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pd picenoASCOLI PICENO – Il dissesto finanziario di palazzo San Filippo sembra ormai un dato certo e puntuale oggi arriva il “ve l’avevamo detto del Pd“. Tanti gli annunci di pericolo sin da quel 2009, quando si cominciavano ad intravedere gli effetti di una delibera di divisione da Fermo così penalizzante per la Provincia di Ascoli. Ora, pesante come un macigno, sulla gestione Celani, arriva la richiesta intransigente degli stati generali del Pd: azzeramento della Giunta provinciale o in alternativa dimissioni del presidente Piero Celani, per avviare un percorso di risanamento che coinvolga “tecnici, Corte dei conti, revisori contabili, Commissione bilancio e ovviamente il Consiglio provinciale”.

Sin dal 2009 infatti la dirigenza provinciale del Pd ha denunciato la possibilità del profilarsi di un simile scenario che oggi, purtroppo, diventa realtà. L’origine di tutti i mali, quella delibera di divisione da Fermo, alla quale l’attuale capogruppo Emidio Mandozzi si oppose con voto contrario; una presa di posizione che gli costò il posto da vicepresidente della Provincia. I democratici sono concordi sul fatto che ora la priorità vada data ai dipendenti, che non devono esser privati di alcunché, ma anche ai fornitori e alle aziende che hanno effettuato i lavori per conto dell’ente. A questi attori va il pensiero in questo momento difficile e proprio a tutela di questi il Pd ha invocato già nei giorni passati il cosiddetto “dissesto pilotato”.

“Il piano di riequilibrio è una forma di commissariamento di fatto – ricorda Mandozzi – Sinora Celani ci ha fatto credere che fosse tutto sotto controllo, e che le casse si potevano risanare vendendo altri pezzi di patrimonio. Ha parlato di vendita dell’Hotel Marche, peccato che questa struttura, essendo un bene donato dalla Regione Marche per attività formative-ricettive, sia di fatto inalienabile”. Da Lucio D’Angelo, esponente della commissione bilancio, l’aut-aut: “chiediamo come precondizione per affrontare la situazione l’azzeramento della giunta”. E aggiunge che l’opposizione “intende sapere prima cosa c’è dentro il documento del piano di riequilibrio”. “Celani chiede a noi responsabilità – afferma Luciano Agostini – Cominci lui a dare il buon esempio azzerando la giunta e dando la possibilità di costruire con le opposizioni un percorso di risanamento. Noi lo chiediamo anche a chi fa il gioco delle parti da troppo tempo, il Map ad esempio. Che si mostra contrario per contrattare qualche incarico e rivendica la certificazione esterna del bilancio, perché forse non si fida della giunta che appoggia”.

Poi Agostini si scaglia contro l’ex presidente Massimo Rossi che in una recente conferenza stampa aveva difeso l’operato di Celani e aggiunto che la divisione da Fermo non aveva alcuna responsabilità nell’imponente disavanzo dell’Ente. “Dico a Rossi di spostare le lancette indietro…di 5 anni. Gli unici che possono parlare sono coloro che votarono contro questa delibera di divisione. Non è vero che la divisione da Fermo significhi solo perdita di patrimonio immobiliare. La divisione ci lascia anche 48 dipendenti che hanno un costo considerevole per l’Ente”. Intanto il Pd attende l’ultimo consiglio previsto per il prossimo 11 aprile dove non esiterà a porre Celani davanti alle sue responsabilità denunciando stando alle parole di Antimo Di Francesco “la totale assenza di un progetto politico per gestire questa fase delicata”.