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ASCOLI PICENO – Il Dipartimento Sicurezza sul Lavoro di Cgil, Cisl e Uil di Ascoli Piceno ha analizzato i dati sul Monitoraggio dell’attività di vigilanza del Ministero del Lavoro per l’anno 2013. Il 64,78% delle aziende ispezionate è risultato irregolare e il 36,03% dei lavoratori non in regola era in nero.

 

Su 139.624 aziende ispezionate, 73.514 sono risultate irregolari per l’assunzione dei loro lavoratori; infatti su scala nazionale sono 115.919 i dipendenti non in regola, mentre 44.652 prestavano servizio in nero. Un controllo del Ministero del Lavoro che ha portato al recupero di quasi 91 milioni di euro. Anche i controlli di Inps e Inail hanno contato il recupero che supera il miliardo di euro per l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale su 71.821 aziende ispezionate e che sfiora i 90 milioni di euro per l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro per 23.677 aziende controllate.

 

Nella Regione Marche, i dati Inail analizzati dal Dipartimento registrano nella Provincia di Ascoli Piceno 46 aziende irregolari su 53 controlli dove sono stati riscontrati 62 lavoratori irregolari e 21 in nero, in quella di Fermo 42 irregolari su 53 aziende ispezionate, rilevando 27 lavoratori irregolari e 28 in nero. Complessivamente le Marche hanno dovuto versare 1.679.818 euro dovuti da 652 aziende (su 760 controlli).

Per Cgil, Cisl e Uil di Ascoli Piceno i controlli, specie se incrociati, sono fondamentali per eliminare quelle forme di lavoro irregolare e a nero a cui le aziende ricorrono per ridurre i costi e i contributi, soprattutto in questo momento di crisi. La fotografia scattata evidenzia come questi fenomeni siano sempre più presenti nelle nuove attività rispetto a quelle tradizionali. Scatta, insomma, l’allarme lavoro sommerso nelle Marche; le irregolarità riguardano anche violazioni in materia di orario di lavoro, di salute e sicurezza, di illeciti negli appalti, nella somministrazione di lavoro e intermediari di manodopera o prestazioni qualificate in modo non corretto.