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Un cordone ombelicale può salvare delle vite, da queste parole nasce il dibattito per riattivare le cure con le cellule staminali. Questa tipologia di cellule non si trovano nel nostro corpo, ma solo in zone specifiche come il cervello, il midollo osseo, nel derma, nella polpa dentaria, nei vasi sanguigni e nei neonati si trova nel cordone ombelicale. Il dottore che in Italia si occupa delle cellule è Davide Vannone il dottore scienze cognitive che da qualche anno con i suoi collaboratori lotta per dare una cura a persone affette da malattie apparentemente incurabili.

Si tratta di cure compassionevoli che cioè non sperimentate a sufficienza ma che sono le uniche possibili. Spesso a bloccare l’intervento attraverso le terapie è l’Aifa perché ritiene che l’uso delle cellule staminali potrebbe essere pericoloso. I dibattiti sono nati per i problemi etici e scientifici e non è semplice mettere tutti d’accordo. La verità è che le cellule staminali fin ora hanno offerto la possibilità di creare nuovi organi, di ripararne alcuni malate e di creare nuove cellule nervose per pazienti colpiti da malattie genetiche. Non è semplice raggiungere il consenso europeo sull’approccio da utilizzare, anche perché non si possono concedere cure solo ad alcuni soggetti escludendone altri. E’ una decisione difficile soprattutto se si considerano che ci sono alcuni casi accertati di persone che sono migliorate dopo essere state sottoposte ad una cura con le cellule staminali.