Articolo
Testo articolo principale

Sono circa 188 le città italiane che hanno aderito al bike-sharing grazie agli incentivi offerti dalle pubbliche amministrazioni e dall’interesse mostrato da molti cittadini, stanchi di rimanere bloccati per ore nel traffico urbano e partecipare all’inquinamento atmosferico. Lo scenario ideale sarebbe la completa sostituzione – perlomeno nei centri storici – di tutte le auto, in Italia fra l’altro tra le più obsolete e inquinanti, con comode dueruote o elettriche. Le occasioni di partecipare a questo cambiamento non mancano, così come non mancano i servizi online che individuano il valore auto usate e offrono la possibilità di venderle a prezzi interessanti o rottamarle a costo zero. A mancare sono spesso le infrastrutture, che rendono difficile la realizzazione di progetti – tra cui citiamo l’avveniristico di Helsinki – e in alcuni casi il giusto approccio e una mentalità che non considera più l’auto come il mezzo di trasporto per eccezione.

Per ora possiamo solo sostenere e prendere a modello le iniziative già avviate, in prevalenza nei Comuni del Nord e del Centro rispetto al Sud, nonostante le regioni meridionali abbiano un clima più favorevole per una biciclettata. I sistemi attivi possono essere divisi in due categorie: a chiave e a scheda magnetica. I primi sono generalmente gratuiti e non hanno limiti di orario, ma la bici dovrà essere riportata allo stesso stallo per poter ritirare la chiave precedentemente inserita. Nel caso della scheda magnetica invece la bici può essere parcheggiata in qualunque altro posteggio e la tariffazione oraria incentiva l’uso per brevi distanze e periodi, in modo da lasciarle a disposizione per più utenti. I sistemi a scheda, inoltre, permettono la registrazione online e il pagamento tramite carta di credito. Le aziende fornitrici sono principalmente due, C’entro in bici e Bicincittà, eccezione fatta per Milano che utilizza il sistema sviluppato dalla società americana Clear Channel di nome BIkeMI, il quale prevede l’utilizzo della bici per un tempo massimo di 2 ore ed è conveniente se usato in sinergia ad altri mezzi pubblici.

L’auspicio è che sempre più città si dotino di servizi di questo genere. L’evoluzione del bike-sharing può essere seguita anche al seguente sito: http://www.euromobility.org/.

 

 

TAG: , , ,