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Dopo Intrigo Internazionale, Alfred Hitchcock, è intenzionato a girare il suo prossimo film ispirato al romanzo di  Robert Bloch “Psycho”. La Paramount non vuole saperne di finanziare il film, ritenuto troppo violento ed eccessivo e quindi, il geniale regista, decide di finanziarselo da solo utilizzando la sua troupe televisiva. Ad affiancarlo nella sua impresa c’è la sempre presente moglie Alma Reville. Questo film di Gervasi, sua seconda volta alla regia, ha da una parte un grande pregio, e dall’altra un grande difetto che, comunque, messi assieme, portano alla luce un film godibile ed appassionante.

Il difetto, partiamo subito con questo, è che il film, più che narrare storicamente gli eventi storici (ovvero tutto il travaglio che c’è stato lungo la realizzazione di Psycho), li romanza, li snatura, al fine di rendere quasi irreale i fatti storici. Il film, tratto dal libro “Come Hitchcock ha realizzato Psycho”, pone infatti l’attenzione sugli intrighi amorosi che il famoso regista avrebbe avuto con le sue attrici a discapito della moglie, sembre silenziosa e nell’ombra, e degli intrighi, sempre vagamente amorosi, della moglie nei confronti di Whitfield Cook e della conseguenza gelosia di Hitchcock. Gli intenti del film, che dovrebbero essere quelli di romanzare i fatti storici, sono di romanzare la relazione della coppia Hitchcock/Reville, lasciando nello sfondo il tema centrale che il film dovrebbe trattare, ovvero la parte di più difficile della carriera del regista. Si spinge molto sul lato amoroso, a voler dare l’idea della coppia che vuoi o non vuoi, tradimenti o no, resiste e sta assieme, senza che nessuno, al film, glielo abbia chiesto. Ovviamente è una scelta mirata quella di porre l’accento su questo aspetto, ma non sarebbero stati sgraditi altri aspetti.

Il lato positivo della pellicola, invece, è il cast. Nonostante Anthony Hopkins sia la persona più lontana dall’assomigliare al famoso regista, affronta la prova con grande talento e maestria, restituendoci un Hitchcock verosimile e mai caricaturato, cosa, quest’ultima, non tanto scontata dato che scadere nella caricatura del regista inglese dalla parlata lenta è un passo. Interessante anche James D’Arcy nel ruolo di Anthony Perkins.
In conclusione un buon film nel suo complesso, che non spicca in regia, ma è ben costruito nella sua narrazione (grazie allo sceneggiatore McLaughlin, gia sceneggiatore del bellissimo Black Swan), che riesce ad appassionare ed intrigare nonostante la sua forte, ma molto forte, propensione alla “romanzata”

HITCHCOCK

REGIA Sacha Gervasi

SCENEGGIATURA John J. McLaughlin

ANNO 2013 CON Anthony HopkinsHelen MirrenToni ColletteScarlett JohanssonJames D’Arcy