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ASCOLI PICENO – Vicenda Ecoinnova, nuovo capitolo. Dal Partito Democratico – a nome dei consiglieri comunali Francesco Ameli, Roberto Allevi e Valentina Bellini – arriva la comunicazione che, dopo un lungo percorso di accesso agli atti in merito alla vicenda dell’illuminazione pubblica ascolana, a breve partirà una segnalazione formale all’Autorità Nazionale Anticorruzione. La denuncia del Pd ascolano è chiara: “se prima il problema era che ci si vedeva poco, oggi sappiamo che di questioni importanti ce ne sono diverse. La città a oggi vede i servizi più importanti affidati per anni a dei privati. Assistiamo a una svendita dei pezzi che portavano soldi nelle casse comunali”.

FRANCESCO AMELI E LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA ECOINNOVA – Tutto comincia dalla gara indetta per la vendita del 40% per cento della Società Ascoli Servizi comunali, vinta da Ecoinnova, dopo ben quattro determine di proroga di scadenza della gara. “Ci sono, tuttavia, diverse anomalie: innanzitutto la società vincitrice della gara, la Ecoinnova si costituisce il 7 gennaio 2013, quando appena una quindicina di giorni dopo, il 28 gennaio, arriva l’ultima proroga. Un’altra anomalia – continua il consigliere – sta negli atti di gara presentati e in particolare nelle polizze fideiussorie. Il primo atto di garanzia, quello con cui si coprono le spese di gara, porta la data del 31 dicembre 2012, sette giorni prima dell’effettiva costituzione della società stessa. Medesimo ‘problema’ di date lo riscontriamo nella seconda polizza fideiussoria, quella che dovrebbe – in teoria – garantire l’intero ammontare dei servizi aggiudicati, per un valore di circa due milioni e mezzo di euro. Tuttavia, nei diversi commi della polizza viene stabilito che, al contrario della prassi, la fideiussione potrà essere impugnata in caso di inadempimento solo in ultima istanza. Dunque, quale garanzia sarebbe? Qualora infatti la polizza avesse funzionato come doveva, il Comune non avrebbe citato Ecoinnova, ma si sarebbe rivalso attraverso la fideiussione. Questo spiegherebbe anche la timidezza dell’amministrazione ascolana nel pretendere i servizi che non sono stati adempiuti. Un altro dubbio che abbiamo è in merito alla capacità tecnica della società che ha prestato l’avvalimento ad Ecoinnova, a oggi ritirato”.

ROBERTO ALLEVI – “Qui manca la vigilanza del buon padre di famiglia. Ecoinnova ha affittato l’azienda a Opera Light, che come unica garanzia offre il proprio capitale pari a diecimila euro. Oggi, da parte del Comune, ci aspettiamo naturalmente la solita alzata di mani in quanto ci verrà detto che c’è un contenzioso in corso e quindi c’è da attendere che si risolva la vicenda.

VALENTINA BELLINI – “Tutti questi elementi alla fine vanno a incidere sulla qualità dei servizi pubblici e sul denaro pubblico. Se il Comune non può rivalersi, chi è penalizzato è l’intera città. La spiegazione di questo brutto servizio sta nella brutta procedura che è stata seguita. È una città dove non si sceglie”.

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