Articolo
Testo articolo principale

Gioco consapevole è ormai la parola d’ordine: nelle Marche si cerca anche in questo modo di sconfiggere le ludopatia.

Da qualche settimana, su iniziativa della Regione Marche, gestori ed operatori di sale da gioco devono seguire dei corsi di formazione specifica.  Al termine del ciclo di formazione verrà consegnato  un attestato la Confcommercio. Essere pronti ad affrontare casi di ludopatia e sopratutto saper spiegare i rischi dell’azzardo è diventato prioritario.

Giocare si può ma conoscerne i rischi diventa il modo migliore per poter agire in tutta consapevolezza.

Dalle nostre parti le scommesse sportive vanno per la maggiore, piace lo sport, piace l’attesa per una vincita, piace il sogno  e sopratutto piace la possibilità di poter diventare ricchi azzeccando un goal di un calciatore.

Cambiano però le modalità di gioco e nel reale si gioca sempre meno anche perchè sul territorio iniziano ad esserci diverse ordinanze sindacali atte a regolare i limiti di orario del gioco.

Uno dei più recenti è il regolamento messo in atto da Jesi dove oltre a recepire tutte le indicazioni della legge regionale si mira a mettere in chiaro i limiti orari dell’apertura delle sale gioco e la distanza dai punti a massima frequentazione.

Intanto a Jesi ad esempio si regola anche la pubblicità sul gioco e vigilando i contenuti.

Il gioco consapevole è possibile ed in questo senso tante sono le piccole realtà che iniziano ad organizzarsi a Treia ad esempio  ha  organizzato in collaborazione con Form.Art.Marche  un  corso  per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network.  Una scelta interessante anche questa che denota come la sensibilità dei territorio possa essere alta.

La scelta di Treia è dovuta ad una amministrazione interessata a seguire tutte le azioni di sensibilizzazione sul gioco patologico, far crescere nella cittadinanza la consapevolezza del rischio dovuto al gioco creando un insieme di azioni tese a prevenire il rischio.

La formazione risulta essere una delle strategie migliori: infatti il gioco non è da demonizzare ma da conoscere strategicamente meglio avendo presente limiti e sopratutto pericolosità.

Il gioco consapevole esiste ed è possibile, le società che si occupano del tema da tempo oltre che a studiare nuove formule ludiche orientano i propri servizi in modo che il cittadino sia sempre informato dei rischi di ipotetica dipendenza.

Il tutto è molto chiaro se si osservano le campagne virtuali messe in essere dalle tante società che si occupano di gioco digitale.

TAG: , , ,