Università di Architettura in gara, tra cui la Facoltà di Ascoli Piceno, coordinate dal professor Sergio Martellucci, docente di Arte dei Giardini a Firenze. Con Giardineggiare la città sarà esaltata nella cultura del giardino mediterraneo, offrendo uno spunto di riflessione sulle evoluzioni che il florovivaismo può prospettare come volano dell’economia locale e turistica.

“Grazie alla manifestazione – sottolinea Massimo Sandroni direttore della Cia delle province di Ascoli e Fermo – possiamo fare anche un’importante operazione di recupero delle tradizioni legate al nostro territorio attraverso le sue piante e i suoi profumi che hanno avuto un ruolo importante nella caratterizzazione dell’evoluzione della cultura del Giardino mediterrano.”