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ANCONA – Polemiche tra il PD regionale e il gruppo Marche 2020 capeggiato dall’attuale governatore Gian Mario Spacca. Dopo l’apertura alle primarie di coalizione e l’esclusione di Marche 2020, per decisione degli organi regionali del partito democratico, arrivano i primi commenti. Il presidente dell’assemblea legislativa delle Marche Vittoriano Solazzi commenta così la scelta: “La decisione del PD regionale di rompere la coalizione di centrosinistra che ha governato le Marche negli ultimi anni apre inevitabilmente un nuovo scenario politico. L’esclusione delle forze più vitali e dinamiche della comunità marchigiana rappresentate dal centro e dai movimenti civici schiaccia completamente a sinistra il progetto politico del PD. La formula di governo costruita sulla collaborazione tra la sinistra riformista e i ceti moderati e produttivi, che ha assicurato in questi anni una forte coesione sociale, viene spezzata nell’illusione di poter far coincidere la burocrazia di un partito con l’amministrazione regionale. Se mesi di confronto producono una coalizione ‘rosso-verde-mignon’ guidata dallo spericolato tandem Comi – Favia, c’è davvero di che preoccuparsi per il futuro della nostra Regione e dei marchigiani. Marche 2020, coerentemente con le dichiarazioni precedenti, a fronte della chiusura pregiudiziale ripetuta più volte e definitivamente formalizzata nella direzione regionale PD di ieri, alza le braccia dinanzi a tanta ostinata pervicacia e formalmente annuncia la presentazione della propria lista alle prossime elezioni regionali. Una lista aperta al confronto, al dialogo ed alla collaborazione con tutte le forze della comunità marchigiana”.

LA RISPOSTA DI COMI – Arriva immediatamente la risposta del segretario regionale PD Francesco Comi, che scrive: “Marche 2020 prosegua con trasparenza la sua strada verso destra, rispettando la coalizione delle forze di centrosinistra. La pregiudiziale non è mai stata sulle persone, ma sempre sul progetto politico. Ho il massimo rispetto per le persone di Spacca e Solazzi e per quanto hanno fatto per la comunità marchigiana. Contesto, però, a loro di non aver lavorato con il PD al naturale avvicendamento della leadership: piuttosto che mettersi al servizio hanno scelto di eludere i principi democratici della nostra convivenza, lasciare il partito e intraprendere una strada di contrapposizione. Se Spacca e Solazzi avessero deciso di ripensarci e rientrare nel PD avrebbero trovato la porte aperte, anzi spalancate. Ma avendo scelto, da eletti del PD, di perseverare con la loro lista nel disegno cinico di costruzione di una forza alternativa al PD al solo scopo di ricandidarsi, non possono pretendere da noi nessuna comprensione. Basta vittimismi. Lavorino con chiarezza e trasparenza in alternativa allo schieramento di centrosinistra. Schieramento che è compatto, ampio e niente affatto schiacciato a sinistra”.

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