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Scappare a volte è la cosa più semplice. Soprattutto quando la vita ci pone di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili. Hushpuppy (Quvenzhané Wallis) è una bambina di 6 anni, che vive con il padre Wink (Dwight Henry) in una comunità del sud della Lousiana chiamata “La grande vasca” per gli allagamenti che si susseguono a causa dei cicloni. L’arrivo di un uragano mette in fuga molti abitanti, ma la piccola rimane accanto al padre, gravemente malato, ascoltandone gli insegnamenti che la spingono a desiderare di non lasciare mai la sua terra, per diventarne un giorno il re.

Il film segna l’esordio di Benh Zeitlin, e lo fa entusiasmando la critica e ricevendo quattro nomination agli Oscar, tra cui quelli per il miglior film e la miglior regia. Girato con un basso budget ed uno stile quasi documentaristico, basato su dialoghi brevi e intensi primi piani, Re della terra selvaggia ha il suo punto di forza nel pathos che riesce a trasmettere attraverso le dinamiche del rapporto padre-figlia. La malattia dell’uomo rappresenta per Hushpuppy l’abbandono dell’infanzia.

La crescita passa attraverso il dramma della perdita e la testarda ostinazione nel rispettare il desiderio di diventare la creatura più forte, quella che sarà studiata dagli scienziati che “arriveranno nella Grande Vasca tra tremila anni”. La stretta interazione con la natura diviene determinante nel processo di maturazione: “l’intero universo è fatto di tanti piccoli pezzi incastrati insieme. Se un pezzetto si rompe, anche il più piccolo, l’intero universo cade in pezzi”.

REGIA: Benh Zeitlin

ANNO: 2012

GENERE: Drammatico

DURATA: 91 minuti

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