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ASCOLI PICENO – Divampa la polemica attorno al fallimento dell’Ocma. Oggetto della discussione le circa 1.500 tonnellate di rifiuti tossici lasciati nei capannoni dell’azienda specializzata nella produzione di sistemi per serramenti ed estrusi industriali, che nei giorni scorsi ha chiuso i battenti sommersa da una massa debitoria di circa 60 milioni di Euro. Una vicenda questa che ha suscitato l’indignazione del Movimento 5 Stelle ascolano che con il suo candidato sindaco Massimo Tamburri che, assieme agli esponenti Domenico Marozzi e Peppe Giorgini, ha indetto una conferenza sulla questione. Durissimo l’attacco dei pentastellati al sindaco Castelli, accusato “di non aver fatto nulla per far smaltire all’Ocma i rifiuti prodotti” con il risultato che ora, con il fallimento della ditta, tutti i costi ricadranno sulle casse comunali, visto che i grillini ritengono inverosimile che qualcuno acquisti la fabbrica e si accolli l’onere.

“Il Comitato Antinquinamento Villa Sant’Antonio-Castel di Lama è dal 2009 che raccoglie le prove di questo disastro ambientale – spiegano i tre esponenti Cinque Stelle – ci sono 1.500 tonnellate di rifiuti tossici all’interno dell’azienda ormai abbandonata. Nel 2010 il Noe aveva imposto lo smaltimento, a carica dell’Ocma, ma il nostro sindaco diciamo generosamente ha concesso tre proroghe datate marzo 2011, novembre 2011 e agosto 2012. All’epoca il costo stimato dell’operazione era di 7,5 milioni di Euro che ora potrebbero essere diventati 10, con il fallimento dell’azienda tutto l’onore ricadrà sul Comune. Questa è una questione incredibile, Ascoli insieme a Falconara è una delle città più inquinate d’Italia, in tutta la zona industriale ci sono una serie di bombe ambientali pronte ad esplodere visto che le fabbriche stanno chiudendo una ad una. Qui si mette a repentaglio la salute degli ascolani, è un dato che ad Appignano, comune dove c’è la discarica, i ricoveri per tumori maligni dal 1998 al 2010 siano triplicati”.